Scarlattina
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La scarlattina è una patologia non grave, ma contagiosa. I soggetti più colpiti dalla scarlattina sono generalmente i bambini dai 3 ai 12 anni di età, ma, anche se più raramente, può colpire adulti e lattanti. Il contagio può avvenire tramite le goccioline di saliva che vengono espulse con la tosse oppure attraverso oggetti come bicchieri, posate, indumenti ecc. La contagiosità inizia da 24 a 48 ore prima della manifestazione dei sintomi e, nel caso non venga instaurata la terapia antibiotica, permane durante tutto l'arco della malattia; se invece si instaura una corretta terapia antibiotica, il rischio di contagio viene azzerato nel giro di uno o due giorni.
Prima dell'avvento delle terapie a base di antibiotici, il tasso di mortalità nei soggetti colpiti da scarlattina era rilevante (15-20%); a tutt'oggi tale tasso si è quasi totalmente azzerato.
La prognosi della scarlattina è decisamente buona e, con un'adeguata terapia, le complicanze sono piuttosto scarse. In rari casi, se la terapia non è stata condotta in modo ottimale, si possono avere febbre reumatica, reumatismo articolare e glomerulonefrite acuta.
I sintomi della scarlattina
Generalmente il quadro clinico della scarlattina viene suddiviso in tre fasi
distinte. La prima fase è la cosiddetta fase di incubazione. L'esordio della
malattia è generalmente improvviso; trascorse 48-72 ore dal momento del
contagio, il soggetto colpito dalla scarlattina accusa
brividi, febbre
elevata (39 -40 °C, dolori all'addome, cefalea,
mal di gola e aumento della
frequenza cardiaca. Trascorsi altri due giorni si osservano tonsille gonfie
e arrossate, si arrossa anche il palato che assume una colorazione tendente
allo scarlatto; la lingua diventa biancastra ed è punteggiata da diverse
macchie di colore rosso (si parla di lingua a fragola bianca). Le tonsille
appaiono ipertrofiche e talvolta sono ricoperte dalla stessa patina
biancastra che ricopre la lingua. La deglutizione risulta abbastanza
fastidiosa e dolorosa. Nei giorni successivi la patina biancastra inizia a
desquamarsi e la lingua assume un colore rosso scarlatto con papille molto
evidenti (lingua a fragola rossa). La febbre non accenna a diminuire, i
linfonodi del collo appaiono gonfi e sono dolenti. Si arriva quindi alla seconda fase della patologia, la cosiddetta fase delle macchie. Questa fase è caratterizzata da un esantema ovvero un'eruzione cutanea costituita da piccoli punti di colore rosso, molto fitti e non eccessivamente rilevati; tali punti confluiscono in chiazze più estese interessanti inizialmente collo, inguine e ascelle e, in seguito, il resto del corpo. Il volto appare arrossato eccezion fatta per le zone del naso, del mento e della bocca che rimangono del loro colore naturale. Questa tipica distribuzione di colore viene anche definita maschera scarlattinosa di Filatow.
Un segno tipico della scarlattina è il cosiddetto segno della mano gialla: si appoggia la mano a piatto sull'addome e la si solleva in modo rapido, l'esantema scompare ed è visibile l'impronta della mano che assume un colore giallastro. Tale colore è espressione di una leggera sofferenza a livello epatico dalla quale deriva un lieve aumento della bilirubinemia.
Si entra poi nella fase di guarigione, l'esantema scompare in modo progressivo così come la febbre; la cute inizia a desquamarsi. La guarigione completa dalla scarlattina richiede circa due settimane di tempo.
Diagnosi e cura della scarlattina
La diagnosi di scarlattina si basa essenzialmente sull'osservazione clinica, soprattutto nelle forme conclamate. Nelle forme più lievi di scarlattina potrebbe essere necessario il ricorso all'esame colturale del tampone faringeo.La terapia per la scarlattina consiste nella somministrazione di farmaci antibiotici per circa 8-10 giorni. I farmaci antibiotici di prima scelta sono le penicilline; nel caso che il soggetto colpito dalla scarlattina sia allergico a tale tipologia di farmaco si può ricorrere ai macrolidi, una categoria di antibiotici il cui spettro di azione è simile a quello delle penicilline. È consigliabile il riposo a letto, soprattutto fin quando il soggetto è febbricitante.
Quando la scarlattina colpisce un soggetto in età scolare, la riammissione all'interno dell'istituto scolastico può avvenire, in base alle attuali disposizioni legislative, dopo due giorni dall'inizio della terapia a base di antibiotici.
Scarlattina e gravidanza – La scarlattina contratta in gravidanza non provoca malformazioni a danno del feto. Rari i casi in cui il contagio avviene al momento del parto in seguito al contatto con una colonizzazione batterica vaginale.
Se il pericolo di malformazioni fetali non esiste, c'è invece il rischio di un parto pre-termine nel caso che l'infezione colpisca anche il tratto vaginale.
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