Il mineralogramma
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Qualche tempo fa ho fatto la seguente brillante scoperta: l'unico alimento che mi era permesso era praticamente l'acqua. Infatti ho iniziato dalle teorie di D'Adamo che in base al gruppo sanguigno (?) mi escludevano un certo numero di cibi; poi ho effettuato il test DRIA per le intolleranze alimentari risultando intollerante (?) ai lieviti; ho escluso quindi anche tutti i cibi sconsigliatimi dal test. Infine ho eseguito un mineralogramma, togliendo infine anche i cibi sconsigliati da quest'ultimo esame. Praticamente non rimaneva nulla!
Ovvio che simili posizioni che mettono tutto nelle mani di un esame semplicistico sono simili a quelle di un medico generico che ci cura semplicemente guardando gli esami del sangue senza nemmeno visitarci.
Perché il mineralogramma non funziona – Uno famoso studio e un autorevole commento sulla rivista rivista Journal of American Medical Association hanno mostrato che l'affidabilità di queste analisi è piuttosto scarsa. Tale studio non è mai stato smentito. Qui di seguito riportiamo i dubbi principali su tale metodica.
Interpretazione – Occorre una grande esperienza per leggere i dati. Nonostante tutti si rifacciano a laboratori americani (chissà poi perché devono essere più affidabili dei nostri?), ci si limita a fornire il nome e non a spiegare chiaramente il metodo di interpretazione. Il motivo è che tale metodo non esiste, ognuno fa da sé e già questo è indice di contraddizioni ed errori.
Errori – I capelli sono soggetti a fattori atmosferici (smog) e a stress chimici (come bagni in piscina, shampoo, tinture ecc.) che rendono per lo meno dubbio ogni prelievo.
Le "scoperte" del mineralogramma – A parte i minerali più importanti per i quali esistono esami convenzionali molto più precisi, sui minerali secondari si sa veramente ancora molto poco ed è quindi assurdo prendere decisioni su ciò che non si sa. Per dare un'idea delle conoscenze "sicure" possiamo dire solo che il boro in alte dosi influenza il metabolismo del calcio nei maiali o che forse il cromo influenza il metabolismo dei glicidi (ma il suo uso come dimagrante dà scarsissimi risultati). Di seguito un elenco di minerali per i quali tutta la ricerca usa il condizionale o non sa mettere in sicura relazione con patologie umane: boro, cromo, litio, molibdeno, manganese, vanadio, zirconio, bario, stagno, bismuto, berillio. Per i seguenti minerali l'analisi del capello non è attendibile o non fornisce alcun risultato utile (per ammissione degli stessi fautori del mineralogramma): argento, oro, cobalto, germanio, torio. Per altri (fosforo) rileva patologie talmente gravi (anoressia, alcolismo ecc.) che non è necessario un medico per diagnosticarle. Per questi altri è possibile una contaminazione esterna: rame, selenio, zolfo, titanio. Per i metalli tossici (cadmio, mercurio, piombo, arsenico ecc.), questa scoperta non ha nessun influsso sull'alimentazione (i cibi non ne contengono o non dovrebbero contenerne) e può comunque essere facilmente essere messa in relazione con il luogo di lavoro o con l'ambiente abituale del soggetto (è abbastanza ovvio che chi fa il vigile in una grande città e non usa la mascherina possa essere "inquinato").
Gli incroci metabolici – Molti minerali influenzano il
metabolismo di altri (per esempio le coppie rame-zinco e magnesio-calcio);
appare quindi del tutto ottimistico cercare di ripristinare una situazione
semplicemente "integrando": la somministrazione di un minerale "carente"
potrebbe portare a livello ottimale il minerale in oggetto, ma innescare
carenze o eccessi in altri minerali.Diagnosi – Gli stessi fautori del mineralogramma specificano che si tratta di uno screening-test che non può fornire una diagnosi di una determinata patologia.
Analisi – È assurdo derivare dal mineralogramma informazioni sulla tiroide, le ghiandole surrenali, la tolleranza al glucosio, l'osteoporosi ecc. quando esistono metodi molto più precisi.
Sangue e capello – Si sostiene che i livelli nel capello sono più significativi di quelli nel sangue. Ciò è del tutto fuorviante perché lo stato del soggetto dipende da ciò che è circolante e arriva ai muscoli e agli organi. Supponiamo di considerare l'analisi del contenuto intestinale; troveremmo molte sostanze "tossiche" nonché microrganismi potenzialmente pericolosi: perché dovremmo in base a questo considerare il soggetto malato (lo saremmo tutti)? Non esiste nessuna correlazione diretta fra la presenza di sostanze nocive nel capello e la loro influenza sulla salute del soggetto. È cioè arbitrario stabile una connessione biunivoca fra ciò che è contenuto nel capello e la salute del soggetto. Chi conosce il significato del termine biunivoco avrà capito che il mineralogramma dà per scontato che tutto ciò che succede nel corpo arriva al capello e che tutto ciò che è nel capello influenza ciò che è nel corpo. Un'estensione arbitraria del principio di causa ed effetto.
I minerali da monitorare – Alla luce delle attuali conoscenze, chi è esente da rischi professionali e vive in zone in cui l'inquinamento non è altissimo (cioè almeno il 99% del territorio nazionale; a chi non ne fosse convinto suggerirei di recarsi per esempio a Bangkok e verificare cosa vuol dire "inquinamento altissimo") può fissare l'attenzione in maniera convenzionale (con esami del sangue e delle urine o test allergologici) sui seguenti minerali: ferro, calcio, magnesio, potassio, nichel, iodio e sodio.
IL COMMENTO
A quando l'acidograssogramma?Helmut ha letto la pagina sul mineralogramma e ci scrive:
Informazioni molto interessanti. Purtroppo non trovo niente sull'analisi multiminerale, cosa fondamentale per la nostra salute.
Francamente non sono affatto convinto della tua affermazione:
>analisi multiminerale, cosa fondamentale per la nostra salute.
Non so che competenze mediche tu abbia, ma in genere una posizione come la tua sottintende un'eccessiva semplificazione dei problemi riguardanti la nostra salute. Il meccanismo logico è il seguente:
- si scopre l'importanza di un concetto;
- si ipervaluta il concetto, sia ampliandone il campo di applicazione, sia
dimenticando (magari perché non si conoscono!) altri fattori egualmente (o
più) importanti.
Inoltre l'importanza data all'analisi multiminerale è eccessiva perché non si basa su una conoscenza corretta dell'effetto dei minerali sul nostro corpo.
Il livello di tolleranza - Se è vero che alcuni minerali (ma non tutti) provocano intossicazioni e patologie (alcune persone, eccessivamente fobiche, sono addirittura certe che l'inquinamento in cui viviamo ci abbia tutti intossicati!), quello che sfugge ai più è che ogni minerale ha livelli di tossicità ben precisi, al di là dei quali si manifesta un grave stato della salute in generale, mentre al di sotto dei quali non si verifica nessun inconveniente perché l'organismo gestisce benissimo la situazione. In genere la soglia è molto stretta per cui è altamente improbabile che l'individuo si trovi per quel minerale proprio nella zona in cui ha "qualche piccolo disturbo" e basta! Questa situazione non è compresa da chi, a digiuno di una visione scientifica della salute (per esempio occorre almeno conoscere i concetti di NOEL o di ADI), pensa che se una sostanza fa male in grandi quantità sia comunque tossica anche in piccolissime dosi. Ma se ciò fosse vero, tutto sarebbe pericoloso, perché tutto (acqua compresa) è dannoso in "una certa quantità".
La medicina classica identifica facilmente intossicazioni da piombo, da mercurio ecc.; associare a nostre piccole patologie l'idea che possano dipendere da microintossicazioni è fare solo filosofia spicciola della salute. Quindi, studiamo le cause di patologie conclamate (cioè con sintomi evidenti), tenendo presenti i minerali (basta un esame del sangue), ma anche e soprattutto le centinaia di altre possibili cause.
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