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Test per l'intelligenza scacchistica
Nella mia esperienza in ambito psicologico so benissimo che la gente cerca scorciatoie (che spesso si rivelano strade senza uscita) anche quando dovrebbe essere evidente che si tratta di promesse impossibili. Le scorciatoie funzionano perché non vendono solo un risultato: vendono una speranza.
Nel mondo degli scacchi un test di intelligenza scacchistica dovrebbe essere la visione di video che promettono promesse impossibili, per esempio:
- Con questa apertura vincerai tutte le partite di scacchi
- Così ho distrutto la siciliana
- Le tre regole che ti permetteranno di capire gli scacchi.
Eppure, in migliaia ci cliccano. Tutti hanno una bassa intelligenza scacchistica? Come spiego nel mio testo Teoria dell’intelligenza, esistono tantissime forme di intelligenza, così un soggetto può avere una grandissima intelligenza matematica, ma magari una scarsissima intelligenza scacchistica o una scarsa intelligenza esistenziale (non sa comprendere il mondo e la sua vita è un disastro).
Penso che anche soggetti che sanno che il titolo vende qualcosa di impossibile (quindi la loro intelligenza scacchistica non è nulla) cliccano titoli simili. Dal motivo irrazionale del clic si comprende anche perché questi soggetti non migliorano negli scacchi.
Nel caso di un titolo come “vincere in poche mosse”, una persona razionale potrebbe pensare subito: “è impossibile, quindi non lo guardo”. Eppure, molte persone lo cliccano. Ci sono diversi motivi:
- Desiderio di guadagno sproporzionato rispetto allo sforzo. Imparare davvero gli scacchi richiede tempo, mentre l’idea di una singola apertura “magica” promette un enorme ritorno con un investimento minimo. Chiaro che chi ragiona così non migliorerà mai.
- Bias dell’ottimismo. Non pensiamo necessariamente funzionerà sicuramente, ma magari questa volta è diverso. È sufficiente una piccola possibilità percepita. Il soggetto non ha una buona intelligenza statistica: si lascia rapire da una posizione che gli capiterà una volta su mille (forse) in partita. Soprattutto per un amatore è importante conoscere ciò che gli capita più spesso.
- Confusione tra possibilità e probabilità. Il fatto che un’apertura possa funzionare bene in certe situazioni diventa mentalmente vicino all’idea che possa funzionare sempre. Anche qui è ovvia la scarsa intelligenza statistica.
- Desiderio di evitare la complessità. Accettare che gli scacchi siano un sistema complesso significa accettare di dover studiare aperture, tattica, strategia, finali e soprattutto imparare dagli errori. Una “mossa segreta” elimina psicologicamente tutta questa fatica. In psicologia il soggetto ha una personalità semplicistica (un classico esempio, la fallacia naturalistica, tutto ciò che è naturale è buono).
- Effetto del titolo. Il cervello reagisce fortemente alle promesse assolute: tutti, sempre, mai, garantito. Sono formule che attirano l’attenzione proprio perché sono estreme. Anche in questo caso, si tratta di un soggetto semplicistico che vorrebbe ridurre tutto a poche regole.
- Curiosità e intrattenimento. A volte chi clicca non ci crede davvero. Vuole semplicemente vedere “che cosa si è inventato questo tizio?”. Sensato, ma forse varrebbe la pena impiegare lo stesso tempo per studiare una partita seria.
- Il costo del clic è quasi nullo. Non sta comprando un corso da 500 euro: sta dedicando 10 minuti a un video. Quindi il cervello può ragionare: “Perché non provare?”. Il soggetto è incline alle promesse impossibili, il classico candidato alle fregature.
Riassumendo, vale un principio generale: più un problema è difficile e frustrante, più aumenta il fascino di una soluzione semplice. Quando una persona perde continuamente a scacchi, il messaggio «devi studiare per anni» è poco gratificante; «ti basta imparare questa apertura» è psicologicamente molto più attraente.
Quindi, paradossalmente, l’irrazionalità non sta necessariamente nel credere alla promessa. Spesso sta nel voler credere che forse esista una scorciatoia, perché questa possibilità è molto più piacevole dell’alternativa: accettare che non esistano scorciatoie e che il miglioramento richieda tempo, pratica e frustrazione.