Pubblicità etica
Copyright by THEA 2009
La pubblicità (leggete il commento a fondo pagina) è l'anima del commercio, si sa. Anche nel
nostro sito è presente e serve, insieme alla vendita dei nostri libri, a
supportarlo. Periodicamente riceviamo mail di persone che,
indignate, ci tacciano di incoerenza, visto che in un articolo smontiamo un
prodotto la cui pubblicità compare poi nel sito.
Ritengo che queste persone non abbiano compreso il significato della locuzione pubblicità etica:
Alcuni esempi.
Abbiamo deciso di non inserire i contextual adv, differenti dai context adv di Google. Nei contextual adv la pubblicità appare nel testo dell'informazione confondendosi con i normali link di approfondimento (di solito cambia il colore, ma pochi utenti lo sanno).
Similmente non abbiamo aderito a pubblicità di casinò online o simili, pur essendo periodicamente contattati. Tali pubblicità stanno diventando più aggressive, acculturando (si fa per dire, ma è meglio precisarlo) l'internauta sul calcolo delle probabilità e simili; alla fine il navigatore si convince che può veramente diventare ricco e guadagnare online ed entra nel casinò.
Come ingegnere e uomo di scienza so benissimo che è impossibile diventare ricchi e guadagnare online (per la loro razionalità, spero che di questo siano convinti anche i promotori, nonostante affermino il contrario). Vendere ghiaccio agli eschimesi può essere una grande manifestazione di furbizia, ma contrasta con i miei principi morali, principi che non mi hanno ostacolato nel farmi una posizione dai più invidiata. Personalmente l'unica informazione che mi sentirei di dare ai miei visitatori è che per guadagnare nei casinò online occorre... non giocare.
È importante chiarire il motivo dell'inserimento degli annunci Google nel sito (un fornitore
paga Google per ospitare la sua pubblicità sui siti della rete che
aderiscono all'iniziativa; la somma pagata è proporzionale ai clic che i
visitatori fanno sulla pubblicità; una parte di questa somma viene rigirata
da Google al sito in cui è stata generata: nessun clic, nessun guadagno).
Premetto che ritengo la pubblicità che propone Google come una forma di pubblicità etica in quanto non vengo direttamente pagato dal fornitore del servizio "dubbio" (ciò potrebbe fare in modo che per strappare il contratto io ammorbidisca certe mie tesi), ma indirettamente attraverso un clic che il visitatore della mia pagina fa su quella pubblicità scelta da Google a caso in abbinamento ai contenuti della pagina.
Sinceramente sono stanco di due cose:
a) che ci sia gente che si arricchisce vendendo illusioni e promesse.
b) Che moltissime persone usino le pagine gratuite del sito ripetutamente senza sentirsi minimamente in dovere di aiutare economicamente il sito. Esistono casi di personaggi (ormai rispondo per vedere fino a dove arrivano) che mi chiedono consulenze da anni e non hanno mai comprato un libro.
Gli annunci Google sono l'idea geniale per:
a) divertirmi con coloro che dopo aver letto nella mia pagina che i dimagranti non servono a nulla cliccano sul dimagrante che fa perdere 7 kg in un mese.
b) Prelevare un po' del denaro che andrebbe a fornitori a mio avviso "ottimistici", dirottandolo al mio sito.
Si dirà che faccio pubblicità a gente che è contraria al mio pensiero e che, potenzialmente, posso farli guadagnare. In realtà consideratelo un test. Se dopo aver letto che nessun integratore ti fa andare più forte, tu clicchi su Speedy, l'integratore che ti fa volare, scusami, ma sei uno spacciato! Diciamo che ho solo abbreviato la tua agonia fornendoti la Colt con cui porre fine ai tuoi giorni.
Da una mail:
Nessuno ha obbligato il gent. mo sig. Albanesi a pubblicare le utilissime pagine del sito, che peraltro sono moltissime!!! Nessuno lo obbliga a rispondere a persone che gli chiedono consulenze da anni, dovrebbe rispondere cortesemente alle medesime di rivolgersi altrove o che quello da loro richiesto lo possono trovare nel libro tal dei tali...
Questo è vero, ma è altrettanto vero che anche rispondere gentilmente rimandando ad altre fonti ci vuole tempo e, quindi, costa. Ci sono solo due casi possibili:
a) Si pubblicano informazioni a livello hobbystico e allora Internet non ha bisogno di sovvenzioni varie; ma allora il risultato è così chiaramente amatoriale che non c'è nessuna affidabilità nel messaggio. Cioè, per quanto ci si impegni, non si è credibili.
b) Si lavora professionalmente e allora il tutto costa.
I miracoli (almeno informaticamente) non esistono...
Il metodo ACAIRitengo che queste persone non abbiano compreso il significato della locuzione pubblicità etica:
la pubblicità è etica quando il fornitore dell'informazione non confonde gli spazi informativi con quelli pubblicitari.
Le persone che si indignano perché diciamo nei nostri articoli che le creme dimagranti non fanno nulla e poi si vedono la pubblicità di Trimgel per coerenza non dovrebbero né leggere quotidiani o riviste né guardare la televisione o ascoltare la radio. Sui loro canali o nei loro giornali preferiti sicuramente compaiono pubblicità che ritengono dubbie o ingannevoli; cosa fanno? Sorridono o le saltano.Alcuni esempi.
Abbiamo deciso di non inserire i contextual adv, differenti dai context adv di Google. Nei contextual adv la pubblicità appare nel testo dell'informazione confondendosi con i normali link di approfondimento (di solito cambia il colore, ma pochi utenti lo sanno).
Similmente non abbiamo aderito a pubblicità di casinò online o simili, pur essendo periodicamente contattati. Tali pubblicità stanno diventando più aggressive, acculturando (si fa per dire, ma è meglio precisarlo) l'internauta sul calcolo delle probabilità e simili; alla fine il navigatore si convince che può veramente diventare ricco e guadagnare online ed entra nel casinò.
Come ingegnere e uomo di scienza so benissimo che è impossibile diventare ricchi e guadagnare online (per la loro razionalità, spero che di questo siano convinti anche i promotori, nonostante affermino il contrario). Vendere ghiaccio agli eschimesi può essere una grande manifestazione di furbizia, ma contrasta con i miei principi morali, principi che non mi hanno ostacolato nel farmi una posizione dai più invidiata. Personalmente l'unica informazione che mi sentirei di dare ai miei visitatori è che per guadagnare nei casinò online occorre... non giocare.
È importante chiarire il motivo dell'inserimento degli annunci Google nel sito (un fornitore
paga Google per ospitare la sua pubblicità sui siti della rete che
aderiscono all'iniziativa; la somma pagata è proporzionale ai clic che i
visitatori fanno sulla pubblicità; una parte di questa somma viene rigirata
da Google al sito in cui è stata generata: nessun clic, nessun guadagno).Premetto che ritengo la pubblicità che propone Google come una forma di pubblicità etica in quanto non vengo direttamente pagato dal fornitore del servizio "dubbio" (ciò potrebbe fare in modo che per strappare il contratto io ammorbidisca certe mie tesi), ma indirettamente attraverso un clic che il visitatore della mia pagina fa su quella pubblicità scelta da Google a caso in abbinamento ai contenuti della pagina.
Sinceramente sono stanco di due cose:
a) che ci sia gente che si arricchisce vendendo illusioni e promesse.
b) Che moltissime persone usino le pagine gratuite del sito ripetutamente senza sentirsi minimamente in dovere di aiutare economicamente il sito. Esistono casi di personaggi (ormai rispondo per vedere fino a dove arrivano) che mi chiedono consulenze da anni e non hanno mai comprato un libro.
Gli annunci Google sono l'idea geniale per:
a) divertirmi con coloro che dopo aver letto nella mia pagina che i dimagranti non servono a nulla cliccano sul dimagrante che fa perdere 7 kg in un mese.
b) Prelevare un po' del denaro che andrebbe a fornitori a mio avviso "ottimistici", dirottandolo al mio sito.
Si dirà che faccio pubblicità a gente che è contraria al mio pensiero e che, potenzialmente, posso farli guadagnare. In realtà consideratelo un test. Se dopo aver letto che nessun integratore ti fa andare più forte, tu clicchi su Speedy, l'integratore che ti fa volare, scusami, ma sei uno spacciato! Diciamo che ho solo abbreviato la tua agonia fornendoti la Colt con cui porre fine ai tuoi giorni.
Da una mail:
Nessuno ha obbligato il gent. mo sig. Albanesi a pubblicare le utilissime pagine del sito, che peraltro sono moltissime!!! Nessuno lo obbliga a rispondere a persone che gli chiedono consulenze da anni, dovrebbe rispondere cortesemente alle medesime di rivolgersi altrove o che quello da loro richiesto lo possono trovare nel libro tal dei tali...
Questo è vero, ma è altrettanto vero che anche rispondere gentilmente rimandando ad altre fonti ci vuole tempo e, quindi, costa. Ci sono solo due casi possibili:
a) Si pubblicano informazioni a livello hobbystico e allora Internet non ha bisogno di sovvenzioni varie; ma allora il risultato è così chiaramente amatoriale che non c'è nessuna affidabilità nel messaggio. Cioè, per quanto ci si impegni, non si è credibili.
b) Si lavora professionalmente e allora il tutto costa.
I miracoli (almeno informaticamente) non esistono...
LA MAIL
Volevo renderla edotta del fatto che la pubblicità del ventre piatto con il
metodo ACAI, quei signori la pagano con i soldi truffati
alla gente che richiede un campione gratuito e poi si vede addebitare cifre
astronomiche sulla carta di credito senza mai aver richiesto altre
confezioni di quelle pillole.Ora lei dirà che siamo stolti... creduloni... ok, ma una truffa è una truffa, non sulle proprietà della pillola, ma sull'onestà di gente che si rintana in Inghilterra per rendere praticamente impossibile rendere conto dei reati che commette.
Lei mi sembra una persona seria, non lasci che il suo sito venga infangato da certi personaggi. Ovvio che una breve ricerca su Internet le permetterà di verificare che quanto detto è reale.
Grazie mille.
Premesso che, se le persone avessero letto le pagine del mio sito, MAI* avrebbero acquistato pillole ACAI o altro, la gestione della pubblicità è affidata a Google. Se un proprietario di una casa la affitta legalmente a X (Google) non è responsabile delle azioni di X (per esempio X vi spaccia droga).
Cosa dovrei fare? Non affittare la casa e tenerla vuota? Possibile, ma come gestirei i costi del sito, dei miei collaboratori ecc.?
Con il mio lavoro aiuto tanta gente, ma sono francamente stufo di tentare di salvare i creduloni, quegli stessi creduloni che mi dicono "ma se fanno pubblicità, qualcosa queste pillole faranno!", "ma sono state studiate da medici, lei è addirittura ingegnere, cosa ne vuole sapere?", "lei parla solo per invidia perché queste pillole non le fanno vendere i suoi inutili libri per imparare a dimagrire" ecc.
È una lezione. Se poi uno continua a commettere gli stessi errori nella vita, nella sezione psicologica si spiega chiaramente che, se non si dà una mossa, è spacciato. Io mi prodigo nell'aiutare la gente, ma se non c'è collaborazione è tutto inutile.
* Il meccanismo psicologico con cui vengono acquistate dopo aver letto ciò che scrivo è il seguente: "sì, d'accordo, ma Albanesi potrebbe aver torto! Proviamo!". Penso che certe lezioni servano. Quando, da laureato inesperto avevo aperto la mia azienda di informatica per sfruttare il boom degli anni '80, fui abilmente truffato da un signore che "legalmente" riuscì a spillarmi sei computer pagandoli praticamente un quarto. Anziché adirarmi, minacciare azioni legali ecc., quando si presentò per dirmi che non avrebbe pagato il dovuto, gli dissi chiaramente che era stato molto abile, gli pagai un caffè e gli chiesi di spiegarmi tutti i trucchi del mestiere. Grazie a quel caffè, riuscii a sventare molte altre truffe, addirittura guadagnandoci (molte truffe richiedono da parte del truffatore un piccolo investimento iniziale).
