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Raffreddore (rinite)
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Il raffreddore non è che la forma acuta della rinite, un'infiammazione delle cavità nasali che può decorrere in forma acuta o cronica. Ogni forma di rinite è caratterizzata da ostruzione respiratoria nasale, starnuti, lacrimazione e cefalea. Il trattamento consiste nella somministrazione di vitamine, decongestionanti, antistaminici, cortisonici, ma dipende strettamente dalle cause.

Il raffreddore

Il raffreddore è una delle patologie più diffuse a livello mondiale.
Il raffreddore (anche rinite acuta catarrale o, più semplicemente, rinite acuta) è una sindrome causata da un virus, generalmente un rhinovirus, un coronavirus, un virus parainfluenzale oppure un virus respiratorio sinciziale. È una malattia caratterizzata da un alto grado di contagiosità e può essere diffusa sia da soggetti malati che da portatori sani. Il raffreddore provoca uno stato infiammatorio a livello della mucosa rinofaringea.
Il contagio della malattia avviene comunemente per via diretta (goccioline di saliva, starnuti, tosse ecc.), ma anche per via indiretta dal momento che i virus che provocano il raffreddore resistono alcune ore nell'ambiente esterno. La malattia raggiunge il livello massimo di contagiosità nei primi due o tre giorni dopodiché le probabilità di diffusione tendono a diminuire.
Il rischio di contrarre la malattia è più elevato in quei soggetti in cui, per questioni costituzionali o per altri motivi (stati di debilitazione, altre malattie in corso ecc.), le difese immunitarie sono più basse. Particolarmente esposti al contagio sono i bambini, in particolar modo quelli che frequentano ambienti numerosi (scuole materne, asili e altri istituti scolastici); nei bambini, infatti, le difese immunitarie sono meno sviluppate rispetto a quelle di una persona adulta. Anche negli anziani il rischio di contagio risulta più elevato. Le forme di raffreddore che colpiscono i bambini sono generalmente più serie e, solitamente, durano più a lungo.
Il raffreddore è una patologie delle stagioni fredde, ma può essere favorito anche da altre circostanze come, per esempio, l'aria condizionata o le correnti d'aria in quanto gli agenti responsabili della malattia trovano il loro ambiente ideale di sviluppo a temperature comprese comprese fra i 5 e i 16 °C.
Il raffreddore può essere causa di complicazioni quali sinusite, otite (soprattutto in bambini molto piccoli), faringite e tracheite. In rari casi, nei lattanti, l'ingestione di muco nasale può provocare una gastroenterite.

Sintomi del raffreddore

Il periodo di incubazione della malattia varia dalle 4 alle 72 ore circa. L'esordio è generalmente brusco, con prurito a naso e gola accompagnati da starnuti. La sintomatologia è molto comune e facilmente riconoscibile. Oltre al prurito rinofaringeo e agli starnuti si hanno generalmente naso chiuso, secrezioni nasali, mal di testa, infiammazione linfonodale a livello del collo, dolorabilità muscolare e sensazione di malessere generale; molto raramente si riscontrano febbre e tosse. Le secrezioni nasali sono inizialmente acquose, ma con il passare dei giorni diventano purulente. Per quanto il raffreddore non sia in sé una grave patologia, la sintomatologia può essere estremamente fastidiosa e può causare un notevole peggioramento della qualità della vita. Il naso chiuso costringe il soggetto a respirare con la bocca, affaticando l'apparato respiratorio, inoltre la qualità del sonno (senza considerare il russare) peggiora notevolmente con tutte le ripercussioni del caso; si riscontrano inoltre alitosi, abbassamento della voce, occhi lucidi, stanchezza generale con conseguenti difficoltà nella concentrazione.
La durata del raffreddore varia generalmente dai 5 ai 10 giorni; trascorse le due settimane, se la situazione non si è ancora risolta, è possibile che la sintomatologia sia da attribuire ad altre cause ed è pertanto consigliabile l'effettuazione di alcuni accertamenti; si potrebbe infatti essere in presenza di una sinusite oppure di un'allergia. È inoltre opportuno effettuare un controllo approfondito quando si contrae la patologia più di cinque volte in un anno oppure quando la sintomatologia è divenuta cronica.

Terapia e prevenzione del raffreddore

raffreddoreNon esiste una cura definitiva contro il raffreddore; i troppo numerosi agenti virali che possono scatenare la patologia non permettono di mettere a punto un vaccino di una certa efficacia, contrariamente a ciò che accade con l'influenza, dato il numero più ridotto di agenti virali.
La terapia contro il raffreddore è quindi rivolta all'alleviamento della sintomatologia.
Se tralasciamo i cosiddetti rimedi della nonna (brodo di pollo, latte e miele, succo di limone con il vino bianco ecc.), sì popolari, ma non suffragati da evidenze scientifiche (si ha al più, una blandissima azione sedativa e vasodilatante periferica), la terapia del raffreddore passa solitamente attraverso la somministrazione di antistaminici e decongestionanti simpaticomimetici; l'uso di tali farmaci è generalmente concomitante.
Farmaci antistaminici - La funzione principale dei farmaci antistaminici (efedrina, fenilefrina, fenilpropanolamina, nafazolina, oximetazolina, tetrizoloina, tramazolina, xilometazolina ecc.) è quella di contrastare l'azione dell'istamina, un ormone implicato nelle reazioni allergiche, ma essi producono anche effetti sul sistema nervoso favorendo la riduzione della produzione di muco e svolgendo un'azione antitussigena. Va tenuto presente che i farmaci antistaminici hanno una certa azione sedativa; sono pertanto controindicati a soggetti che devono svolgere attività che comportino un certo grado di attenzione. I farmaci antistaminici vanno utilizzati con cautela (se non addirittura evitati) da coloro che sono affetti da patologie prostatiche, malattie epatiche oppure glaucoma. La somministrazione di antistaminici a donne in stato di gravidanza deve essere fatta sotto sorveglianza medica.
Farmaci decongestionanti simpaticomimetici – I farmaci decongestionanti (clorfenamina, difenidramina, feniramina, levocabastina, tonzilamina ecc.), solitamente usati sotto forma di spray nasali o nebulizzatori, favoriscono la contrazione dei vasi sanguigni della mucosa rinofaringea, riducono conseguentemente il gonfiore provocato dall'afflusso dei liquidi e aiutano a diminuire la produzione di muco. L'uso dei decongestionanti dovrebbe essere limitato nel tempo (al massimo 3 o 4 giorni) in quanto, in caso di uso prolungato, possono addirittura peggiorare il fenomeno congestizio. Si deve fare attenzione a somministrare i decongestionanti simpaticomimetici a soggetti sofferenti di ipertensione, ipertiroidismo, patologie cardiache e diabete. Occorre altresì una certa cautela nella somministrazione a donne in stato di gravidanza o che allattano. 
Molte volte i farmaci antistaminici e decongestionanti vengono somministrati in associazione all'acido acetilsalicilico (la comune aspirina) o al paracetamolo che hanno funzioni analgesiche e antipiretiche.
Per la prevenzione dei malanni da raffreddamento si veda l'articolo corrispondente.

Rinite allergica

Nella visione moderna delle allergie respiratorie, la rinite allergica è considerata come manifestazione alternativa (l'altra è l'asma) di un'unica malattia (united airways disease). Infatti dopo dieci anni di osservazione la metà circa degli asmatici sviluppa una rinite allergica, mentre un terzo dei rinitici sviluppa anche l'asma.
La rinite allergica è una patologia in crescente aumento nella maggior parte del mondo; secondo alcune stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ne soffre circa un quarto della popolazione mondiale; è provocata da un'infiammazione di tipo allergico a livello della mucosa nasale.
La rinite allergica può essere stagionale (è detta anche raffreddore da fieno) o perenne. Nel primo caso si hanno manifestazioni soltanto in particolari periodi dell'anno, nell'altro caso la sintomatologia è sempre presente.
La rinite allergica stagionale viene provocata da pollini e muffe presenti a livello atmosferico in determinati periodi dell'anno (si parla infatti di riniti allergiche invernali o pre-primaveril, primaverili estive ecc.) come per esempio le betullacee, le corilacee, le graminacee ecc.). La rinite allergica perenne è invece causata dai cosiddetti allergeni domestici (acari, insetti, polveri, peli di cane o gatto, piume ecc.).  
La diagnosi viene formulata in base alla storia anamnestica del soggetto; la conferma diagnostica è generalmente affidata a test cutanei e sierologici.
Vi sono infine riniti perenni che pur non essendo legate ad allergie documentabili presentano reazioni simil-allergiche caratterizzate da un aumento degli eosinofili. La sintomatologia è molto simile a quella delle forme allergiche vere e proprie.

Rinite vasomotoria

La rinite vasomotoria (rinopatia vasomotoria o rinopatia vasomotoricaiperreattività nasale aspecifica) è un tipo di rinite non allergica che si manifesta con un'infiammazione cronica delle mucose del naso che provoca un'ostruzione delle fosse nasali, ostruzione che a sua volta causa difficoltà respiratorie. Tale forma di rinite è caratterizzata da una iperreattività a stimoli di vario tipo (caldo, freddo, fumo, umidità ecc.). Le cause possono essere varie; generalmente sono da ricercarsi in un problema di squilibrio a livello del sistema neurovegetativo.
I sintomi più caratteristici della rinite vasomotoria sono l'eccesso di produzione di muco, la congestione nasale e la diminuzione della capacità di percepire gli odori (ipoosmia). La cura  della rinite vasomotoria mira alla riduzione della sintomatologia; a tale scopo vengono utilizzati farmaci decongestionanti, sotto forma di spray o di gocce nasali, e l'aerosolterapia.

Altre forme di rinite

Rinite atrofica - È caratterizzata dalla progressiva atrofia delle ghiandole mucipare e dalla sclerosi vasale, con scarsità di secrezione mucosa. Sono generalmente presenti anosmia (impossibilità di percepire gli odori) ed epistassi. La rinite atrofica si differenzia da altre forme di rinite in per l'eccessiva grandezza delle fosse nasali.
Rinite secca - Rinite atrofica in cui il muco è completamente assente. È caratterizzata da formazioni di croste all'interno del naso, da starnuti e da difficoltà nella respirazione. La rinite secca può provocare irritazione sia a livello della faringe sia a livello dei bronchi. Le cause scatenanti possono essere molteplici (clima eccessivamente secco, aria condizionata, ambienti di lavoro eccessivamente polverosi, effetti collaterali dei decongestionanti nasali ecc.).
Rinite spastica
- È caratterizzata da crisi provocate da stimoli esogeni o endogeni.
Rinite specifica - Si manifesta all'insorgere di malattie infettive o parassitarie. 


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