Leishmaniosi
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Le
leishmaniosi sono un gruppo di malattie febbrili, dovute ai
protozoi del genere Leishmania, ad andamento subacuto o cronico,
endemiche nell'Oriente, nel bacino del Mediterraneo e in America e
caratterizzate da particolari alterazioni degli organi emolinfopoietici e da
lesioni ulcerative cutanee e mucose. Principali trasmettitori sono in
genere i flebotomi e forse anche zecche e pulci dei cani. Le forme morbose
si dividono in: 1) viscerale (kala-azar indiano, mediterraneo e infantile), dovuta alla Leishmania donovani; con inizio subdolo, decorso cronico caratterizzata da febbre, splenomegalia, anemia, emorragie, scadimento notevole e progressivo dello stato generale;
2) cutanea, causata dalla Leishmania tropicale, che si manifesta con un nodulo duro che a volte si ulcera e che lascia una cicatrice permanente. Il nodulo si sviluppa nel luogo della puntura del flebotomo, cioè di solito in una parte scoperta della pelle;
3) americana, sostenuta da una variante americana della Leishmania tropicale, caratterizzata da fenomeni necrotizzanti del rinofaringe (rinofaringite ulcerosa). La cura specifica della leishmaniosi è rappresentata dai derivati antimoniali (tartaro stibiato ecc.) per via parenterale e applicazioni locali; preparati sintetici della serie delle diamidine (pentamidina).
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