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Ulcera
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Ulcera – Termine generico che indica una lesione più o meno grave della cute o di un tessuto epiteliale e in cui il processo di cicatrizzazione può essere lento, difficile o addirittura assente.
 
Come si può facilmente intuire dalla descrizione soprariportata, il termine ulcera è molto poco specifico; con esso infatti si possono identificare processi patologici molto diversi fra loro. In questo articolo tratteremo di un particolare tipo di ulcera, l'ulcera peptica; un processo patologico di cui esistono due forme principali, l'ulcera gastrica (ulcera dello stomaco) e l'ulcera duodenale (ulcera del duodeno). In una percentuale di soggetti variabile dal 5 al 15% circa, sono presenti entrambe le forme, si parla in questo caso di ulcera gastroduodenale.
L'ulcera peptica è una patologia alquanto rara in soggetti di sesso maschile di età inferiore ai venti anni; l'incidenza di tale patologia però cresce con il passare del tempo e raggiunge il suo apice intorno ai cinquant'anni di età. Nei soggetti di sesso femminile l'ulcera peptica si presenta raramente prima della menopausa, circostanza che fa ritenere che gli ormoni femminili possano svolgere un qualche ruolo protettivo nei confronti della patologia in questione. Per quanto l'ulcera peptica sia una patologia piuttosto frequente, nelle ultime tre decadi si è potuta osservare una certa diminuzione della sua incidenza; tale positiva circostanza è probabilmente legata al fatto che nell'ultimo trentennio si sono individuati diversi fattori legati all'insorgere della patologia e si siano quindi potute mettere a punto soluzioni adeguate.
Un ruolo fondamentale nell'insorgenza di ulcera peptica è sicuramente svolto dalla secrezione gastrica di acido cloridrico e pepsina (non si ha mai insorgenza di ulcera peptica in caso di acloridria, ovvero se la secrezione acida è assente). In condizioni fisiologiche, sia la mucosa gastrica sia quella duodenale non vengono danneggiate dalle secrezioni acido-peptiche; si ritiene quindi che l'insorgenza di un'ulcera sia da imputare a uno squilibrio tra i fattori aggressivi (acido gastrico, pepsina e altri fattori gastrolesivi quali farmaci o batteri) e fattori protettivi (secrezione di muco, bicarbonato, prostaglandine, flusso sanguigno della mucosa e turnover cellulare).
Più raramente (2% dei casi circa) l'ulcera peptica può interessare altre zone dell'apparato digerente.
Pur avendo tratti in comune (l'approccio diagnostico è praticamente lo stesso), l'ulcera gastrica e l'ulcera duodenale sono considerate entità cliniche distinte e, conseguentemente, verranno trattate separatamente.

Ulcera duodenale

ulcera duodenaleL'ulcera duodenale è la forma di ulcera peptica più comune (secondo alcune stime si presenta infatti dalle 4 alle 10 volte più frequentemente dell'ulcera gastrica).
L'ulcera duodenale può fare la sua comparsa a qualsiasi età, ma generalmente la si riscontra con più frequenza nei soggetti di età compresa fra i trenta e i quaranta anni; il sesso più interessato da questa patologia è quello maschile (i casi di ulcera duodenale nei maschi sono il triplo di quelli riscontrati nelle donne).
Non sono note con certezza cause specifiche relative all'insorgenza di ulcera duodenale; si ritiene però che i fattori ritenuti responsabili siano diversi. Quello ritenuto più importante è l'ipersecrezione acida. L'ipersecrezione acida sembra essere legata sia a un incremento del numero delle cosiddette cellule acido-secernenti che si trovano nella mucosa gastrica sia a un incremento della risposta gastrica a quelli che vengono considerati stimoli secretori sia ad alterazioni della capacità di inibizione della secrezione dell'ormone peptidico presente nella mucosa protettiva dello stomaco, tale ormone, noto come gastrina, ha, nella regolazione della secrezione gastrica, la sua funzione primaria.
Fra i fattori che possono portare all'insorgenza di ulcera duodenale vi sono, come del resto accade nella gastrite, il consumo di forti dosi di caffeina, l'assunzione di FANS e di farmaci a base di cortisone e il tabagismo; sorprendentemente, il consumo di alcol non sembra giocare un ruolo particolarmente rilevante nell'insorgenza di ulcera duodenale. Un ruolo rilevante invece sembra averlo la familiarità con la patologia; l'ulcera duodenale infatti si presenta nei soggetti imparentati in primo grado con malati di ulcera duodenale con una frequenza tre volte superiore rispetto a quella rilevata nella popolazione generale.
L'ulcera duodenale è frequentemente associata a gastrite e duodenite da Helicobacter pylori.
La stragrande maggioranza (95% circa dei casi) delle ulcere duodenali sono localizzate nel cosiddetto bulbo duodenale (il segmento iniziale della prima porzione del duodeno, noto anche come ampolla duodenale).
La presenza di ulcera duodenale può dare complicanze severe (emorragie, occlusione, perforazione ecc.); non rientra fra le complicanze la degenerazione neoplastica, ma possono verificarsi casi di pancreatite acuta.
La sintomatologia dell'ulcera duodenale può essere alquanto variegata; in alcuni soggetti, per molto tempo la patologia è asintomatica, anche se, nella maggioranza dei casi, viene segnalata la presenza di dolenzia a livello epigastrico. Il dolore, generalmente sordo, talvolta si irradia alla spalla destra o alle regioni lombare e dorsale. Il soggetto molto spesso inizia ad avvertire il dolore trascorse alcune ore dai pasti; il dolore si attenua o scompare se si assumono alimenti o si ricorre a farmaci ad azione antiacida. Altri sintomi segnalati sono la nausea e il vomito. Nei casi di ulcera duodenale si osservano periodi in cui la sintomatologia è ricorrente e altri in cui sembra esserci una completa remissione.
La conferma diagnostica della presenza di ulcera duodenale richiede l'esecuzione di un'endoscopia o di una radiografia al bario.

Ulcera gastrica

ulcera gastricaL'ulcera gastrica è una forma di ulcera peptica che si riscontra meno frequentemente dell'ulcera duodenale. I soggetti più colpiti da questa patologia sono gli uomini; questa patologia fa generalmente la sua comparsa nel periodo di età compreso fra i cinquanta e i sessanta anni.
L'eziologia non è nota; molti autori ritengono che le cause vadano ricercate nella contemporanea presenza di diversi fattori; l'ipotesi che sembra più plausibile è quella di una ridotta resistenza della mucosa gastrica agli attacchi delle secrezioni acido-peptiche.
In tutti i soggetti colpiti da ulcera gastrica sono rilevabili le lesioni che caratterizzano la presenza di gastrite; la gastrite da Helicobacter pylori potrebbe essere considerata come un fattore predisponente l'insorgenza di ulcera gastrica (in oltre la metà dei casi di questa patologia si apprezza la presenza del batterio in questione). Altri fattori predisponenti sono le cattive abitudini alimentari, un pessimo stile di vita (obesità, tabagismo, l'abuso di bevande alcoliche ecc.), l'assunzione di FANS o di farmaci corticosteroidei. Si deve anche notare che esiste una predisposizione di tipo genetico legata all'insorgenza della patologia; si è infatti osservato che nei soggetti di gruppo sanguigno 0, il rischio di contrarre la malattia è più elevato.
La stragrande maggioranza delle ulcere gastriche, che possono essere più o meno profonde, sono localizzate lungo la piccola curvatura dello stomaco.
Le complicazioni legate alla presenza di ulcera gastrica sono di vario tipo (emorragie, peritonite, pancreatite ecc.).
Come accade per l'ulcera duodenale, talvolta la patologia non dà segno di sé; nel caso essa si manifesti, il primo sintomo è generalmente la dolenzia a livello epigastrico; il dolore può essere più o meno intenso e generalmente si manifesta trascorsa mezz'ora dal pasto. L'introduzione di cibo può temporaneamente ridurre la sintomatologia dolorosa, ma il sollievo è temporaneo; anzi, in alcuni casi, in seguito si può registrare un aumento del dolore. Altri sintomi di ulcera gastrica sono la nausea e il vomito. In alcuni casi i sintomi possono aggravarsi in condizioni di elevato stress o modifica delle proprie abitudini di vita.
Le complicanze legate all'ulcera duodenale sono la perforazione del peritoneo, l'anoressia, le emorragie, l'anemia sideropenica ecc.
La diagnosi di ulcera gastrica viene confermata da esami endoscopici e radiologici; la diagnosi differenziale va posta con diverse altre patologie o condizioni (gastrite in primis, ma anche ulcera duodenale, ernia iatale, duodenite, tumore allo stomaco ecc.). Importante è anche la ricerca dell'Helicobacter pylori.

Terapia delle ulcere peptiche

L'approccio terapeutico all'ulcera peptica può essere di diverso tipo. Gli obiettivi che ci si pongono con le varie forme di trattamento sono quelle di risolvere i sintomi, guarire le lesioni e prevenire eventuali ricadute.
Innanzitutto è necessario, quando possibile, eliminare quei fattori noti che sono alla base di una diminuzione delle capacità protettive della mucosa gastrica (utilizzo di farmaci ad azione gastrolesiva come i FANS, i corticosteroidi e l'acido acetilsalicilico); è inoltre opportuna l'abolizione di quei fattori comportamentali che aumentano il rischio di insorgenza della patologia quali il vizio del fumo, l'abuso di sostanze alcoliche e superalcoliche, l'eccessivo consumo di bevande contenenti caffeina ecc. Sono inoltre validi i consigli contenuti in questi nostri articoli: Dieta per il reflusso gastroesofageo, Dieta per la gastrite, Dieta per la cattiva digestione e Stile di vita.
Fra i farmaci che vengono utilizzati per ottenere la guarigione o la riduzione della sintomatologia dell'ulcera peptica vi sono tutti quei farmaci che tamponano o comunque inibiscono le secrezioni acide gastriche. La guarigione dall'ulcera può avvenire in tempi relativamente brevi; il problema fondamentale e che in molti casi (85% circa), sospesa la terapia, si verificano recidive della patologia nel giro di un anno dalla sospensione. Per evitare questo problema è possibile ricorre a terapie di mantenimento (bassi dosaggi di inibitori della pompa protonica e H2-antagonisti); il successo della prevenzione delle recidive dipende molto anche dal successo nell'eradicazione dell'Helicobacter pylori; alcuni studi infatti hanno mostrato come un'eradicazione totale dell'infezione da Helicobacter pylori porti la percentuale delle recidive a livelli bassissimi (<2%).
Si veda l'articolo sulla gastrite per le modalità di trattamento dell'infezione da Helicobacter pylori.
Nelle ulcere peptiche nelle quali la terapia farmacologica non sembra funzionare adeguatamente è possibile prendere in considerazione l'eventualità di un intervento chirurgico. L'intervento chirurgico tra l'altro si rende spesso necessario in caso di complicanze di una certa serietà (emorragie cospicue, perforazioni, occlusioni ecc.).


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