Tumore al testicolo
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I testicoli (anche gonadi maschili o didimi) sono due e sono contenuti in una sacca fibromuscolare detta scroto (anche borsa scrotale o sacca scrotale) sospesa esternamente sotto la sinfisi pubica; la loro funzione principale è quella di produrre gli spermatozoi e gli ormoni androgeni come, per esempio, il testosterone.
Eziologia
Le cause del tumore al testicolo sono sconosciute, ma esistono vari fattori che possono favorirne l'insorgenza. I principali fattori di rischio relativi al cancro testicolare sono i seguenti:- criptorchidismo (la mancata discesa di uno dei testicoli nella borsa scrotale)
- sindrome di Klinefelter (malattia causata da un'anomalia cromosomica)
- storia familiare o personale di tumore testicolare
- sviluppo testicolare anormale (disgenesia gonadica).
Anche la sindrome di Klinefelter è considerato un fattore di rischio di una certa importanza. È una patologia causata dalla presenza di un cromosoma sessuale X in più nei soggetti maschi.
Il rischio di insorgenza aumenta, anche se in modo ridotto, se si ha un fratello o un padre che hanno contratto questo tipo di tumore. Anche la storia personale aumenta il rischio, infatti chi ha avuto una neoplasia testicolare ha dal 2 al 5% di probabilità di sviluppare lo stesso tipo di tumore a carico dell'altro testicolo nei 25 anni successivi al momento della diagnosi.
Sussiste un aumento del rischio anche in caso di disgenesia gonadica, una patologia di cui esistono 5 tipi (tra cui la già citata sindrome di Klinefelter) e che è sostanzialmente caratterizzata da un anomalo sviluppo di uno di entrambi i testicoli.
Tipologia
Esistono due tipologie di tumore al testicolo: - germinali
- non-germinali.
I seminomi sono tumori nei quali si ha una trasformazione maligna delle cellule che producono gli spermatozoi, le cosiddette cellule germinali. Spesso i seminomi sono associati a varianti che coinvolgono cellule non seminali (tumori germinali misti).
I non-seminomi vengono ulteriormente suddivisi in:
- carcinomi embrionali
- coriocarcinomi
- teratomi
- neoplasie del sacco vitellino.
I sintomi del tumore al testicolo
I sintomi principali di un tumore al testicolo sono la presenza di un nodulo (generalmente indolore), l'incremento del volume testicolare, un rigonfiamento, una modifica della consistenza o un senso di pesantezza al testicolo. Talvolta si avverte un dolore sordo (ma in altri casi la dolenzia può essere anche di tipo acuto) all'inguine o nella parte bassa dell'addome o si osserva una raccolta di liquido nella borsa scrotale. Anche quando si apprezza un rimpicciolimento del testicolo si può sospettare la presenza della malattia.Diagnosi del tumore al testicolo
Il primo approccio diagnostico consiste nell'esame fisico e nella stesura della storia clinica.Gli accertamenti clinici generalmente richiesti per la formulazione della diagnosi sono l'ecografia scrotale e il dosaggio di alcuni marcatori (marker) tumorali; solitamente si richiede il dosaggio dell'alfafetoproteina (AFP), della beta gonadotropina corionica umana (ß-HCG) e del lattato deidrogenasi (LDH). Si deve rilevare però che i marker tumorali possono dare informazioni fuorvianti, non sono rari infatti i casi in cui il range di tale marker rientra nella normalità pur con la presenza accertata di una neoplasia testicolare.
Se non vi è certezza diagnostica, ma solo il sospetto, è assolutamente sconsigliata la biopsia testicolare attraverso la cute scrotale; quando vi sia dubbio diagnostico, il testicolo dovrà essere esplorato chirurgicamente dopo esteriorizzazione dalla sede scrotale; dopo l'esecuzione di un esame istologico intraoperatorio al criocongelatore (su biopsia a cuneo), nel caso il responso sia negativo, si procederà al riposizionamento del testicolo altrimenti si dovrà procedere con la rimozione totale (orchiectomia). Il motivo per cui non si deve effettuare una biopsia attraverso lo scroto è dovuto al fatto che, nel caso di presenza di cellule tumorali, esiste il rischio di una diffusione di queste ultime attraverso i vasi linfatici.
Dopo l'eventuale asportazione del testicolo si dovranno effettuare la valutazione sull'estensione locale della neoplasia e altri accertamenti volti a verificare un'eventuale metastasizzazione.
Diagnosi differenziale – La diagnosi differenziale deve essere posta nei confronti di idrocele, linfomi, spermatocele, varicocele, epididimite e torsione testicolare.
Trattamento del tumore al testicolo
La prognosi del tumore al testicolo è generalmente favorevole, circa il 95% delle neoplasie del testicolo vengono trattate con successo.Le modalità di trattamento standard del tumore al testicolo sono la chirurgia, la radioterapia e la chemioterapia; la scelta dell'approccio terapeutico è funzione della tipologia e della stadiazione della neoplasia.
Chirurgia – La rimozione del testicolo per via chirurgica (orchiectomia radicale) viene eseguita allo scopo di ottenere sia una formulazione diagnostica corretta sia il livello di stadiazione della neoplasia. Molto spesso, anche se la rimozione del tumore risulta obbiettivamente totale, si preferisce ricorrere, nella fase postoperatoria a un trattamento adiuvante (radioterapia e o chemioterapia) allo scopo di incrementare le probabilità di guarigione.
Radioterapia – La radioterapia viene utilizzata sia per ridurre le dimensioni tumorali sia, come accennato in precedenza, per aumentare le probabilità di guarigione dopo l'effettuazione di un intervento di tipo chirurgico. A seconda del tipo e della stadiazione della neoplasia si potrà optare per la radioterapia interna (intracavitaria) o per quella esterna.
Chemioterapia – Viene generalmente usata a scopo adiuvante. I farmaci più utilizzati nella cura del tumore al testicolo sono la bleomicina, la ciclofosfoamide, il cisplatino, l'etoposide, l'ifosfamide e l'etoposide. La chemioterapia viene somministrata o per via endovenosa o per via intramuscolare o per via orale. Attualmente lo schema chemioterapico ritenuto più efficace è il cosiddetto PEB (cisplatino, etoposide, bleomicina).
Prevenzione
Non sono previsti programmi di screening preventivi per il tumore al testicolo.Molto importante è il ricorso all'autopalpazione del testicolo, una manovra che andrebbe effettuata mensilmente ponendo attenzione a eventuali modifiche anatomiche o della forma della sacca scrotale. La situazione ideale è quella dopo un bagno caldo, quando la borsa scrotale è rilassata. L'autopalpazione del testicolo si esegue facendo ruotare quest'ultimo fra pollice e indice indagando sull'eventuale presenza di noduli che, se rilevati, devono consigliare un'immediata visita medica.
È molto importante inoltre che tutti coloro che sono stati colpiti da neoplasia del testicolo eseguano periodici controlli per il resto della loro vita dato il rischio di recidiva nell'altro testicolo.
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