Attacchi di panico
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Cause degli attacchi di panico
Tra tutte le possibili
cause in grado di innescare gli attacchi di panico, vi sono tre tipologie
principali di fattori determinanti. Uno dei primi aspetti da analizzare
riguarda una certa
ereditarietà, non tanto per motivi genetici del disturbo, che
si è già dimostrato non essere trasmissibile geneticamente, quanto per
l'educazione che può rappresentare una matrice di fondo per l'eventuale
sviluppo della malattia. Più importanti sono però cause di varia natura che
possono comunque essere ricondotte alle esperienze passate e al contesto di
vita attuale della persona. Il passato può avere
importanza nell'insorgere degli attacchi di panico soprattutto per ciò che
concerne le esperienze infantili e adolescenziali, in particolare nei
rapporti con i genitori in relazione al grado di attaccamento, ossia la
relazione tra rassicurazione ed esplorazione del mondo esterno, che dovrebbe
sempre prevedere un giusto compromesso tra protezione e incoraggiamento.
Molto spesso la causa principale di un attacco di panico è invece dovuta
allo stile di vita attuale della persona, soggetta
a pressanti stati mentali ed emotivi in grado di provocare stress, senso di
insicurezza e di paura. A prescindere dal tipo di causa scatenante, gli attacchi di panico hanno comunque un comune denominatore, che consiste nell'essere determinati da una sorta di circolo vizioso di ansia in grado di originare altra ansia. In una persona predisposta a questo genere di attacchi, un semplice stato d'ansia può infatti trasformarsi molto velocemente in qualcosa di più serio per l'inconscio auto-convincimento di avere qualche grave malattia, di impazzire o di perdere il controllo, secondo una crescita esponenziale di pensieri negativi e catastrofici in grado di peggiorare fortemente la situazione di partenza, sino ad arrivare al classico attacco di panico.
Casi tipici di attacchi di panico
Nonostante la natura degli attacchi
di panico sia prevalentemente improvvisa e occasionale, vi sono tuttavia
alcune circostanze particolari nelle quali è tipico e molto temuto il loro
insorgere e che possono essere ricondotte a delle vere e proprie
fobie. Tra le situazioni più note vanno per esempio
citati tutti quei casi in cui si ha paura degli spazi aperti (agorafobia)
come le piazze, le strade o la semplice guida in automobile, i casi di
claustrofobia (la paura di rimanere chiusi in ascensore o
imbottigliati nel traffico) o infine quell'insieme di fobie note come fobie
sociali come l'esporsi in pubblico (per esempio durante gli esami),
l'intrecciare rapporti con le persone e il confrontarsi con esse, tutti
stati psicologici in grado di creare grossi problemi a livello somatico,
spesso associati ad attacchi di panico. Si è stimato che gli attacchi di panico siano diffusi soprattutto tra i giovani e le donne e che si arrivi fino al 10% di persone sane che in un anno manifestino almeno una volta questo disturbo. Quando si verifica un attacco di panico, soprattutto nei casi associati a fobie specifiche, la durata del disturbo non si protrae a lungo e si attenua rapidamente una volta che viene meno l'elemento scatenante. Tuttavia i casi di ansia cronica possono portare a una serie di attacchi di panico che si ripetono regolarmente e che sono in grado di condurre una persona a un grave stato di esaurimento nervoso. Gli stati fisici che vengono attraversati da una persona sotto attacco di panico consistono prima di tutto in un forte senso di paura, che stimola il rilascio di adrenalina e il conseguente aumento della frequenza cardiaca (tachicardia) e della respirazione (iperventilazione) che portano a sudorazione e a intensi dolori addominali e muscolari, destinati comunque a scomparire una volta terminato l'attacco, ma con forti conseguenze debilitanti per l'organismo.
Cure degli attacchi di panico
Esistono diverse cure specifiche per gli attacchi di panico, ma bisogna primariamente stare attenti a non confonderli erroneamente con cardiopatie o altre malattie più gravi, con le quali condividono alcuni sintomi, onde evitare di aggravare la situazione. Vale anche il discorso opposto: gli attacchi di panico costituiscono un problema serio e sarebbe imprudente sottovalutarli senza intervenire in alcun modo.Classicamente, tra le possibili cure, gli effetti migliori si hanno con alcuni farmaci (antidepressivi e ansiolitici) e con la psicoterapia. Quest'ultima viene impiegata con terapie orientate alla soluzione dei sintomi, cercando di insegnare i metodi per ridurre l'ansia e per migliorare l'approccio nei confronti di alcune fobie, arrivando a buoni risultati in circa il 70% dei pazienti. I farmaci vengono impiegati prevalentemente per gli attacchi di panico provocati da fobie specifiche, andando ad agire sulle relative connessioni psicologiche, interrompendole momentaneamente e riducendone comunque la frequenza in futuro. Gli antidepressivi devono avere una posologia quotidiana, mentre gli ansiolitici (come il Valium e lo Xanax) vengono assunti durante gli attacchi di panico o se si prevede un loro scatenarsi.
Infine, per chi è soggetto ad attacchi di panico, bisogna ricordare l'importanza di una struttura di supporto (famiglia e amici) in grado di comprendere la situazione e, in molti casi, di aumentare la rapidità di guarigione. Spesso accade durante l'attacco di sviluppare una paura immediata e irrazionale, che può tuttavia essere dispersa da una persona che conosca la situazione. Per una cura più seria e attiva bisogna infine ricordare i gruppi di supporto per i malati d'ansia, che possono aiutare le persone a comprendere e ad affrontare il disturbo.
I soggetti "sani" - Poiché un'alta percentuale di chi presenta attacchi di panico è normalmente considerata facente parte della popolazione sana, cioè senza evidenze di patologie psichiche anche lievi, è utile affrontare il problema in chiave più moderna cercando (dopo gli interventi di emergenza del caso) di portare il soggetto verso una personalità più equilibrata. Spesso infatti sono le personalità svogliata, irrazionale, debole, fobica quelle più a rischio.
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