Lebbra
Copyright by THEA 2005
1) Forma tubercoloide, nervosa, benigna o maculo-anestetica: caratterizzata
da chiazze eritematose (macule) violacee che possono confluire in placche,
alternate a papule rosso-giallastre o rosso-porpora cui seguono formazioni
granulomatose localizzate specialmente lungo nervi con disturbi della
sensibilità sia termica, dolorifica e tattile, con iperestesie, dolori
folgoranti, ipoestesia e anestesia profonda, atrofie muscolari, disturbi
trofici con lesioni ulcerative e mutilazione come siringomielia,
specialmente ai muscoli ulnare e peroneo. Frequente malattia perforante
plantare. 2) Forma tuberosa o nodulare o lepromatosa al viso o lato estensorio degli arti; macchie prima evanescenti rosso acceso e violaceo, poi fisse, pigmentate, rameiche, brunastre, che in parte lentamente si trasformano in noduli o lepromi isolati, poi talora confluenti, spesso anche sulle mucose (naso, palato molle, ugola, laringe, occhi): indi ulcerazioni con talora estese distruzioni, necrosi, mutilazioni, riassorbimento di falangi; caduta peli, ipersecrezione sebacea senza sudorazione, eruzioni bollose.
3) Forma mista: inizialmente solo lesioni tuberose in seguito altre manifestazioni come infiltrazioni polmonari similtubercolari, ulcerazioni intestinali, epatosplenomegalia, orchiepididimiti bilaterali indolori, epatiti a evoluzione cirrotica, lesioni ossee. La prognosi è grave, con migliori possibilità di guarigione nella forma nervosa e tubercoloide. Nelle altre forme la morte sopravviene dopo un decorso di durata variabile, sempre molto lento e con un decadimento progressivo. La terapia della lebbra, che fino a pochi anni fa praticamente si riassumeva nella somministrazione di olio di Chaulmoogra e suoi derivati, ha registrato sensibili progressi con l'impiego di alcuni chemioterapici, tra cui solfoni e derivati (diamino-difenil-sulfone), antibiotici, streptomicina, tiosemicarbazone, isoniazide, rifampicina, clofazimina, cortisonici, vitamina B12 ad alte dosi, immunoterapia. È obbligatoria la denuncia della malattia alle autorità sanitarie e le persone affette devono essere accolte e curate nei lebbrosari o in appositi reparti ospedalieri, specializzati in malattie infettive e contagiose.
Consiglia l'articolo su Google, clicca
