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Svezzamento
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Svezzamento (o, ma più raramente, divezzamento) è un termine con il quale si definisce il passaggio graduale da un regime alimentare basato esclusivamente sull'introduzione del latte a un tipo di dieta che, oltre a tale liquido, comprenda altri tipi di alimenti che possono essere solidi o semisolidi. Ovviamente il regime alimentare in questione è quello relativo ai lattanti. Lo svezzamento viene considerata una tappa di notevolissima importanza nella dieta del bambino piccolo, non solo dal punto di vista alimentare, ma anche da quello psicologico; in effetti, per certi versi, il passaggio dalla suzione del seno all'uso del cucchiaino rappresenta il primo vero distacco dalla figura materna.
È praticamente da tutti accettato che il momento dello svezzamento sia da collocarsi attorno al quinto-sesto mese di vita, come del resto raccomandano le linee guida dell'OMS (che sconsigliano sia di iniziarlo prima del quarto mese di vita sia di attendere oltre il sesto); quando il bambino ha cinque o sei mesi, infatti, il suo organismo viene ritenuto pronto ad accogliere alimenti diversi dal latte materno; i reni sono pronti a recepire un diverso carico di soluti, la barriera intestinale inizia a essere in grado di contrastare allergie di tipo alimentare, le capacità digestive sono maturate ecc.
Di fatto lo svezzamento serve a fornire al bambino quelle sostanze che la sola alimentazione lattea non è più in grado di assicurare in modo adeguato sia da un punto di vista quantitativo sia da un punto di vista qualitativo.
Un ritardo nell'inizio dello svezzamento può essere giustificato nel caso sia in corso una patologia acuta, se il bambino è nato prematuramente, se il suo peso è ritenuto inidoneo dal pediatra e anche nel caso in cui entrambi i genitori abbiano familiarità a determinate allergie.

Svezzamento: le tappe per categorie alimentari

svezzamentoLa stragrande maggioranza degli addetti ai lavori ritiene opportuno introdurre i nuovi alimenti uno alla volta e di aspettare qualche giorno prima di procedere con l'introduzione di un altro tipo di cibo. Così facendo infatti è molto più semplice rendersi conto se vi sono dei cibi che possono provocare al bambino determinati disturbi come, per esempio, allergie o sensibilizzazioni.
Di seguito forniamo una breve guida relativa all'inserimento delle diverse categorie alimentari.
Cereali e farinacei - La prima categoria alimentare che viene consigliata nello svezzamento è quella dei cereali; inizialmente si usano i cereali privi di glutine, in particolar modo il riso, ma anche il mais; in seguito, quando il bambino avrà compiuto almeno dieci mesi, si potranno inserire gli altri tipi di cereali. Gli alimenti glicidici che vengono raccomandati fin da quando inizia il periodo dello svezzamento sono la fecola di patate e la tapioca.
Verdure - Anche per quanto riguarda le verdure è opportuna una certa selezione nelle scelte a seconda dell'età; inizialmente (verso i 5-6 mesi di età) si possono introdurre carote, patate e zucchine il cui sapore non è particolarmente accentuato ed è tendente al dolce. Trascorso un mese circa, ora che il bambino inizia ad abituarsi alle novità, si possono inserire fagiolini, finocchi, sedano, spinaci e zucca.
Verso gli otto mesi è possibile provare a introdurre verdure dal sapore più accentuato come, per esempio i carciofi e i porri.
Compiuti i dieci mesi si possono introdurre i pomodori (preferibilmente spellati e senza semi); è opportuno non anticipare l'introduzione dei pomodori perché in alcuni bambini potrebbero verificarsi reazioni di tipo allergico.
Quando il bambino avrà compiuto un anno di età si possono inserire cavoli, cipolle e verza.
Frutta -  Anche la frutta ha bisogno di introduzioni diversificate; i primi frutti a essere inseriti, sotto forma di pappette, sono classicamente le pere, e mele e, poco dopo, le banane. Oltre a essere di facile preparazione, tali alimenti assicurano un buon apporto di vitamine e di fibre.
Occorre invece una certa cautela nell'introdurre le fragole dal momento che sono ritenute frutti allergizzanti; in linea generale il consiglio è di non inserirle nella dieta del piccolo prima del compimento del primo anno di età; diversi pediatri si spingono oltre e ritengono opportuno inserirle non prima dei diciotto mesi.
La frutta può essere introdotta anche come yogurt, mentre pareri discordi vi sono relativamente all'introduzione di socchi di frutta.
Carne – Il valore nutritivo della carne è legato al loro notevole contenuto proteico e a quello di sali minerali come ferro e zinco.
Nello svezzamento la carne viene introdotta inizialmente sotto forma di omogeneizzati (approfondimenti sono reperibili sul nostro articolo Omogeneizzati) oppure liofilizzati perché molto digeribili e sicuri; le carni da proporre inizialmente sono quelle di agnello, coniglio e tacchino; in seguito si possono introdurre manzo, pollo e vitello. Raggiunto almeno l'ottavo mese di età (ma molti pediatri consigliano di attendere fino a quando il bambino non avrà compiuto almeno un anno), è possibile dare al bambino anche carne di macelleria facendo attenzione alla provenienza e alle garanzie di qualità.  È consigliabile scartare le carni troppo grasse ed evitare tagli come fegato e interiora.
Le carni andrebbero cucinate utilizzando modalità di cottura quali il vapore o la bollitura in brodo vegetale. Dopo la cottura è opportuno procedere con la frollatura.
Pesce – Prima di procedere con l'introduzione del pesce è opportuno verificare che non siano presenti precedenti di allergie a livello familiare; in caso affermativo è opportuno iniziare a introdurre il pesce, sotto forma di omogeneizzati, soltanto quando il bambino avrà compiuto il primo anno di età; in caso contrario è possibile iniziare a introdurlo a partire dai sei mesi.
Inizialmente si dovranno scegliere pesci piuttosto magri come, per esempio, il merluzzo, la platessa e la trota; dopo il decimo mese si possono aggiungere anche pesci come il branzino e l'orata. Per quanto riguarda i pesci più grassi (come per esempio l'anguilla e il salmone) è consigliabile un'introduzione più tardiva. Per quanto riguarda i crostacei, l'introduzione non deve essere fatta prima del compimento del secondo anno di età dal momento che si tratta di alimenti potenzialmente allergizzanti; alcuni pediatri consigliano addirittura di attendere che il bambino abbia almeno tre anni prima di introdurli nella dieta.
Latte vaccino – Nel periodo dello svezzamento l'introduzione del latte vaccino va fatta con una certa cautela e comunque non prima che il bambino abbia compiuto i dieci mesi di età. È quindi opportuno, prima di inserirlo nella dieta, fare ricorso ai cosiddetti latti speciali, ovvero latti la cui composizione è sicuramente più idonea a quelle che sono le esigenze nutrizionali del bambino.  


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