Ebola
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Il
contagio avviene con il contatto diretto con il sangue (spesso tramite
siringhe infette), il seme, le secrezioni e il vomito di chi è già infetto,
di norma circa 4-16 giorni dopo l'esposizione all'agente virale. I primi
sintomi sono febbre, vomito ed eruzioni cutanee: il virus attacca
preferibilmente i reni, il fegato e la milza, sedi di emorragie interne. Le
perdite emorragiche dopo pochi giorni sono generalizzate a tutti i vasi
arteriosi e il sangue fuoriesce da occhi, naso e orecchie. La disgregazione
dei tessuti interna provoca l'ultimo terribile sintomo, la fuoriuscita di
liquido nero.Sembra che alla base del meccanismo biochimico della disgregazione dei capillari e dei tessuti sia la presenza di una glicoproteina sulla superficie esterna del virus in grado di danneggiare i vasi sanguigni. Il virus si riproduce all'interno della cellula infetta provocandone poi l'esplosione. La morte sopraggiunge dopo circa 72 ore dall'insorgenza dei primi sintomi. Attualmente non si conosce una cura all'infezione di Ebola, né un vaccino. Gli studi si concentrano sui meccanismi biochimici del virus e sulla presenza di alcuni anticorpi di Ebola osservati in alcune popolazioni di pigmei. L'Ebola è stata elencata dalla NATO tra i 31 agenti potenzialmente utilizzabili nelle azioni di bioterrorismo.
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