Ustioni
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Le cause delle ustioni
I fattori eziologici alla base delle ustioni sono sostanzialmente due:- agenti fisici
- agenti chimici.
Fra le ustioni di tipo chimico vi sono quelle provocate dal contatto dei tessuti con sostanze quali gli acidi o le basi (acido cloridrico, soda caustica ecc.).
Ustioni: la suddivisione
A seconda della loro profondità le ustioni vengono classificate nel modo
seguente: - ustioni di I grado (anche ustioni epidermiche)
- ustioni di II grado (anche ustioni dermiche)
- ustioni di III e IV grado (anche ustioni a tutto spessore).
Le ustioni di I grado interessano soltanto lo strato cutaneo più superficiale, l'epidermide; rientrano in questa tipologia di ustioni le bruciature lievi le cui manifestazioni non sono particolarmente importanti (lieve arrossamento, dolenzia e bruciore locale; talvolta è presente tumefazione). Queste ustioni guariscono generalmente nel giro di pochi giorni e non lasciano solitamente alcuna conseguenza visibile. Spesso queste ustioni sono causate dal contatto con liquidi la cui temperatura è moderatamente elevata. Anche le scottature solari rientrano in questa categoria.
Le ustioni di secondo grado sono lesioni più profonde delle precedenti; interessano infatti anche il derma e sono anche molto dolorose. Sono caratterizzate dalla formazione di filittene, ovvero piccole vesciche piene di un liquido di colore chiaro. Le ustioni di II grado possono essere semplici o profonde. Le ustioni di II grado semplici guariscono in modo spontaneo nel giro di due o tre settimane; dal momento che potrebbero verificarsi alcune complicanze, è opportuno che vengano controllate dal medico curante. Le ustioni di II grado profonde non guariscono spontaneamente, il processo riparativo richiede circa un mese e hanno esiti cicatriziali di una certa gravità. È quindi opportuno agire molto tempestivamente rimuovendo i tessuti necrotici che dovranno essere sostituiti con degli innesti cutanei.
Le ustioni di III e IV grado sono ustioni molto gravi; le lesioni sono molto profonde e possono interessare, nei casi più gravi, anche le ossa. Se la lesione è provocata da una fiamma o da un oggetto arroventato la necrosi della cute porterà alla formazione di croste secche di colore scuro; se l'insulto termico deriva da un liquido bollente la pelle diventerà molliccia ed estremamente chiara. Nelle lesioni di IV grado c'è una vera e propria carbonizzazione tissutale (escara).
Le conseguenze delle ustioni
In caso di ustioni gravi si hanno sempre conseguenze molto serie. Le prime problematiche sono a carico del sistema cardiovascolare; è fondamentale agire il più precocemente possibile per limitare i danni da deplezione di liquidi e per prevenire lo shock. Si verificano solitamente riduzione della volemia e della gittata cardiaca; ciò causa un riduzione del flusso renale e una diminuzione delle percentuali di filtrazione glomerulare che in mancanza di trattamento possono provocare oliguria e conseguente insufficienza renale.Possono inoltre verificarsi gravi problemi a livello di apparato respiratorio; a seconda della loro gravità, le ustioni a livello toracico possono causare un deficit della ventilazione. Se non vi sono ustioni a livello toracico i problemi (ventilazione superficiale accelerata) possono essere provocati dall'ipovolemia che si verifica inizialmente.
Nei soggetti nei quali le ustioni interessano una superficie corporea superiore a un quarto di quella totale si verificano spesso problemi di tipo gastrointestinale (ileo paralitico).
Ustioni: le fasi successive
Trascorsi due giorni dall'ustione, inizia la fase subacuta (anche fase tossinfettiva). Le sostanze tossiche presenti sui tessuti necrotici vengono riassorbite; ciò causa, in primis, problematiche di tipo epatico, ma vengono coinvolti anche altri organi.L'immunodepressione è sempre presente ed è alla base dei problemi di tipo infettivo che si verificano ai danni delle zone interessate dalle ustioni.
Si entra poi nella fase cronica (anche fase distrofico-dismetabolica). Questa fase è caratterizzata da una sensibile riduzione del peso corporeo (provocata dall'accelerazione del metabolismo) e da ipoproteinemia; queste manifestazioni possono provocare uno scompenso funzionale di alcuni organi vitali.
La terapia delle ustioni
Nelle ustioni meno gravi (I e II grado) il trattamento è generalmente locale; in primis si devono raffreddare le zone interessate dall'ustione (ciò può essere fatto con acqua fredda o del ghiaccio; ovviamente quest'ultimo non deve essere messo a contatto diretto con la cute); in secondo luogo è necessario mettere in atto tutte le precauzioni atte alla prevenzione di processi di tipo infettivo (detersione delle zone interessate dalle ustioni e copertura con bende sterili; non devono essere utilizzati né unguenti né pomate oleose; si devono altresì evitare fasciature con le garze perché queste ultime potrebbero lasciare dei piccoli filamenti nella zona ferita).Le ustioni molto lievi (I grado) possono essere trattate con apposite pomate da banco (in genere sono a base di benzocaina); le ustioni di II grado sono generalmente caratterizzate dalla presenza di piccole vesciche; è oltremodo importante non rimuoverle e non bucarle. Nel caso esse si aprano in modo spontaneo vanno trattate utilizzando garze apposite contenenti principi antibiotici dopodiché devono essere fasciate senza comprimerle.
In caso di ustioni più gravi (III e IV), il soggetto deve essere ricoverato il prima possibile in una struttura sanitaria attrezzata per le emergenze di questo tipo. I vestiti non devono essere tolti se aderiscono alla zona lesionata, è possibile somministrare liquidi (acqua con bicarbonato), ma sono assolutamente vietati gli alcolici; ovviamente il soggetto deve essere cosciente e in grado di deglutire. Dopo il trasporto in un centro specializzato (sempre necessario quando la superficie corporea danneggiata è superiore al 15%) i primi interventi devono essere mirati alla prevenzione o al trattamento delle complicanze e vengono riassunti qui di seguito:
- quando sono interessati direttamente gli organi respiratori o se il soggetto ha subito traumi a livello cranio-facciale, può essere necessario rianimare il soggetto eseguendo le manovre respiratorie eventualmente utilizzando la ventilazione assistita.
- Effettuazione della cosiddetta terapia dello shock (posizione di Trandeleburg e terapia infusionale).
- Copertura delle zone ustionate con teli sterili allo scopo di prevenire i processi infettivi e minimizzare la perdita di plasma.
- Immobilizzazione delle zone interessate dalle ustioni.
- Profilassi antitetanica.
- Terapia antidolorifica.
Ustioni: la regola del 9
Come si misura l'estensione di un'ustione? Esiste una regola che divide il corpo in zone costituenti porzioni del 9%; ogni arto superiore e la testa valgono il 9%, ogni gamba vale il 18%; stessa percentuale per le parti anteriore e posteriore del tronco. La zona genitale vale l'1%.La regola serve a definire la prognosi; quando l'estensione non supera il 25% la prognosi è considerata buona; oltre tale percentuale la prognosi peggiora. Come detto, il ricovero in una struttura ospedaliera è necessario in caso di ustioni in cui la superficie interessata superi il 15% del totale.
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