L'aborto spontaneo
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Cause – L'aborto spontaneo può essere provocato da una vastissima tipologia di problemi, generalmente associati ad alterazioni dell'organismo femminile o a gravi anomalie dell'embrione, che non consentono la naturale evoluzione della gravidanza. Le cause principali possono essere così sommariamente schematizzate:
- cause ovulari: la maggior parte degli aborti spontanei (circa il 70%) è dovuto a questo genere di cause, riconducibili ad alterazioni che danneggiano inizialmente l'uovo (durante i primi tre mesi di gravidanza), rendendone impossibile lo sviluppo. Le aree maggiormente colpite dell'embrione sono quelle legate al sistema nervoso e ad alcuni organi interni, ma anche gli annessi ovulari (villi coriali o placenta per esempio) sono soggetti a questo tipo di cause. Le alterazioni dipendono solitamente da anomalie cromosomiche, già presenti inizialmente nell'ovulo o nello spermatozoo e che si verificano in fase di maturazione, di fecondazione o nelle successive fasi di divisione cellulare. Infine va ricordata come causa ovulare anche l'annidamento anomalo nell'utero;
- cause genetiche: in molti casi le anomalie genetiche possono interessare non solo i cromosomi sessuali, ma anche gli altri (atosomi), modificandone il numero canonico (ossia 46) o riarrangiando una parte del materiale genetico, provocando interscambi cromosomici o, nei peggiori dei casi, mutazioni che compromettono definitivamente la gravidanza;
- cause ormonali: fattori in grado di provocare aborto spontaneo sono anche l'insufficienza di ormoni estrogeni e/o di progesterone, difetto risolvibile con somministrazioni degli ormoni mancanti, ma non sempre riconoscibile se non tramite un esame accurato. Da segnalare anche i problemi di insufficienza tiroidea e l'eccesso di ormoni androgeni;
- cause materne: moltissime le cause di questo tipo, riconducibili in generale a cause di tipo locale (alterazioni dell'apparato genitale) e cause di tipo sistemico (malattie dell'organismo). Tra le prime si possono citare l'insufficiente sviluppo e le malformazioni dell'utero, la retroversione fissa (stato in cui l'utero forma con la vagina un angolo aperto all'indietro) e l'antiflessione dell'utero, i processi infiammatori dell'endometrio, le infezioni delle tube e i fibromi dell'utero (possono ostacolare il normale sviluppo del feto). Cause sistemiche sono invece le carenze dietetiche (mancanza di sali minerali e di importanti vitamine come la A, la C e la E), le malattie infettive (rosolia, sifilide, tubercolosi o epatite acuta), le nefriti, le cardiopatie e le malattie del metabolismo (soprattutto il diabete). Alcune teorie vedono come causa dell'aborto anche i traumi, sia fisici che psichici. I traumi diretti sull'addome possono effettivamente provocare lesioni all'utero o all'embrione, mentre altri traumi fisici o psichici possono rendersi pericolosi solamente in casi di predisposizione neurovegetativa, in grado di stimolare contrazioni uterine intempestive;
- cause ambientali: si possono ricordare l'esposizione a elevate dosi di raggi X, che nel tempo causano morti o malformazioni del feto, ma anche gli effetti di alcuni farmaci come gli antibiotici o i citostatici. Ancora poco noti invece gli effetti di agenti esterni come l'inquinamento atmosferico, il fumo da sigaretta o i fattori geografici.
Diagnosi e terapia – Quando una donna presenta emorragia e
crampi all'inizio della gravidanza, può bastare la semplice prescrizione del
riposo a letto per ridurre gli effetti, ma è sempre consigliabile effettuare
un'ecografia per accertarsi che la gravidanza stia procedendo normalmente.
Nel primo trimestre, infatti, un numero significativo di aborti spontanei è
provocato da problemi risolvibili come l'incontinenza cervicale, curabile
tramite sutura della cervice e somministrazione di farmaci miorilassanti.
Sintomi chiari ed evidenti di un aborto spontaneo in atto consistono invece
in dolori intermittenti di tipo colico, copiose perdite di sangue dalla
vagina e dilatazione del collo dell'utero, quasi sempre associati a un
aborto incompleto o inevitabile. In questi casi può essere necessario
ricorrere al raschiamento, ossia l'eliminazione della mucosa (il
rivestimento interno dell'utero), effettuato sotto anestesia e consistente
nell'asportazione dei residui fetali più grossi tramite una pinza ad anelli,
"revisionando" poi le pareti uterine con uno specifico cucchiaio smussato.
In molti casi, quando l'aborto appare completo (tutto il materiale fetale e
placentare viene espulso), non è necessario ricorrere ad alcuna terapia. Se
invece l'aborto è solamente interno si procede con l'induzione del parto,
somministrando alla paziente farmaci per stimolare l'espulsione del feto.
Quando una donna subisce tre o più aborti spontanei consecutivi si parla di
aborto abituale, patologia dovuta a cause di tipo genetico o ormonale o a
infezioni croniche e anomalie uterine.Prevenzione – L'aborto può essere prevenuto, mantenendo una stretta collaborazione con il ginecologo ed effettuando accurate visite che possano mettere in evidenza, qualora sussistano, le possibili cause, soprattutto quelle di tipo materno, mentre è assai improbabile riuscire a prevenire l'insorgenza di quelle ovulari. Misure di prevenzione tipiche riguardano la sospensione, da parte delle future madri, di tutte le attività lavorative pesanti o comunque in grado di pregiudicare la gravidanza, la cura di tutte le possibili malattie infettive croniche o di quelle legate a cuore, reni e sistema endocrino e infine l'eliminazione delle alterazioni genitali (anomalie di posizione uterina, tumori benigni o lacerazioni locali). Tra le misure igieniche di prevenzione vanno ricordate anche una sana alimentazione conforme allo stato di gravidanza e l'astensione dai rapporti sessuali in caso di mancate mestruazioni.
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