Dimagrisci e rinasci: il metodo Albanesi
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Da leggere

Esistono due strumenti per avere risposte alle domande su tutto ciò che riguarda il benessere:
  • la Posta, interagendo (secondo i suggerimenti sotto riportati, suggerimenti che vanno letti!) direttamente con il sito;
  • il Social Network, la comunità degli amici che sono compatibili con le idee moderne e avanzate della sezione Psicologia.
La Posta dovrebbe riguardare:
1) dubbi, errori, suggerimenti e critiche riguardanti articoli del sito o nostri libri;
2) argomenti personali che non richiedano comunque una vera e propria consulenza.
 
Rispondiamo a tutti gli utenti registrati entro 3 gg. lavorativi. Prima però leggete questo utilissimo paragrafo e verificate che la vostra mail non rientri in tutti quei casi in cui per pigrizia si preferisce chiedere quando con pochi sforzi si troverebbe già la risposta in un articolo generale del sito.
Risponde Alessio Forti, il responsabile della Posta. In casi particolari, potrà girare la mail al direttore, Roberto Albanesi.

SUGGERIMENTI - Per facilitarci il lavoro vi chiediamo un minuto per leggere questi suggerimenti. Fra l'altro, possono essere utili per comprendere come si possa utilizzare al meglio Internet e le informazioni in essa contenute.
  1. Prima cercate un'eventuale risposta nel sito. Se vi perdete fra i menu, potete usare la finestra di ricerca di Google nella parte alta della home page (la ricerca nel nostro sito è già selezionata). Se si vogliono avere informazioni sulla donazione di sangue e la pratica sportiva, basta inserire nella casella di ricerca donazione di sangue e subito sono mostrate le pagine pertinenti, la prima delle quali è proprio l'articolo voluto. Il sito vuole promuovere la conoscenza personale delle materie trattate, quindi (FONDAMENTALE) leggete questo breve passo.
  2. Come acquistare integratori alimentari: leggete questa pagina.
  3. Allenamenti: leggete il paragrafo sottostante.
  4. Infortunio sportivo: leggete il paragrafo sottostante.
  5. Non forniamo diagnosi online né forniamo indirizzi di medici e/o strutture mediche.
  6. Non forniamo consigli a chi fa attività di soli pesi (body building) su come incrementare la propria muscolatura. Non siamo allineati con tale filosofia sportiva. Per saperne di più.
  7. Chi ha un problema di salute e vuole avere informazioni generali (quindi è già passato per i punti 1 e 5), prima verifichi di possedere un buon stile di vita. Per coerenza, poiché siamo convinti che molte patologie dipendano in primis dallo stile di vita, non diamo risposte a chi non fa nulla per correggere il proprio profilo salutistico. In altri termini, chi ha esami del sangue fuori norma e fuma, beve ed è in sovrappeso dovrebbe prima darsi una regolata anziché cercare improbabili rimedi.
  8. Se volete chiederci notizie circa il rischio alimentare di certi prodotti, prima leggete l'articolo sul rischio alimentare.
  9. La posta non è fatta per discutere su problemi politici o filosofici. Le posizioni del sito possono non piacere, ma è impossibile discuterne via mail. Se le idee dell'High People non convincono, amici come prima... Ho detto più volte che se una persona è felice e non ha problemi e ha trovato la sua strada ben per lei, se invece non lo è e ha problemi io propongo il Well-being che sicuramente migliorerà la sua vita. Proporre varianti al Well-being (anni e anni di lavoro...) è al di fuori degli scopi del sito perché spesso una strategia di vita è come lo shangai, non si può spostare di posizione un bastoncino senza far crollare tutto il resto.
  10. Prima di chiederci notizie su ricerche scientifiche, leggete la pagina sull'affidabilità della ricerca che evidenzia come la ricerca non sia scienza. Oltre la metà delle ricerche sono fasulle. Sottoponete ogni presunta novità al vaglio del buon senso per cercare di capire gli interessi commerciali o di carriera che possono averla promossa.
  11. Non chiedete commenti a libri o siti che non siano decisamente noti e popolari. Per dare un commento significativo, la visione di un sito poco conosciuto richiede veramente troppo tempo.
  12. Non forniamo la bibliografia e i riferimenti dei nostri articoli perché saremmo sommersi di richieste (anni fa lo facevamo, ma c'era chi pretendeva che gli fossero inviate le fotocopie degli articoli!).  
  13. Non chiedete pareri finanziari. La sezione Finanza vuole fornire le basi di una sana gestione del proprio patrimonio, ma il sito non è un consulente finanziario.
  14. Non chiedete spiegazioni su concetti a livello universitario o estremamente specialistico. È importante capire che su argomenti molto specialistici
    a) se avete le basi delle materie interessate (diciamo a livello universitario) potete risolvere i dubbi autonomamente (consigliamo per esempio una ricerca in lingua inglese su Google o la navigazione in banche dati come Pubmed) e avere tutte le informazioni per decidere se la nostra posizione sia o meno accettabile;
    b) se non avete le basi, è opportuno che sentiate diverse campane e poi "vi fidiate" dell'esperto che più vi ha convinti senza cercare di capire tutto, perché "capire tutto senza basi è impossibile".
  15. Non rispondiamo né a forum né a newsgroup, né commentiamo notizie lì apparse. Il nostro giudizio su questi ambienti è decisamente negativo, analogo al bar per i discorsi sul calcio, dove un sedicente esperto (di solito senza basi) sale in cattedra e pretende di diffondere la verità. Se una persona fosse di tale caratura potrebbe agire negli organismi ufficiali (università, centri di ricerca ecc.), scrivere libri, aprire un proprio sito, usare i media (radio e televisione) ecc.
  16. Leggete Le regole per una buona mail (le trovate qualche riga più sotto, in questa pagina).
  17. Non scrivete mail direttamene al sito, ma usate sempre il link soprariportato (mando una mail!). In tal modo evitate l'eventuale problema delle mail respinte e avete la risposta più veloce.

Le regole per una buona mail

1) Scrivere mail brevi, possibilmente sintetiche. Guerra e pace l'ha già scritto Tolstoj.
2) Scrivere su argomenti interessanti. La corazzata Potëmkin l'ha già realizzata Ejzenstein.
3) Evitare segnalazioni troppo specifiche. Per la medium che opera all'angolo di casa vostra c'è già Striscia la Notizia.
4) Scrivere in un italiano decente, evitando soprattutto abbreviazioni (tipo: xchè, fra l'altro perché ha l'accento acuto)
5) Non scrivere pretendendo una risposta.

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Gli allenamenti

Riceviamo troppe mail come questa:
Ti scrivo perché vorrei per quest'anno pormi l'obiettivo di correre Venezia sotto le 3.30.
Lo scorso anno ho corso Venezia in 4.10 con tremendi dolori addominali causati probabilmente da una cattiva alimentazione. Dopo 40 giorni, ho corso Reggio E. e le cose sono migliorate, ho chiuso in 3.44 con ottime sensazioni post-gara.
Purtroppo sto passando un periodo atletico tremendo, non riesco a tenere i miei soliti ritmi di corsa, mi sento pesante e "intero", ho più di 30 settimane davanti per recuperare e prepararmi nel modo adeguato, ma volevo sapere come poter recuperare la forma nel migliore dei modi e se secondo te ho le possibilità per raggiungere i 3.30.


I difetti di questa mail.
a) Porsi un obbiettivo cronometrico è sensato se il miglioramento è piccolo. Miglioramenti di 10-15' in maratona indicano l'adeguarsi a un sogno (non ditemi che la vita senza i sogni sarebbe pessima perché vi invio subito alla sezione psicologica del sito, articolo sui romantici) piuttosto che alla realtà. Un professionista pensa di battere il record mondiale di 1 secondo ed è felice. Curioso che gli amatori vadano a badilate di mezz'ora per volta. Ognuno di noi ha dei limiti fissati dalla genetica, dalla psicologia e dall'allenamento svolto. Come è possibile rispondere a domande del tipo "ce la farò a correre in 3h30'?" quando il record è di un quarto d'ora superiore? Non è scientifico.
b) La corsa è vista come realizzazione esistenziale e non come strumento per la salute; la prestazione viene prima del benessere. Cosa cambia nella vita di una persona se si salta una gara, se non si scende sotto alle 3 ore in maratona? L'importante è praticare sport per stare bene.
c) Si può dare un consiglio sull'allenamento da seguire solo se si conosce l'atleta in dettaglio: età, sesso, peso, altezza, record e carriera atletica, valore attuale, allenamenti svolti nella settimana, condizioni extrasportive che possono nuocere all'allenamento, integrità fisica (infortuni), psicologia ecc. Come vedete ci vorrebbe una mail non di poche righe, ma di qualche pagina, impossibile da leggere e da analizzare, vista la mole di posta che riceviamo. Come si può dare consigli azzeccati con poche informazioni? L'analogo è scrivere per Internet a un medico: "quest'anno sono sempre stato bene, oggi ho un po' di tosse, che malattia ho?". Se volete consigli personalizzati rivolgetevi alla sezione Allenati con noi.

Un altro esempio.
Salve,volevo una consulenza. Al termine della mia seconda mezza maratona, mi sono accorto che pur migliorando il mio tempo ero arrivato nella fascia finale della classifica. Premetto ho 37 anni peso85 kg e mi alleno 4 giorni alla settimana, il mio tempo gara e' 1,51 sui 21 km, cosa posso fare per migliorare?

Ti rispondo sinceramente: studiare la corsa, leggendo gli articoli del sito e i nostri libri.
Per esempio non ci dici la tua altezza: se per esempio sei alto 180 cm, potresti arrivare a pesare 72 kg (atleticamente valido per la corsa di resistenza, non stupirti, leggi la sezione Alimentazione) per cui ora avresti 13 kg di troppo che sulla mezza (altro dato che trovi nella sezione Sport) contano per circa 12 minuti.
Credimi, senza una coscienza sportiva, qualunque consiglio è inutile perché le possibilità di commettere errori quando si è soli, senza consigli, è enorme.

Gli infortuni

Ho dedicato molto tempo nel sito e nei miei libri (L'infortunio nella corsa) all'argomento infortuni. Nonostante questo sforzo, mi arrivano molte mail di atleti infortunati che "chiedono consiglio". Solo una piccola percentuale di tali richieste è sensata.
Analizzando gli errori sportivi di chi ci ha scritto, possiamo dire che almeno l'80% delle mail ricade in questi tre casi:
1) non c'è cultura sportiva. Si dovrebbero leggere (e meditare con cura)  la dozzina di articoli della sezione Medicina Sportiva, sottosezione Infortunio. Chiedere senza studiare è contrario alla nostra filosofia di vita.
2) C'è la pretesa di andare contro il proprio fisico, di chiedergli troppo.
3) Non si riesce a individuare il terapeuta giusto. Su quest'ultimo punto siamo sempre stati restii a dare informazioni su medici che non conosciamo direttamente; possiamo solo fornire le indicazioni su quelli che ci seguono, il Prof. Benazzo (visita a Pavia, tel. 0382-302996, tempo d'attesa:  4 settimane circa) e il dott. Migliorini (visita a Milano e a Cameri (NO), tel. 0321-517042, tempo d'attesa: 1 settimana circa). Per le altre zone d'Italia vi consigliamo di chiedere agli atleti delle società sportive della vostra zona.
Il problema della diagnosi - Premesso che comunque via Internet non è serio né possibile fare una diagnosi, anche il semplice consiglio si rivela spesso un lavoro improbo. Per poter essere significativi occorrerebbe conoscere ogni storia e la vita sportiva attuale del runner (dati anagrafici, allenamenti, gare, stile di vita ecc.). Ecco un paio di mail che dimostrano quanto appena detto.

Sono un ragazzo di 31 anni, circa 6 mesi fa ho avuto un problema al ginocchio mentre mi allenavo o più probabilmente mi sovrallenavo per una 10 Km, ho cominciato ad avvertire un dolore esterno al ginocchio sinistro... mi sono fermato per un paio di settimane poi ho ricominciato ma si è ripresentato... ho atteso ancora un paio di settimane e devo dire che il dolore è scomparso. Comunque sono andato da un ortopedico che mi ha visitato senza riscontrare nulla di anomalo.... la cosa che però è rimasta è una sensazione di rigidità e instabilità rispetto al ginocchio destro quando supero i 30 minuti di corsa oppure quando sono a riposo... inoltre la cosa strana è che il ginocchio lo sento meglio dopo aver corso meno di 30 minuti mentre sembra più intorpidito nei giorni in cui non corro o non faccio sport.... è possibile avere un consiglio? Grazie,

Se fossimo in grado di dare un consiglio sensato con POCHISSIMI dati (senza cioè conoscere la tua situazione come per esempio l'ha conosciuta l'ortopedico dopo una visita) vinceremmo il premio Nobel per la medicina. Fastidi come il tuo possono rimanere per anni, andar via dopo poche settimane oppure ripresentarsi magari dopo mesi con un infortunio più serio. Dare consigli senza conoscere i dettagli di un problema vuol dire spesso darli sbagliati per la fattispecie in questione. D'altro canto, per mail è impossibile avere tutti i dettagli necessari perché ciò comporterebbe un dispendio di tempo incredibile.

Spett.le dott. Albanesi
Le volevo porre una domanda in seguito a una lettura presente sul vostro sito.
Ho ripreso da poco l'attività di corsa, e, per farla breve, dopo circa una mezz'ora di corsa appare un fastidioso dolore al tendine d'Achille destro, situato verso la zona interna più che altro, il quale mi accompagna fino a fine sessione di corsa e anche per il giorno dopo, ricomparendo puntualmente alla successiva uscita.
Leggendo il vostro articolo sulla iperpronazione, mi sono accorto che la scarpa sinistra che uso per correre (ma in modo molto più accentuato le altre normali che utilizzo quotidianamente) mostra le caratteristiche della iperpronazione, con forte piegamento verso l'interno e consumo di suola in quella zona. Però il dolore che ho è al tendine destro...
Perciò sono un po' confuso, nel senso che se questa potesse centrare con il mio problema, potrei parlare di ipersupinazione destra, dato che si manifesta il tendine d'Achille dolente indicato nelle possibili patologie da ipersupinazione; ma osservando la forma della scarpa sinistra e dato che penso il tendine d'Achille possa dipendere da sovraccarico sul piede destro o da troppe altre ipotesi nella corsa, si direbbe che è assolutamente caso di iperpronazione sinistra.
Potrebbe essere una gamba più lunga dell'altra, in questo caso penso la sinistra?
Oppure può esistere un problema di questo tipo (iperpronazione o supinazione) solo a uno dei due piedi?
Non mi aspetto una diagnosi miracolosa con così poche informazioni, ma sono certo che, avendo voi una enorme esperienza nel settore, potreste sicuramente indicarmi un arco di possibilità, in cui ricade il mio problema, maggiormente realistiche.


Il vero problema è che l'arco delle possibilità può essere molto ampio. Per esaurirle, dovremmo sapere molte più cose sul tuo conto.
Il tuo caso è proprio uno di quelli che dimostrano che non è possibile dare consigli sensati con brevi mail (d'altro canto non possiamo leggere mail lunghe alla Guerra e Pace perché il sito non andrebbe avanti!). Mi spiego meglio:
> Ho ripreso da poco l'attività di corsa
Cosa significa? Sei un principiante o un runner che aveva temporaneamente sospeso l'attività? Nel primo caso il dolore può essere semplicemente il classico dolore del principiante, "da adattamento". L'importante è che non peggiori nel tempo. Nel secondo caso non dici che tipo di ripresa hai usato. Se la ripresa è troppo brusca i problemi sono ovvi. Un professionista che ha un infortunio serio e sta fermo 3-4 mesi, riprende con il programma per principianti.
> mi sono accorto che la scarpa sinistra che uso per correre...
Non dici quanti km hai fatto con quella scarpa. Molti runner usano scarpe scariche. Il fatto che siano consumate, visto che oggi i materiali sono molto resistenti, probabilmente vuol dire che le hai usate sopra la loro soglia (600-800 km al massimo).
Non dici che scarpa è. Stabile, massimo ammortizzamento, superleggera?
> Potrebbe essere una gamba più lunga dell'altra
Non ha senso prima accertarlo e verificarne l'entità? Il problema della dismetria non è rilevante a meno che non si superino certi livelli.
Insomma ti sei buttato su una spiegazione senza fare un'indagine critica di tutte le altre possibilità. Per questo ti consiglio di leggere e di meditare molto bene sulla dozzina di articoli della sezione Medicina Sportiva/Infortunio.