Pneumotorace
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In un soggetto sano, la pressione nel cavo pleurico è inferiore alla pressione atmosferica; tale pressione negativa consente di mantenere i polmoni in una condizione di espansibilità; si ha pneumotorace quando, a causa dell'ingresso di aria, la pressione presente nello spazio pleurico è uguale o superiore alla pressione atmosferica.
Le tipologie di pneumotorace sono numerose e anche la loro gravità è estremamente variabile. Non sempre poi lo pneumotorace può essere considerato come una condizione dai connotati patologici; infatti in passato, perlomeno fin verso la prima metà del XX secolo, molti soggetti venivano trattati con la tecnica dello pneumotorace artificiale; attraverso tale tecnica, grazie a un apposita apparecchiatura, si immetteva aria (o un altro gas) nella cavità pleurica o tra la parete toracica e la pleura parietale allo scopo di far collassare il polmone; fine ultimo di quella che veniva definita anche collassoterapia era quello di favorire la guarigione di alcuni processi patologici. La tecnica dello pneumotorace artificiale fu ideata a Pavia nel 1882 da Carlo Forlanini (1847-1918), un medico milanese.
Un particolare tipo di pneumotorace artificiale è il cosiddetto pneumotorace diagnostico; trattasi di un pneumotorace indotto allo scopo di favorire determinati procedimenti diagnostici come, per esempio, la toracoscopia.
Lo pneumotorace può essere mono- o bilaterale ed è soggetto a recidive.
Classificazioni dello pneumotorace
Le principali classificazioni dello pneumotorace sono quella eziologica e
quella fisiopatologica. Dal punto di vista eziologico è possibile suddividere lo pneumotorace nel seguente modo:
- pneumotorace spontaneo primitivo (anche pneumotorace primitivo o pneumotorace idiopatico)
- pneumotorace spontaneo secondario
- pneumotorace traumatico
- pneumotorace iatrogeno
- pneumotorace artificiale (anche pneumotorace indotto; può avere scopi terapeutici o diagnostici).
Lo pneumotorace spontaneo viene riscontrato in un soggetto precedentemente sano. Generalmente si ha la rottura di piccolissime bolle apicali sottopleuriche, molte volte in seguito a violenti colpi di tosse, Nei soggetti anziani lo pneumotorace spontaneo potrebbe verificarsi in seguito a rotture di bolle enfisematose congenite. La prognosi dello pneumotorace spontaneo primitivo è eccellente.
Lo pneumotorace spontaneo viene definito secondario quando esso si verifica in soggetti da patologie polmonari diffuse sottostanti. Nella maggior parte dei casi la causa è da ricercarsi nella rottura di una o più bolle in soggetti affetti da enfisema polmonare generalizzato. Altre patologie che potrebbero fungere da causa scatenante sono l'asma, l'ascesso polmonare, la fibrosi cistica, il granuloma eosinofilo, tumore al polmone ecc. La prognosi dello pneumotorace spontaneo secondario è decisamente più severa di quella relativa al pneumotorace spontaneo primitivo.
Pneumotorace traumatico – Lo pneumotorace traumatico è quello che si verifica dopo una ferita a livello del torace che causa una comunicazione tra l'esterno e lo spazio pleurico che consente la penetrazione dell'aria provocando il collasso polmonare.
Pneumotorace iatrogeno – Sono cause di pneumotorace iatrogeno le manovre diagnostiche quali l'ago aspirato trans-toracico, il cateterismo venoso centrale, la biopsia pleurica o il barotrauma.
Pneumotorace artificiale – Vedasi la parte finale del paragrafo precedente.
Dal punto di vista fisiopatologico si è soliti distinguere fra:
- pneumotorace chiuso
- pneumotorace aperto
- pneumotorace a valvola.
Si ha pneumotorace aperto quando la via di comunicazione tra l'esterno e lo spazio pleurico rimane pervia; ciò fa sì che il passaggio dell'aria sia continuo. La pressione endopleurica è identica a quella dell'ambiente esterno; benché non si abbiano particolari problemi a livello di dinamica del respiro, c'è da considerare che aumenta notevolmente il rischio di contrarre un'infezione. Il trattamento dello pneumotorace aperto prevede la chiusura della via di comunicazione tra esterno e interno e il ripristino della situazione di pressione negativa endopleurica attraverso un drenaggio a valvola d'acqua.
Lo pneumotorace a valvola è, da un punto di vista fisiopatologico, il caso più grave. Tale situazione si verifica a causa della formazione di una valvola monodirezionale (da esterno verso l'interno). Ogni atto respiratorio causa un'entrata di aria in quantità superiore a quella che fuoriesce con conseguente progressivo accumulo nello spazio pleurico. La pressione endopleurica risulta pertanto notevolmente positiva e si ha il totale collasso del polmone; si verificano quindi insufficienza respiratoria e grave dispnea; possono altresì verificarsi insufficienza cardiorespiratoria e cianosi. Il trattamento deve essere effettuato nel più breve tempo possibile; l'urgenza primaria è quella di modificare lo pneumotorace a valvola in pneumotorace aperto; tale intervento viene effettuato tramite un drenaggio del cavo pleurico grazie a un tubo collegato a una valvola ad acqua. La manovra consente di bilanciare pressione esterna e pressione endocavitaria e quindi di limitare le complicanze a carico delle funzioni cardiorespiratorie.
Sintomi, diagnosi e trattamento dello pneumotorace
I sintomi dello pneumotorace sono costituiti da un dolore lancinante alla zona interessata; si ha poi dispnea più o meno severa dipendentemente dalla gravità del collasso polmonare e dalle caratteristiche dello pneumotorace.La diagnosi di pneumotorace richiede l'esecuzione di una radiografia toracica; questo esame consente di evidenziare l'entità dello pneumotorace e il grado di gravità del collasso polmonare.
Il trattamento dello pneumotorace ha lo scopo di ripristinare il più rapidamente possibile una condizione pressoria endocavitaria adeguata affinché si verifichi la riespansione del polmone colpito. Nella stragrande maggioranza dei casi tale scopo viene raggiunto grazie al drenaggio del cavo pleurico con una valvola ad acqua che consente la fuoriuscita di aria durante la fase di espirazione e ne impedisce l'entrata durante la fase inspiratoria. Nei casi più gravi o in caso di pneumotorace recidivante può essere necessario ricorrere all'intervento chirurgico. Una tecnica interessante di intervento, poco invasiva e meno rischiosa della chirurgia tradizionale, è la cosiddetta toracoscopia videoassistita (VATS).
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