Maculopatia senile
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Le forme della malattia sono due: la forma secca (atrofica) e quella essudativa (neovascolare).
La forma secca è più comune (90% dei casi) e generalmente causa una moderata riduzione visiva ed è dovuta a una lenta e progressiva atrofia del tessuto retinico (epitelio pigmentato e fotorecettori). La forma essudativa è meno comune (10% dei casi), ma più grave; è causata dalla formazione di nuovi vasi che si rompono facilmente provocando la perdita di siero e di sangue con processi di cicatrizzazione e distruzione della macula. Compaiono effetti di distorsione nella visione fino a una marcata riduzione della visione centrale, che è il sintomo più caratteristico della malattia. L'evoluzione è molto lenta nelle forme non essudative, più rapida nelle forme essudative.
La diagnosi – Può avvalersi di esami sofisticati come la fluorangiografia (che però riesce a identificare i neovasi sottoretinici solo nel 15% dei casi) o l'angiografia al verde di indocianina (1992). Tali esami consentono una diagnosi precoce che migliora le indicazioni della laserterapia.
Il test di Amsler
È un facilissimo test fai da te. Si usa un foglio a quadretti di 10 cm di
lato con un punto di fissazione nel centro. Di fronte a un soggetto a
rischio, il test si esegue facendo chiudere alternativamente gli occhi e
invitando a osservare (eventualmente con l'uso di occhiali per la visione da
vicino) il foglio da una distanza di circa 30 cm. Il test è positivo (cioè
evidenzia un segnale d'allarme) se viene rilevata una distorsione della
quadrettatura (metamorfopsia).Le cause – Purtroppo non sono del tutto note. Per fare un banale elenco delle possibilità possiamo indicare cause e fattori di rischio insieme:
- fumo (aumenta di tre volte il rischio)
- ipertensione arteriosa
- esposizione per anni alla luce azzurra o a radiazioni ultraviolette A
- diminuzione del livello ematico di micronutrienti con funzione antiossidante
- reazioni autoimmuni
- errori alimentari.
- Eliminazione dei fattori di rischio (abolizione del fumo, controllo della pressione)
- Impiego di sostanze antiossidanti (betacarotene, zinco, vitamina C e vitamina E in dosi significative, per esempio 1 g e 400 UI rispettivamente). Una ricerca americana (2001) durata sei anni su 5.000 anziani è stata la prima che ha dimostrato un rallentamento significativo della malattia; altre ricerche (fra cui quella italiana del Gemelli di Roma) hanno impiegato altri integratori (soprattutto luteina).
- Uso di occhiali da sole (mai celesti) che proteggano dai raggi ultravioletti.
- Terapia fotodinamica (se la diagnosi della malattia è precoce); si basa sull'uso di un laser dolce, impiegato su alterazioni retiniche (anche molto centrali) rese sensibili dalla verteporfina.
- Impiego di cortisonici, giustificato nel caso di situazioni in cui prevalgano reazioni autoimmuni.
Gli ausili - È in fase di sperimentazione un sistema ingrandente costituito da due lenti intraoculari (IOL, a Milano, ospedale San Paolo e Clinica Santa Rita, e a Bergamo, Ospedali Riuniti).
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