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Ipertiroidismo
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L'ipertiroidismo è una condizione patologica caratterizzata  da un innalzamento del livello di ormoni tiroidei in circolo. Tale innalzamento è provocato da un'eccessiva sintesi e secrezione di ormoni causate da un'iperattività della tiroide, la ghiandola endocrina deputata alla produzione T3 e T4, i cosiddetti ormoni tiroidei i quali svolgono numerose e importanti funzioni tra le quali ricordiamo la regolazione dei processi metabolici dell'organismo.
Molto spesso il termine ipertiroidismo è considerato sinonimo di tireotossicosi; in realtà con quest'ultimo termine ci si riferisce genericamente a un quadro clinico caratterizzato da un eccessivo livello di ormoni tiroidei circolanti, mentre con il termine ipertiroidismo ci si riferisce a una condizione clinica in cui l'eccesso di produzione ormonale è dovuto a un'iperfunzione della ghiandola tiroide. Può esserci quindi tireotossicosi senza ipertiroidismo.

Le cause di ipertiroidismo e tireotossicosi

ipertiroidismo Le principali cause di ipertiroidismo e/o tireotossicosi sono le seguenti:
  • morbo di Basedow
  • gozzo nodulare tossico (con varianti uni- o plurinodulari)
  • morbo di Plummer.
 Cause più rare di ipertiroidismo e/o tireotossicosi sono:
  • adenoma ipofisario TSH secernente
  • carcinomi tiroidei
  • mola idatiforme
  • resistenza ipofisaria agli ormoni tiroidei
  • somministrazione esogena di ormoni tiroidei
  • struma ovarii
  • tiroidite di Hashimoto
  • tiroidite post-partum.
Il morbo di Basedow (noto anche come morbo di Flajani-Basedow, morbo di Parry o gozzo tossico diffuso) la forma più comune di ipertiroidismo; la patologia colpisce in maggioranza soggetti di sesso femminile di età compresa fra i 20 e i 40 anni. Per approfondimenti si consulti il nostro articolo a esso dedicato: Morbo di Basedow.

Sintomi di ipertiroidismo e tireotossicosi

I sintomi presenti in caso di ipertiroidismo e di tireotossicosi sono estremamente variegati.
 
Fra i più comuni ricordiamo i seguenti:
  • alterazione del ciclo mestruale
  • aumento dell'appetito
  • aumento della caduta dei capelli
  • aumento della temperatura cutanea
  • aumento della sudorazione
  • astenia
  • calo ponderale non giustificato
  • diarrea
  • gozzo
  • insonnia
  • ipertensione
  • intolleranza al calore
  • nervosismo e irritabilità
  • occhi sbarrati
  • oftalmopatia infiltrativa
  • palpitazioni
  • retrazione palpebrale
  • tachicardia
  • tremori (generalmente alle mani).
Come detto, i sintomi sono piuttosto vari e dipendono in gran parte dall'aumento dell'attività metabolica dell'organismo. Per esempio, molto spesso la cute dei soggetti affetti da ipertiroidismo è più calda del normale; ciò dipende essenzialmente dall'incrementato flusso sanguigno e dalla vasodilatazione periferica con la quale l'organismo tenta la dispersione del calore prodotto in eccesso. Molto spesso l'ipertiroidismo è caratterizzato dalla presenza di gozzo, ovvero dall'aumento sia del volume che del peso della ghiandola tiroide (questo segno è presente anche nell'ipotiroidismo).
L'eccessiva presenza di ormoni tiroidei circolanti è causa di un incremento del catabolismo proteico che spesso è la causa dell'astenia, sintomo di frequente riscontro nei soggetti ipertiroidei.
Altro sintomo comune nell'ipertiroidismo e nella tireotossicosi è la presenza di disturbi di tipo psicologico (agitazione, irritabilità, nervosismo, insonnia e talvolta psicosi); tali disturbi sono dovuti al fatto che l'ipertiroidismo e la tireotossicosi influenzano notevolmente le attività del sistema nervoso centrale.
Vi sono anche ripercussioni sull'apparato cardiovascolare; infatti sia all'ipertiroidismo che alla tireotossicosi sono associati tachicardia, palpitazioni e ipertensione.
Importanti sono anche i problemi legati alla sfera sessuale (infertilità sia maschile che femminile e calo della libido) e i disturbi oculari come per esempio l'esoftalmo (ovvero la tipica protrusione dei bulbi oculari che conferisce al soggetto un'espressione particolarmente ansiosa e spaventata) e la congiuntivite.
È opportuno ricordare che sia l'esordio che il quadro clinico della malattia possono presentarsi in modo molto diverso da soggetto a soggetto. Per esempio, nei soggetti più anziani, molto spesso la sintomatologia è meno appariscente e talvolta si ha persino asintomaticità.

Diagnosi di ipertiroidismo

La formulazione della diagnosi di ipertiroidismo non presenta generalmente particolari difficoltà. In prima battuta ci si avvale dell'esame obbiettivo; il medico dovrà esaminare il collo del soggetto per valutare un eventuale ingrossamento volumetrico della ghiandola tiroidea e dovrà procedere con una verifica della presenza o meno di disturbi a livello oculare.
Si procederà quindi con le analisi ematiche per verificare i livelli di TSH (l'ormone tireostimolante), di tiroxina (F4) e di triiodotironina (FT3).
Il dosaggio del TSH è spesso indicativo perché, tranne che nei casi di tumore ipofisario TSH secernente o di resistenza ipofisaria agli ormoni tiroidei, esso è sempre soppresso nei pazienti affetti da ipertiroidismo.
La tabella sottostante riassume i possibili risultati delle analisi e fornisce una loro possibile interpretazione.
 
tabella esami tiroidei
Quando un soggetto affetto da ipertiroidismo sta seguendo una terapia e i suoi valori di T3 (o, ancor più frequentemente di T4 o di TSH) risultano nella normale, esiste una buona probabilità che la terapia che è stata intrapresa abbia efficacia. Se, in caso contrario, i valori di T3 (o di T4) sono ancora elevati, vuol dire che la terapia intrapresa non è sufficiente a riportare gli ormoni tiroidei entro gli intervalli di normalità e vi è la possibilità che la sintomatologia di ipertiroidismo persista.
Le cause di ipertiroidismo non sono sempre evidenti e in questi casi è opportuno eseguire ulteriori indagini che possono eseguite con test di medicina nucleare. Nelle patologie tiroidee, uno dei mezzi più impiegati è la scintigrafia tiroidea, solitamente completata dal test di captazione tiroidea di iodio radioattivo.
Nei test di medicina nucleare i radioisotopi che vengono più frequentemente utilizzati sono lo I radioisotopi generalmente impiegati sono lo Iodio-131 ed il Tecnezio-99. Più raro è il ricorso allo Iodio-123.

Terapia dell'ipertiroidismo

diagnosi ipertiroidismoLe opzioni terapeutiche in caso di ipertiroidismo sono sostanzialmente tre:
  • terapia farmacologica
  • terapia radiometabolica con iodio radioattivo
  • tiroidectomia.
Terapia farmacologica – Viene spesso utilizzata in prima battuta per normalizzare i livelli degli ormoni tiroidei. Le due principali categorie farmacologiche utilizzate sono i farmaci tireostatici (metimazolo, carbimazolo ecc.) e i beta-bloccanti. I farmaci tireostatici hanno la funzione di inibire la produzione di ormoni tiroidei. Il dosaggio ottimale varia in funzione del tipo di farmaco, della dimensione della ghiandola e dal grado di ipertiroidismo. Un dosaggio scorretto in eccesso può dare una sintomatologia di ipotiroidismo. I beta-bloccanti si sono dimostrati efficaci nel controllo di tutte quelle manifestazione periferiche dell'ipertiroidismo quali le aritmie, i tremori, la sudorazione ecc. fino a quando non si manifestano gli effetti del trattamento con i farmaci tireostatici.
Terapia radiometabolica con iodio radioattivo – Lo scopo di questa tipologia di trattamento è quello di procurare una "lesione irreversibile" alla ghiandola tiroidea iperattiva. Lo iodio viene somministrato per via orale (pillola o, più raramente, liquido). Lo iodio utilizzato per scopo terapeutico è l'isotopo 131 (che come abbiamo visto è uno dei radioisotopi utilizzati nei test di medicina nucleare). Questa metodica è ormai notevolmente consolidata (risale alla fine degli anni '40) e non vi è stata dimostrazione di effetti collaterali nel lungo termine. Non sussistono generalmente problematiche di irradiazione ai diversi tessuti dell'organismo dal momento che la captazione dello iodio avviene quasi esclusivamente a livello delle cellule della tiroide. Irradiazioni minime si verificano a livello delle ghiandole salivari e a livello della vescica.
Tiroidectomia – Il termine tiroidectomia indica l'intervento di chirurgia attraverso il quale si effettua l'asportazione della ghiandola tiroidea in modo completo (tiroidectomia totale) oppure in modo incompleto (tiroidectomia subtotale). L'intervento trova indicazione in quei casi in cui vi siano grossi gozzi che provocano ostruzione a livello delle vie respiratorie o dell'esofago con conseguenti difficoltà respiratorie o nella deglutizione oppure in quei soggetti in cui non è possibile, per svariati motivi, intervenire con la somministrazione dei farmaci antitiroidei. L'intervento non è scevro da effetti collaterali.


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