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Glomerulonefrite
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La glomerulonefrite è una patologia del glomerulo del Malpighi; i vari tipi di glomerulonefrite hanno in comune l'infiammazione del glomerulo con conseguenti alterazioni vascolari, in genere la causa di sindromi nefritiche o nefrosiche. Nella patologia possono evidenziarsi processi di tipo immunologico oppure di tipo non immune.
Glomerulonefrite acuta - In genere può essere primitiva o secondaria (associata ad altre patologie come LES, sindrome di Goodpasture, porpora di Schoenlein-Henoch, sarcoidosi, neoplasie, diabete ecc.). Tipica è la sindrome nefritica acuta post-streptococcica, dovuta a meccanismi immunologici dopo infezione da streptococco beta emolitico; in genere insorge dopo qualche giorno rispetto alla localizzazione principale (faringe, tonsille, cute in seguito a erisipela o piodermite): i reni aumentano di volume, i glomeruli appaiono infiammati. Si ha una riduzione del filtrato glomerulare con oliguria (50-400 ml/giorno), ritenzione idrosalina, ematuria macroscopica; in genere la proteinuria è modesta e il peso delle urine è alto (> 1.020). Dagli esami di laboratorio si hanno altre indicazioni caratteristiche della patologia. Se l'oliguria perdura per oltre 10 gg. si ha una guarigione solo nel 50% dei casi, anche se spesso i postumi sono abbastanza seri. Le forme infantili in genere sono più benigne. La terapia a sostegno è tipicamente antibiotica; nei casi più gravi si usano diuretici, ipotensivi, vasodilatatori e, nei casi estremi, dialisi.
Le glomerulonefriti acute non streptococciche comprendono (oltre a forme secondarie ad AIDS, mononucleosi, endocardite ecc.) la malattia di Berger, una patologia di origine immunitaria descritta solo nel 1968, la causa più comune di ematuria di origine glomerulare.
Glomerulonefrite rapidamente progressiva - Come dice il nome, comprende tutte quelle forme con comparsa di insufficienza renale qualche settimana o qualche mese dopo l'esordio della patologia. Può essere primitiva o secondaria (normalmente a patologie autoimmuni o a neoplasie). Nel 25% dei casi la patologia evolve in forma così grave da imporre il trattamento dialitico. In oltre la metà dei casi l'uso di corticosteroidi e di immunosoppressori si rivela molto efficace.


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