Scacchi 3.0: la profilassi serve ancora?

Sì, il titolo è molto forte perché scientificamente distruggeremo uno dei cardini degli scacchi 2.0.

Un noto test per verificare le conoscenze statistiche del soggetto: gli ultimi tre lanci di una moneta non truccata hanno dato come esito testa; al prossimo lancio cosa puntate? Testa o croce?

Chi risponde “croce”, considerando i risultati dei precedenti lanci, è statisticamente ignorante. Se non ne è convinto, provate a chiedergli: “qui ho una moneta, la lancio; che probabilità ha di uscire testa?” La risposta logica è il 50% (0,5), ma lui che prima ha scelto croce considerando i lanci precedenti come può rispondere non conoscendo la storia della moneta?

Dovrebbe essere chiaro che la storia della moneta non conta, che anche dopo dieci lanci in cui è uscito testa, al prossimo la probabilità che esca croce è sempre del 50%.

Bene. E allora perché negli scacchi si dà tanta importanza alla profilassi? Quando esaminiamo una posizione su un libro di scacchi (esercizi di tattica o di strategia) spesso non sappiamo quale è stata l’ultima mossa. Eppure, non siamo infastiditi dal fatto che l’autore ci proponga la posizione senza dirci qual è stata l’ultima mossa del colore avversario. Sappiamo perfettamente che la cosa ha ben poca importanza (se non nel caso che il motore debba sapere se l’arrocco è ancora permesso o se si può eseguire l’en passant).

Come per la moneta, la “storia” non conta. Analizzate e risolvete questa posizione, muove il Bianco.

Sì, 1.♖d8#. Banale, ma perché non avete chiesto l’ultima mossa del Nero (forse ♖b6-b2 o ♗c8-e6). Non l’avete chiesto perché la vostra conoscenza scacchistica era tale da evidenziare che non serviva conoscere la mossa del Nero. Analogamente i motori danno la mossa migliore a prescindere dalla conoscenza dell’ultima mossa.

Occorre dire che la profilassi è già stata molto ridimensionata da autori come Ramesh. In particolare, è stato abbandonato il principio della superprotezione di Nimzowitsch. Il problema è che la profilassi è sempre stato un elemento strategico che in qualche modo sopperisce alla capacità dell’uomo di capire al 100% la posizione: visto che non ho elementi strategici e tattici tali darmi con certezza la mossa migliore (come nell’esempio soprariportato del matto del corridoio) ecco che magari, capendo cosa fa l’avversario, possa trovare la mossa giusta. Notiamo che la profilassi è il semplice metodo con cui ci accorgiamo che l’avversario ha messo un pezzo in presa: “lui vuole darmi matto, ma non si è accorto che la sua Donna è in presa!”.

Sentiamo sempre il GM Ramesh: “dopo ogni mossa eseguita dal vostro avversario, dedicate dieci secondi per trovare tutte le diverse idee che si celano dietro tale mossa. Poi altri dieci secondi per trovare problemi o aspetti negativi della sua mossa”. Venti secondi per profilassi e principio degli svantaggi (il secondo punto della scelta della mossa)

Poi dovreste passare a cercare la pattern move (mossa di riconoscimento in italiano; è una locuzione che ho creato per tutte quelle mosse che nascono dal riconoscimento di un pattern già memorizzato dalla nostra esperienza).  Continuate a usare la profilassi, ma non ne abusate, altrimenti spesso il vostro gioco diventerà troppo passivo (vedasi gli esempi di profilassi non valida nell’articolo generale).