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Tumore alla vescica
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Il tumore alla vescica è uno dei tumori più comuni (vedasi nostro articolo Dal tumore al cancro al paragrafo Cancro: le cifre). Il tumore alla vescica è una neoplasia che si sviluppa con più frequenza nelle persone che vivono nei Paesi industrializzati; secondo stime recenti, fra i Paesi dell'Unione Europea, l'Italia si trova al secondo posto per numero di casi; il triste primato spetta alla Spagna.
Di tutti i tipi di tumore a carico dell'apparato urinario, il tumore alla vescica è quello che si riscontra con maggiore frequenza (circa il 90% dei casi). A livello globale, il cancro della vescica rappresenta circa il 3% di tutti i tumori.
L'incidenza del cancro alla vescica aumenta con l'aumentare dell'età; i soggetti di età superiore ai 70 anni sviluppano tale patologia più frequentemente rispetto a quelli la cui età va dai 55 ai 69 anni (circa 3 volte). La neoplasia è rara nei soggetti di età compresa fra i 30 e i 54 anni. L'età media della diagnosi è 65 anni per gli uomini e 68 per le donne.
Il tumore della vescica si sviluppa con maggior frequenza nei soggetti di sesso maschile (rapporto maschi:femmine = 3:1). La razza caucasica risulta essere quella più colpita.
Per quanto l'incidenza di questo tipo di cancro sia in costante aumento, la mortalità risulta essere diminuita. Nel nostro Paese la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi si verifica in oltre il 70% dei casi.

Tumore alla vescica: le tipologie

tumore alla vescicaEsistono diverse tipologie di classificazione dei tumori alla vescica. Semplificando, possiamo suddividerli in due grandi categorie:
  • tumori uroteliali (anche carcinomi a cellule transazionali o uroteliomi)
  • tumori non uroteliali.
I tumori della seconda categoria possono essere ulteriormente suddivisi in:
  • adenocarcinomi
  • tumori epidermoidi (anche a cellule squamose)
  • melanomi, sarcomi, linfomi ecc.
Le neoplasie appartenenti alla prima categoria (tumori uroteliali) rappresentano la quasi totalità dei tumori alla vescica (90% circa). Vengono denominati "carcinomi transazionali" perché originano dal cosiddetto epitelio transazionale ovvero lo strato cellulare che riveste la superficie interna della vescica. Il 70% circa dei tumori della vescica a cellule transazionali sono forme papillomatose (papillomi transazionali), il 20% sono tumori ad aspetto nodulare, mentre il rimanente 10% è rappresentato da forme miste. Generalmente i papillomi transazionali sono quasi sempre forme tumorali a basso grado, caratterizzate da un tasso di recidività notevole (70%); il 25% di essi evolve verso forme più invasive. I carcinomi ad aspetto nodulare o misto sono generalmente forme ad alto grado di malignità e decisamente invasivi.
Fra le neoplasie appartenenti alla categoria dei tumori non uroteliali, le forme più comuni sono i carcinomi della vescica a cellule squamose e gli adenocarcinomi; i primi originano nelle cellule squamose, cellule che possono formarsi nella vescica a seguito di cronici processi infettivi o irritativi.
Gli adenocarcinomi originano invece nelle cellule secretorie della mucosa.
Il tumore della vescica può espandersi localmente oppure può diffondersi a distanza per via linfatica, prima ai linfonodi e, in seguito, per via ematica, ai polmoni, al fegato e alle ossa.

Tumore alla vescica: i fattori di rischio

Relativamente al tumore alla vescica sono stati individuati numerosi fattori di rischio:
  • età
  • razza
  • sesso
  • familiarità
  • fumo di sigaretta
  • esposizione cronica ad amine aromatiche e a nitrosamine
  • disturbi cronici alla vescica (coloro che soffrono di disturbi cronici alla vescica vedono aumentare le probabilità di contrarre un cancro alla vescica)
  • dieta (relazioni dirette e relazioni inverse)
  • trattamenti chemioterapici con ciclofosfamide
  • trattamenti radioterapici
  • infezioni parassitarie da Schistosoma haematobium
  • infezioni da papilloma virus.
Età – Come accennato in precedenza, l'incidenza del tumore alla vescica aumenta all'aumentare dell'età. Il cancro della vescica è un tumore raro prima dei 40 anni di età anche se, in letteratura, esistono casi di tumori alla vescica sviluppatisi in età pediatrica.
Razza – Negli uomini di razza bianca il cancro alla vescica si sviluppa più frequentemente che negli uomini di razza nera (l'incidenza è doppia); anche nelle donne il cancro della vescica è più frequente in quelle di razza bianca, ma con un'incidenza leggermente inferiore rispetto a quella riscontrata nei maschi (1,5 volte).
Sesso – Il tumore alla vescica è nettamente più comune nei soggetti di sesso maschile (il rapporto è 3:1).
Familiarità – La questione della familiarità come fattore di rischio nel tumore alla vescica è argomento controverso. Una ricerca del 2001 (Negri et al.) riporta che i familiari di primo grado di soggetti affetti da tumore alla vescica hanno un rischio doppio di contrarre a loro volta tale patologia.
Fumo di sigaretta – Tutti gli autori concordano sull'associazione tra tabagismo e cancro alla vescica. Molti lo ritengono il fattore di rischio più importante (secondo alcuni studi il fumo di sigaretta è coinvolto in circa il 65-70% dei casi di neoplasie alla vescica). Il rischio di sviluppare un tumore della vescica è circa 3-5 volte superiore nei fumatori che nei non fumatori; il rischio si fa più elevato nei consumatori di sigarette con maggiore contenuto di amine aromatiche. Negli ex-fumatori il rischio di contrarre un cancro alla vescica diminuisce con il trascorrere del tempo e torna allo stesso livello di quello dei non fumatori dopo circa dieci anni di astensione dal fumo.
Esposizione cronica ad amine aromatiche e a nitrosamine – I fattori occupazionali sembrano giocare un ruolo importante nello sviluppo del cancro alla vescica. I soggetti occupati in stabilimenti che utilizzano amine aromatiche (coloro che lavorano nel campo dei coloranti organici, nelle raffinerie metallurgiche, nelle industrie di lavorazione della gomma, nelle industrie tessili ecc.), i parrucchieri, gli imbianchini, i pittori, i camionisti ecc. hanno un rischio maggiore di contrarre il cancro della vescica rispetto a soggetti impiegati in altri settori lavorativi.
Disturbi cronici alla vescica - Coloro che soffrono di disturbi cronici alla vescica (infezioni ricorrenti, calcoli urinari ecc.) vedono aumentare del doppio le probabilità di contrarre un cancro alla vescica.  
Dieta ricca di grassi animali – Molti componenti alimentari e i loro metaboliti vengono eliminati attraverso il meccanismo urinario; secondo alcuni autori quindi è alquanto verosimile un loro ruolo nella carcinogenesi vescicale; non vi sono però, a tale riguardo, evidenze scientifiche che confermino con assoluta certezza tale ruolo. Molti studi, viceversa, riportano una relazione inversa tra rischio di tumore alla vescica e consumo di frutta e verdura.
Trattamenti chemioterapici con ciclofosfamide – La ciclofosfamide è un chemioterapico utilizzato nel trattamento di diverse forme tumorali, ma viene anche usato per trattare alcune malattie autoimmuni quali il lupus eritematoso sistemico, la sclerosi multipla, la granulomatosi di Wegener ecc. L'assunzione di ciclofosfamide è associato a un lieve aumento del rischio di contrarre il cancro alla vescica.
Trattamenti radioterapici – È stato evidenziato un aumento del rischio di tumore alla vescica in soggetti che sono stati precedentemente trattati con radioterapia per tumore alla prostata o tumore al testicolo dopo circa 10-15 anni di follow-up. Per quanto riguarda le donne, dopo 15-20 anni di follow-up, esiste un aumento del rischio di tumore alla vescica se sono state precedentemente trattate con radioterapia per tumore della cervice.
Infezioni parassitarie da Schistosoma haematobium - Lo Schistosoma haematobium è un parassita dell'uomo che può provocare diversi danni tissutali, in particolar modo a quelli del tratto urinario, dove depone le uova, causando infiammazioni che possono evolvere in cancro. Il meccanismo attraverso il quale tale parassita induce la trasformazione neoplastica non è noto. Si suppone che, durante il processo infiammatorio causato dal parassita, vengano prodotte sostanze tossiche ad azione cancerogena. Lo Schistosoma haematobium è un parassita particolarmente diffuso in Egitto.
Infezioni da papilloma virus -  Alcuni genotipi di HPV, in particolar modo il 16 e il 18 sono associati a un aumento del rischio di contrarre il tumore alla vescica.

I sintomi del tumore alla vescica

Alcuni dei sintomi del tumore alla vescica sono comuni anche ad altre patologie relative all'apparato urinario. L'ematuria (presenza di sangue nelle urine) è uno dei segni che si accompagnano al cancro della vescica, ma è per esempio spesso presente anche in coloro che soffrono di calcolosi renale o sono affetti da infezioni a carico delle vie escretrici (come per esempio la cistite e la glomerulonefrite). In alcuni casi, i soggetti affetti da tumore alla vescica sentono il bisogno di urinare con maggiori frequenza e urgenza del normale. In casi più gravi può verificarsi incontinenza urinaria. Occasionalmente si possono avvertire bruciori durante l'atto minzionatorio oppure se si comprime l'addome. Man mano che la malattia progredisce tali sintomi possono divenire più importanti.

Diagnosi di tumore alla vescica

Nel caso si sospetti la presenza di un tumore alla vescica, esistono diverse procedure diagnostiche alle quali si può ricorrere: ecografia, urografia, TAC, RMN e cistoscopia. La cistoscopia viene effettuata introducendo nella vescica un tubo a fibre ottiche. Il metodo è alquanto fastidioso, ma consente di prelevare campioni di tessuto per le analisi microscopiche. Di notevole importanza è anche la ricerca di cellule neoplastiche nelle urine. Generalmente si ricorre alla cistoscopia se permangono dubbi dopo l'esecuzione degli altri metodi di indagine.
Spesso viene richiesta l'esecuzione di una scintigrafia ossea per verificare la presenza o meno di metastasi tumorali.

La terapia del tumore alla vescica

Nel caso di tumori alla vescica a livello superficiale, si procede attraverso la loro asportazione chirurgica tramite resettore (un tipo particolare di bisturi). Nelle forme tumorali superficiali a carattere recidivante, oltre alla resezione endoscopica si effettuano instillazioni vescicali con farmaci chemioterapici. Queste instillazioni locali hanno minori effetti collaterali rispetto a somministrazioni chemioterapiche di tipo sistemico. Le forme tumorali superficiali ad alto grado vengono talvolta trattate con sostanze che stimolano il sistema immunitario del paziente.
Le lesioni tumorali di tipo superficiale vengono trattate in alcuni centri attraverso una metodica denominata termo-chemioterapia vescicale. Attraverso una particolare apparecchiatura si procede riscaldando una sonda a microonde distribuendo uniformemente il calore all'interno della vescica fino a che le pareti di quest'ultima non raggiungono la temperatura di 42 gradi; contemporaneamente si somministrano farmaci chemioterapici. Tale metodo consente una miglior penetrazione dei farmaci all'interno delle pareti dell'organo.
Nel caso di neoplasie di tipo infiltrante ci si basa generalmente sull'intervento di cistectomia radicale che consiste nell'uomo nell'asportazione di vescica, prostata e vescichette seminali; nella donna, oltre alla vescica, vengono asportati utero, gli annessi e la parete anteriore della vagina. Sia nell'uomo che nella donna viene effettuata anche l'asportazione dei linfonodi della pelvi. La cistectomia radicale è associata a derivazione urinaria.
Molto spesso gli interventi terapeutici sono fra loro combinati (chirurgia unita a chemioterapia e/o radioterapia). I farmaci chemioterapici più spesso utilizzati nel trattamento del cancro alla vescica sono il cisplatino, la gemcitabina, la vinorelbina, le antracicline ecc.


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