3 semplici modi per trovare la mossa migliore in qualunque posizione

Valutazione del video: ★★★★☆

Questa recensione riguarda un video del MF Michele Bifulco. Premetto che è l’unico canale YouTube che seguo perché alta è l’efficienza per il giocatore medio. Come si vede ha un quattro stelle, la quinta stella manca per la parte commerciale del video, piccolo neo che si può perdonare a chi fa dei video un aspetto importante della professione. Infatti, il testo di Aagaard pubblicizzato all’inizio è del 2014, anno in cui lo comprai, e, dopo attento studio, stabilii che la sua utilità per il giocatore medio era nulla. Infatti:

  • esercizi troppo difficili,
  • approccio elitario,
  • poca attenzione alla pedagogia per livelli intermedi.

Quindi, anziché comprare il libro, seguite il video di Michele che è molto più efficiente e più pratico. La seconda critica è nel titolo con quel qualunque che forse è eccessivo perché in molte posizioni i tre punti citati da Michele sono secondari ad altri (per esempio la sicurezza del Re).

Finite le critiche, veniamo alle cose estremamente positive. I tre punti sono:

  • dove sono le debolezze
  • qual è il pezzo peggiore della posizione
  • qual è l’idea dell’avversario.

Negli scacchi 3.0 il primo punto è quello più critico. Non è detto che ci siano debolezze evidenti (almeno per il giocatore medio) ed è sostituito dal concetto di attività e dal metodo SCAS: ovvio che sono più attivo se attacco una debolezza dell’avversario.

Il secondo punto è trattato dal miglioramento della posizione dei pezzi.

Il terzo è trattato, ma anche completato, con la visione moderna della profilassi e del principio degli svantaggi.

Il pregio del video è di rispettare un format che può essere utile per il giocatore medio (fino a 2000 punti Elo): quindi soffermatevi sulle valutazioni che a ogni singola mossa Michele fa, sui commenti anche psicologici. Faccio presente che probabilmente se l’istruttore fosse un superGM non sarei così positivo. Per insegnare scacchi nel modo più corretto è necessario che il divario fra insegnante e allievo non sia né troppo piccolo né enorme. Se è eccessivo, per esempio un 2700 che insegna a un 2000, l’insegnante si soffermerà troppo su dettagli che l’allievo non riesce a comprendere. Il primo anno di approccio agli scacchi segui una lezione di Karpov. Davanti a una posizione ci spiegò che era fondamentale posizionare bene la Torre: in e1 o in d1: “dopo circa mezz’ora di riflessione capii che la casa giusta era d1 ecc.”. Se Karpov aveva impiegato mezz’ora per decidere, il povero mortale come avrebbe fatto? Per decidere dove mettere la Torre, forse gli conveniva lanciare una monetina.

Quindi, vedendo il video, cercate di capire perché avreste fatto scelte diverse dal Maestro Fide. E metabolizzate i suoi commenti che, a mio avviso sono molto più istruttivi di tante posizioni analizzate da Aagaard nel libro, posizioni che soffrono della “precisione di Karpov”, sopra descritta. Raccolgo qui di seguito alcune perle del video (la partita è una Philidor – ricordo che Philidor si pronuncia filidòr e non fìlidor perché è francese, sì, lo so nessun scacchista lo fa).

“Mi ha già regalato la coppia degli Alfieri”. Sottolinea l’importanza di evitare di giocare aperture scorrette solo per non studiare le aperture. Il Nero gioca la variante Harrwitz della Philidor: “il Bianco cattura in e5; il cambio in f3 mette in evidenza le debolezze delle case f7 e b7, che possono essere attaccate tramite lo spostamento della Donna in b3” (AIChess, che nella monografia dà partita vinta al Bianco già alla sesta mossa quando il Bianco gioca ♕b3).

“Incominciamo a farci le tre domande: dove sono le debolezze?”: Michele evidenzia subito f7 e b7. Interessante anche il focus su e5 che, attualmente, non è difeso.

“Hai dieci minuti sull’orologio pensa un attimo”. Chi gioca in Rete è convinto che giocare velocemente (e questo è tanto più vero nel 3’+2”) sia il modo più semplice di vincere le partite. Può essere, ma così non si impara nulla. Non a caso, l’aneddoto su Karpov è significativo: “il ragazzino vedeva tutto, ma con una mossa di ritardo!”.

“Faccio una mossa risk-free”. Come dice il video, la mossa corretta è 9.♕xa8 (oppure 9.0-0) con vantaggio incolmabile, ma gli scacchi non sono per gli umani ed è opportuno giocare da umano, soprattutto in una partita rapid o blitz. Dopo 9.♕xa8 la sequenza più aggressiva poteva essere: 9…♗xf2 10.♔xf2 ♕d4+. Le mosse risk-free quando mantengono un vantaggio vincente possono essere migliori rispetto a mosse che accendono il chaos button.

“Identificata la debolezza (e5), gioco ♘d2 -il pezzo peggio collocato- con l’idea di andare a prendere il pedone e”. Qui è sottointeso un punto importante, che evidenzia anche la difficoltà di “pesare” i singoli fattori della posizione. Un’applicazione affrettata e superficiale del punto “miglioriamo la posizione del pezzo peggio collocato” potrebbe far giocare ♘c3, una mossa che addirittura riporta in gioco il Nero. Questa è la differenza fra un FM e un giocatore, per esempio, di 1600 punti Elo (che non riesce a vincere partite vinte!).

“Qual è il piano del mio avversario? Giocare il suo pezzo peggiore che era il Cavallo che ora vuole andare in d4”. La mossa c3 è un must per ogni giocatore che ha compreso la posizione.

“Cavallo contro Alfiere dominato è pessimo per il Nero”. Spesso chi gioca passivo ha sempre l’illusione che il finale sia pari.

Molto istruttivo come il Bianco commenta e gioca il finale, senza lasciare alcun controgioco. Ripeto: soffermatevi sui commenti e verificate che le scelte fatte dal Bianco siano allineate con le vostre.