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Dermatite
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Il termine dermatite (dal greco derma che significa pelle e –ite, terminazione che convenzionalmente si usa in medicina per indicare un processo infiammatorio) indica, alquanto genericamente, un'infiammazione acuta o cronica della cute.
Esistono numerose forme di dermatite molto diverse tra loro. Fra le più note ricordiamo le seguenti:
  • dermatite seborroica
  • dermatite atopica (eczema)
  • dermatite irritativa da contatto
  • dermatite erpetiforme (celiachia della pelle).

La dermatite seborroica

La dermatite seborroica è una malattia che colpisce sia i bambini (può comparire fin dalle prime settimane di vita ed è nota anche come crosta lattea) che gli adulti. Tale patologia si presenta con chiazze eritematose e squamose di colore giallastro; le localizzazioni prevalenti sono il volto e il cuoio capelluto, più raramente interessa le ascelle, l'inguine, l'area presternale e le mucose dei genitali esterni.
Le squame provocano molto spesso un fastidioso prurito e il pazienta lamenta anche la presenza persistente di forfora, in particolar modo all'attaccatura anteriore dei capelli.
dermatite seborroicaNei soggetti di sesso femminile è consigliabile escludere eventuali quadri patologici di iperandrogenismo come per esempio l'ovaio policistico che, a causa dell'elevata presenza di testosterone possono favorire la seborrea e, conseguentemente, essere alla base della comparsa della dermatite.
Spesso la dermatite seborroica viene confusa con la psoriasi; in alcuni casi sono presenti entrambe, tanto che è stato coniato un termine, seborriasi, che sta a indicare l'associazione delle due patologie; in alcuni casi non è possibile, con la sola indagine clinica, effettuare una diagnosi precisa per cui si dovrebbe, teoricamente, ricorrere a un esame istologico, ma solo in rarissimi casi si utilizza una tale metodica. La diagnosi differenziale non si pone soltanto con la psoriasi, ma anche con altre affezioni cutanee quali la rosacea, il LES, la dermatite atopica ecc.).
Le cause – Le cause della dermatite seborroica non sono ancora del tutto note. Quello che si sa è che tale patologia è correlata con la secrezione di sebo. La patologia non sarebbe però provocata da un eccesso di attività delle ghiandole sebacee, ma da un loro difettoso funzionamento di origine ereditaria od ormonale. Un'altra possibile causa della dermatite seborroica potrebbe essere il Pityrosporum ovalis, un fungo che, attraverso meccanismi che ci sono sconosciuti, potrebbe interferire con i processi secretivi delle ghiandole sebacee.
La terapia – Generalmente si utilizzano farmaci, sotto forma di crema, contenenti sostanze ad azione antinfiammatoria e seboregolatrice. Il ricorso a pomate cortisoniche non è quasi mai consigliato e, nel caso, il trattamento deve prevedere tempi molto brevi. Altri farmaci che vengono utilizzati sono gli antimicotici (flutrimazolo, isoconazolo, sertaconazolo ecc.) e gli immunomodulatori topici (tacrolimus, pimeocrolimus ecc.). La sintomatologia può essere alleviata anche grazie all'utilizzo di specifici detergenti, shampoo e creme.
La dermatite seborroica non è in sé una grave patologia, ma tende a cronicizzare e, terminate le cure, molto spesso si ripresenta.

La dermatite atopica

dermatite atopicaLa dermatite atopica è una patologia cutanea cronica soggetta a fenomeni di riacutizzazione che insorge nel periodo neonatale o infantile e che può proseguire anche in età adulta; si parla infatti di dermatite atopica neonatale, dermatite atopica infantile e dermatite atopica dell'adulto.
La dermatite atopica è, insieme a patologie come l'asma e la rinocongiuntivite atopica, uno dei principali fenomeni di atopia, termine che sta a indicare una predisposizione di tipo genetico in base alla quale si ha un'esagerata risposta allergica a vari stimoli di tipo ambientale.
La dermatite atopica è una patologia la cui diffusione è in progressivo aumento (si stima che l'incidenza di questa patologia sia passata dal 3 al 15% circa nel giro degli ultimi cinquanta anni). La dermatite atopica persiste o comunque recidiva in circa il 60% degli individui che ne sono stati colpiti. È più frequente nei soggetti di sesso maschile ed è spesso associata a un'anamnesi familiare positiva ad altri disturbi di tipo atopico.  
I sintomi più importanti della dermatite atopica sono il forte prurito, lesioni di tipo eczemico, xerosi (secchezza della cute) e lichenificazione cutanea. La diagnosi è essenzialmente di tipo clinico dal momento che non esistono specifici marker di laboratorio. Per quanto la diagnosi della dermatite atopica sia di solito abbastanza semplice, in determinati casi tale patologia può essere confusa con altre malattie caratterizzate da prurito (dermatite seborroica, dermatite allergica o irritativa da contatto, scabbia ecc.).
Le cause – La dermatite atopica è ritenuta una patologia a eziologia multifattoriale.
Tra gli altri, vengono presi in considerazione fattori genetico-ereditari; in circa il 60% dei casi di soggetti affetti da tale patologia esiste una storia familiare di malattie atopiche. Le probabilità che un soggetto contragga la patologia passano dal 60% all'80% se entrambi i genitori soffrono di patologie di questo tipo.
Altri fattori presi in considerazione sono quelli immunologici; tra questi ricordiamo le allergie di tipo alimentare (una questione alquanto dibattuta), gli allergeni e le sostanze irritanti da contatto, gli allergeni veicolati per via aerea (aeroallergeni), i disturbi dell'immunoregolazione e la microbiologia cutanea.
I fattori climatici hanno una certa influenza sulla dermatite atopica. In linea generale, i periodi più caldi dell'anno vedono una remissione della sintomatologia anche se un eccesso di sudorazione ha di solito effetti peggiorativi sulla patologia.
La terapia – Il trattamento della dermatite atopica è materia alquanto controversa. Le incertezze relative ai fattori eziologici rendono infatti difficoltose le condotte terapeutiche. Alcuni autori ritengono controindicati i corticosteroidi, mentre altri, pur raccomandando una notevole parsimonia nel loro uso, ne riconoscono utilità ed efficacia. Altri farmaci talvolta consigliati sono gli antistaminici orali e gli immunomodulatori per via topica come per esempio gli inibitori della calcineurina (ciclosporina e tacrolimus), le pomate a base di ittiolo o catrame (nella fase di lichenificazione) e gli antibiotici (le colonizzazioni batteriche peggiorano i sintomi della malattia). Alcuni dermatologi consigliano l'elioterapia (da evitare però nel caso ci sia sottoposti a un precedente recente trattamento con corticosteroidi) o la fototerapia (esposizione a lampade dermatologiche). Ovviamente i trattamenti variano in base alla gravità dei sintomi, alla localizzazione della patologia, all'età del paziente, ai fattori climatici ecc.
Altri consigli forniti ai soggetti colpiti da dermatite atopica sono relativi all'uso dei detergenti (che andrebbe ridotto al minimo indispensabile), al tipo di indumenti (evitare i capi di lana o sintetici preferendo quelli di cotone, lino e seta), all'uso di creme per uso cosmetico (generalmente da evitare), all'esposizione all'umidità (da evitare per quanto possibile), all'uso di prodotti farmaceutici (alcuni farmaci, per esempio i serotoninergici e i betabloccanti, possono scatenare reazioni indesiderate a livello cutaneo), allo stress (alcuni autori ritengono che le situazioni stressanti contribuiscano all'esacerbazione della sintomatologia della dermatite atopica).

La dermatite irritativa da contatto

dermatite irritativaLa dermatite irritativa da contatto è una patologia di tipo infiammatorio che si presenta con vescicole essudative oppure desqumative. Rientrano in questo tipo di patologia tutti gli eczemi da contatto fra i quali ricordiamo i cosiddetti eczemi professionali, ovvero quelle manifestazioni cutanee causate dall'azione di sostanze o materiali usati nell'esercizio di una determinata professione.
Generalmente la dermatite irritativa da contatto si manifesta inizialmente con la comparsa di un eritema con edema circoscritto; segue poi la cosiddetta fase di vescicolazione; le fasi successive sono poi la rottura delle vescicole che si sono formate, l'essudazione del siero e la formazione di abrasioni; nelle cosiddette forme secche non è presente l'essudazione sierosa e si ha una desquamazione cutanea in lamelle molto fini.
Solitamente la dermatite irritativa da contatto è localizzata inizialmente sul dorso delle mani e degli avambracci per poi estendersi al volto, agli arti inferiori e alle zone genitali.
I sintomi sono rappresentati di solito dal prurito e dalla presenza delle lesioni cutanee (eritema, edema, vescicole, croste ecc.).
Per effettuare la diagnosi si ricorre ai test epicutanei (patch test). Sul dorso del paziente vengono applicati dei cerotti contenenti le sostanze sospettate di provocare la reazione allergica (apteni). Per le dermatiti irritative da contatto per le quali vi sia il sospetto che i raggi solari abbiano un ruolo aggravante si può ricorrere a speciali metodiche quali i fototest i foto-patch test.
Le cause – Sono numerosissime le sostanze che possono essere causa della patologia in questione; fra esse ricordiamo il nichel, il cobalto, il cromo, i tiurami, i profumi, la colofonia ecc.
La terapia – La terapia consiste, ovviamente, nell'evitare il contatto con le sostanze responsabili delle reazioni cutanee. Per il trattamento dell'infiammazione e del prurito si ricorre generalmente a farmaci corticosteroidei. Nel caso si siano verificati sovrapposizioni di tipo infettivo è necessaria l'assunzione di farmaci antibiotici.

La dermatite erpetiforme (celiachia della pelle)

dermatite erpetiformeLa dermatite erpetiforme (anche morbo di Duhring o celiachia della pelle) è una patologia che rappresenta la manifestazione cutanea del morbo celiaco con il quale condivide l'eziologia.
La patologia insorge più frequentemente nei giovani e negli adulti, ma anche i bambini possono venirne colpiti. Fra gli adulti i più colpiti sono i soggetti di sesso maschile mentre fra i bambini vi è una netta prevalenza dei soggetti di sesso femminile (circa il doppio).
Le dermatite provoca arrossamento della cute, papule (piccoli rilievi cutanei che si distinguono dalle pustole perché non contengono materiale purulento) e vescicole.
La sintomatologia insorge generalmente dopo il decimo anno di età, più frequentemente nel periodo che va dai 20 ai 30 anni. Se la patologia non viene trattata, le lesioni possono permanere per lunghi periodi per poi scomparire e ripresentarsi periodicamente dipendentemente dal livello di gravità della patologia.
Le lesioni provocate dalla dermatite erpetiforme sono frequentemente localizzate nella superficie esterna dei gomiti, nelle spalle, nella zona lombare, nei glutei e nella superficie anteriore delle ginocchia; tipicamente le lesioni sono distribuite simmetricamente.
Zone meno frequentemente interessate sono il collo, il viso e l'attaccatura anteriore dei capelli. Generalmente la dermatite erpetiforme causa un forte prurito oppure provocano bruciore; raramente si presentano in modo asintomatico.
Man mano che il tempo passa le vescicole vengono sostituite da croste che, dopo la loro caduta, lasciano alterazioni locali a carico della pelle che assume una colorazione più o meno intensa rispetto a quella normale.
La dermatite erpetiforme non è una patologia facilmente identificabile; le lesioni cutanee infatti non sempre sono accompagnate alla tipica sintomatologia del morbo celiaco. In alcuni casi addirittura le manifestazioni cutanee sono l'unico segno dell'intolleranza al glutine e non sempre è automatico associarle alla malattia celiaca. Talvolta la dermatite erpetiforme viene confusa con altri tipi di lesione cutanea che hanno sintomatologia simile. Nei bambini non è sempre facile distinguerla dalla dermatite atopica mentre negli adulti la sintomatologia può, in prima battuta, far pensare a un'infezione da Herpes zoster (il cosiddetto fuoco di Sant'Antonio). Il modo più sicuro per diagnosticare la dermatite erpetiforme è quello di eseguire una biopsia cutanea in modo da poter effettuare la ricerca degli anticorpi responsabili della patologia.
Le cause – Non esistono dati definitivi relativi ai fattori eziologici della malattia; si ritiene però che, come per il morbo celiaco, sia presente una predisposizione genetica; la dermatite erpetiforme quindi avrebbe un'origine autoimmunitaria; in pratica il sistema immunitario di un soggetto è portato "erroneamente" ad attaccare le strutture dell'organismo, nel caso in questione il tessuto cutaneo. Si tende quindi a inquadrare questa patologia come una reazione autoimmunitaria provocata dal glutine. Si è infatti osservato che, nella stragrande maggioranza dei soggetti colpiti da dermatite erpetiforme, sono riscontrabili danni intestinali che regrediscono quando si adotta un regime dietetico che preveda l'assenza di glutine.  
La terapia – Le opzioni terapeutiche sono di tipo dietetico e farmacologico. Un regime alimentare privo di alimenti contenenti glutine (la cosiddetta dieta gluten-free) consente la riduzione e la conseguente regressione delle manifestazioni a carico di cute e tessuto intestinale. Un tale regime dietetico deve essere seguito per tutta la vita.
Nei casi in cui lo si ritenga necessario, è possibile prescrivere farmaci come il dapsone (diaminodifenilsulfone), la sulfapiridina e la sulfametossipiridazina; tali farmaci sono in grado di far scomparire l'eruzione cutanea nel giro di pochi giorni. Molto spesso però, poco dopo la sospensione del farmaco, si hanno nuovamente le manifestazioni cutanee. Il trattamento farmacologico deve quindi essere visto come coadiuvante il regime dietetico nell'attesa che quest'ultimo abbia i suoi effetti.


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