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Granuloma
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Il termine granuloma è, in sé, un termine alquanto generico che può assumere diversi significati. In linea generale possiamo definirlo come una lesione infiammatoria di tipo cronico che porta alla formazione di noduli micro- o macroscopici in risposta a stimoli di verso tipo (neoplastici, infettivi, immunologici ecc.).
In questo articolo tratteremo esclusivamente del granuloma in ambito odontoiatrico, ambito nel quale si parla di granuloma apicale o dentale o di granuloma periapicale. In questi casi il granuloma è il risultato di un processo infettivo a carico dei tessuti che sono localizzati nella parte terminale della radice dentale.
Il granuloma appare come una piccola massa di forma rotondeggiante costituita da tessuto molle che talvolta viene definita, anche se invero molto raramente, tumore di granulazione; generalmente le dimensioni di un granuloma non sono particolarmente estese essendo molto simili a quella di una lenticchia o di un pisello.
Spesso il granuloma dentale non dà segni di sé (può rimanere silente anche per molti anni) e la sua presenza viene rilevata spesso per caso durante i controlli periodici che vengono effettuati negli studi dentistici; radiograficamente il granuloma appare come un alone tendente al grigiastro localizzato apicalmente o lateralmente alla radice di un dente.

Le cause del granuloma dentale

Come già accennato in precedenza, le cause della formazione di un granuloma dentale sono da ricercarsi nell'infezione provocata da una proliferazione batterica a livello della parte terminale della radice dentale; il granuloma è una reazione difensiva al processo infettivo, esso infatti funge da barriera protettiva contro l'espansione di tale processo all'intero dente e alle zone circostanti. Nel caso in cui il dente la cui radice è attaccata dall'infezione sia sano la proliferazione dell'infezione batterica viene impedita dal nervo vitale del dente; se detto nervo non è invece vitale, la radice dentale risulta più esposta a processi infettivi e, conseguentemente, può verificarsi la formazione di un granuloma.

I sintomi del granuloma

Come detto, il granuloma dentale può rimanere asintomatico per diverso tempo e quindi può essere difficile sospettare la sua presenza se esso non viene rilevato casualmente durante una visita odontoiatrica. Può però succedere che il granuloma dia segno di sé manifestandosi con la comparsa di dolore e gonfiore. In alcune occasioni al granuloma si associa una fistola gengivale, ovvero una lesione visibile sulla gengiva in corrispondenza degli apici del dente interessato dal problema; appare come un piccolo bottone di colore rosso, talvolta sanguinante e che in alcuni casi ha al centro un punto bianco purulento.

Trattamento del granuloma

granulomaIl granuloma dentale viene generalmente trattato con una devitalizzazione del dente interessato. Nel caso che il dente sia stato devitalizzato in precedenza si dovrà ricorrere al cosiddetto ritrattamento, un'operazione che consiste nel rimuovere tutto il materiale che era stato precedentemente utilizzato per otturare il dente. Dopo la rimozione della vecchia otturazione si dovrà procedere con un'operazione di accurata pulizia della zona e, dopo la sua sterilizzazione, si provvederà a otturare di nuovo il dente.
Nel caso che il granuloma sia associato a un ascesso dentale, il trattamento viene generalmente preceduto da una cura a base di farmaci ad azione antibiotica.
Se la radice tende a infettarsi ripetutamente, il dentista potrebbe consigliare la rimozione del dente.
In alcuni casi la procedura di ritrattamento non è praticabile. Ciò può avvenire perché il problema granuloma riguarda denti su cui l'intervento è particolarmente complesso perché precedentemente sottoposti a procedure dentistiche di una certa importanza; in queste particolari situazioni il granuloma viene generalmente trattato ricorrendo alla cosiddetta apicectomia. L'apicectomia è un intervento di chirurgia endodontica; tale intervento viene generalmente eseguito in regime ambulatoriale ricorrendo a un'anestesia locale. La durata di un'apicectomia è estremamente variabile ed è legata alla complessità del problema. La buona riuscita dell'intervento viene verificata attraverso un controllo radiografico da effettuarsi dopo circa sei mesi dall'intervento. Il post-intervento non è mai particolarmente pesante e l'eventuale dolenzia e il gonfiore possono essere efficacemente trattati attraverso l'assunzione di farmaci ad azione antidolorifica e antiedemigena.  


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