Risonanza magnetica
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Nel corso degli ultimi sono stati fatti passi da gigante nel processo di evoluzione tecnologica di questa interessante metodica e, attualmente, la risonanza magnetica può senz'altro essere considerata uno degli strumenti più importanti in campo diagnostico.
Il campo di applicazione della risonanza magnetica è estremamente vasto ed essa risulta particolarmente utile nel diagnosticare condizioni patologiche che riguardino cervello, colonna vertebrale, addome, pelvi, grossi vasi, articolazioni, ossa, tessuti molli ecc.
Le immagini che vengono ottenute grazie alla risonanza magnetica sono estremamente dettagliate e in molti casi, grazie a questa tecnica, è possibile effettuare la rilevazione di particolari che altre tecniche di indagine diagnostica non consentirebbero. Estremamente importante è anche il fatto che, come si è accennato in precedenza, l'esecuzione di questo tipo di esame non richiede l'emissione di radiazioni ionizzanti, una delle problematiche maggiori relative a tecniche come TAC o raggi X.
Gli unici lati negativi di questo tipo di esame sono essenzialmente due: la sua controindicazione per chi porta pacemaker, protesi con circuiti elettronici, neurostimolatori e altri tipi di protesi e il fatto che le apparecchiature per la risonanza magnetica (e la loro manutenzione) sono estremamente costose.
Il principio di funzionamento della risonanza magnetica
Il principio su cui si basa il funzionamento della risonanza magnetica è decisamente complesso e per comprenderlo appieno sono necessarie competenze non comuni; non è certo questa la sede per illustrare teorie fisiche che sono alla base della meccanica quantistica e che risultano necessarie per comprendere appieno la questione; ci limiteremo quindi a fornire una breve spiegazione semplificando per quanto possibile i concetti. Tutta la materia (e conseguentemente anche il corpo umano) è formata di molecole che, a loro volta, sono formate da atomi. L'atomo viene definito come la più piccola parte di ogni elemento che esiste in natura e che ne conserva quelle che sono le caratteristiche chimico-fisiche. L'atomo è costituito da un nucleo centrale fatto di neutroni, che hanno carica neutra, e di protoni, che hanno carica elettrica positiva; attorno al nucleo ruotano altre particelle con carica elettrica negativa, i cosiddetti elettroni. I protoni sono dotati di forza magnetica e girano secondo un senso che viene denominato spin. Se vi è presenza di campo magnetico i protoni hanno la tendenza a disporsi preferenzialmente secondo una certa direzione; nel caso che, a questo punto, venga effettuata un'emissione di onde radio, i nuclei subiscono delle variazioni di posizione a carattere temporaneo; è durante questa fase che gli atomi emettono segnali che possono essere captati da appositi rilevatori; questi ultimi li trasmettono quindi a un computer che ha il compito di analizzarli ed elaborarli. La risonanza magnetica utilizza quindi un magnete di notevole potenza e un generatore radio la cui frequenza corrisponde al numero di giri che i protoni che fanno parte dell'atomo di idrogeno (H) compiono su sé stessi nell'arco temporale di un secondo. La scelta dell'idrogeno non è casuale; questo elemento infatti è decisamente abbondante nell'organismo dell'uomo e perdipiù il suo segnale è ben ricevibile. Non tutti i nuclei dell'atomo ritornano alla loro posizione iniziale nello stesso periodo di tempo; questa sfasatura temporale può essere analizzata e permette creare una mappa tridimensionale delle strutture interne del corpo umano; la risonanza magnetica inoltre è in grado di evidenziare molto bene lo stato di idratazione di dette strutture.Risonanza magnetica: l'esame
Prima che il soggetto venga sottoposto a risonanza magnetica, egli dovrà
rispondere a un certo numero di domande; tali domande servono a prevenire
tutti gli eventuali danni che potrebbero essere causati dal fatto che il
soggetto viene esposto a un campo magnetico di notevole intensità. Il
radiologo infatti deve accertarsi che chi si sottopone all'esame non sia
portatore di pace-maker, neurostimolatori, protesi auricolari posizionate
nell'orecchio interno, pompe di infusione interne, clip metalliche a seguito
di interventi di neuro- o cardiochirurgia ecc. Viene generalmente richiesto
di segnalare un'eventuale gravidanza in corso e se si soffre di particolari
allergie ai metalli. Solitamente non è necessario sottoporsi a diete o
preparazioni particolari prima di eseguire una risonanza magnetica; l'unica
eccezione in questo senso è costituita dalla risonanza magnetica con
contrasto, nel qual caso si deve digiunare nelle tre ore che precedono
l'esecuzione dell'esame. Il mezzo di contrasto solitamente utilizzato è il
gadolinio, un elemento chimico appartenente al gruppo dei metalli; il
gadolinio è un mezzo di contrasto che in genere è privo di effetti
collaterali; tra l'altro, a differenza di quanto accade con altre metodiche
che richiedono l'utilizzo di un mezzo di contrasto, la quantità di
quest'ultimo nella risonanza magnetica è relativamente modesta. Prima che la risonanza magnetica venga eseguita si devono togliere tutti gli oggetti e gli indumenti che contengono parti metalliche (orologio, cinture, scarpe, gioielli ecc.).
Dopo aver terminato la fase di preparazione il soggetto viene invitato a distendersi sopra un lettino scorrevole che tramite telecomando viene posizionato fra i poli del magnete. I macchinari meno moderni, data la loro forma, possono creare alcuni problemi a coloro che soffrono di claustrofobia, anche se, ormai, quasi tutti i centri di radiodiagnostica sono dotati di apparecchiature moderne in cui il problema sopracitato non esiste; se, durante l'esecuzione della risonanza magnetica, il soggetto dovesse avere qualche problema potrà informare il personale medico o paramedico attraverso un apposito strumento. I macchinari per la risonanza magnetica sono apparecchiature abbastanza rumorose e quindi, nella stragrande maggioranza dei centri, vengono fornite all'esaminando cuffie auricolari protettive.
Un esame di risonanza magnetica ha una durata media che oscilla fra i venti minuti e la mezz'ora.
Risonanza magnetica e colonna vertebrale
Come accennato nei paragrafi precedenti, il campo di applicazione della risonanza magnetica è decisamente vasto; un utilizzo molto frequente di questa tipologia di indagine è relativo alle sospette alterazioni del rachide vertebrale; la risonanza magnetica è infatti un esame estremamente efficace per la valutazione dello stato di salute dei dischi intervertebrali.Ovviamente l'utilizzo di questa metodica è riservato a casi di mal di schiena cronici e invalidanti in quanto la maggioranza dei problemi alla schiena regrediscono in tempi non particolarmente lunghi e il ricorso a una risonanza magnetica non sarebbe di alcuna utilità.
Per approfondimenti su questo argomento specifico invitiamo alla lettura dei nostri articoli Colonna vertebrale, Ernia cervicale, Ernia del disco e Mal di schiena.
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