Dimagrisci e rinasci: il metodo Albanesi
Il test del moribondo
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test del moribondoMolti sono coloro che praticano regolarmente un'attività fisica. Grazie allo sport siamo in grado di migliorare il controllo del nostro corpo e la forza di volontà. Poiché ogni sport richiede fatica, per superarla impariamo a comandare la nostra psiche e, indirettamente, diventiamo più forti non solo fisicamente, ma anche psichicamente. D'altra parte è innegabile che chi fa sport è più attivo, dinamico e ha una visione in genere più positiva della vita. Chi non ha un corpo preparato vive la propria vita come un vecchio. Certo può essere una scelta, ma se si stanca facilmente dovrà rinunciare a tante cose e la sua giornata si accorcerà e perderà molte opportunità. Per fare le cose che si amano occorre investire energie e se il corpo non ci supporta non riusciremo ad amarle abbastanza.
Un celebre studio dell'Università di Harvard su 17.000 allievi seguiti dal 1916 al 1950 ha mostrato come la curva di rischio cardiovascolare diminuisca all'aumentare dell'esercizio fisico praticato fino ad avere un minimo con 6-8 ore settimanali; all'aumentare dell'attività fisica il rischio di morte torna leggermente a salire. Molto probabilmente chi va in palestra un paio di volte alla settimana (magari solo per permettersi qualche brioche in più) incomincerà ad avere dei dubbi sulla reale efficacia del suo modo di fare sport.

Il test del moribondo

Questa è la dizione originaria (2002) e l'ho conservata nel sito; quando invece parlo con addetti ai lavori lo chiamo Hard People Test (il concetto di hard è venuto dopo...).
Per poter definire un test che sia valido per tutti occorre considerare il sesso e l'età. Moltissimi test della fisiologia sportiva sono troppo "difficili" per poter essere rivolti anche al sedentario. Dall'esperienza acquisita ho scoperto che un banalissimo test distrugge le illusioni di efficienza fisica di moltissimi sedentari, senza che possano appellarsi all'età o al sesso. Infatti viene facilmente superato sia da donne sia da anziani purché in buona forma. L'ho chiamato test del moribondo.
Il nome del test deriva dal fatto che chi non lo supera ha già un piede e mezzo nella fossa e sarebbe opportuno che corresse ai ripari.

Provate a percorrere dieci chilometri (eventualmente usando tratti di cammino, se non riuscite a correre per tutta la distanza). Se ci impiegate più di un'ora avete fallito il test.

Molti giovani ci riusciranno anche senza allenamento, ma la percentuale diminuirà drasticamente con l'età; probabilmente molti sedentari allo scadere dell'ora avranno di poco superato la metà. Visto che un atleta a cinquant'anni per percorrere dieci chilometri impiega solo qualche minuto in più di quando era nel fiore dell'età, vuol dire che mediamente ci si lascia andare molto più del dovuto: invece di non fare nulla e correre metaforicamente verso la fine, fate qualcosa e correte verso la vita!
NOTA - Alcuni sportivi di altre discipline ritengono che il test possa essere troppo critico. Nuotare per più chilometri o percorrere decine di km in bici può non essere significativo, se lo sforzo è tipico del low training, cioè se è comunque a bassa intensità. Il test del moribondo vuole proprio evidenziare l'incapacità del fisico del soggetto a gestire sforzi di una certa intensità. Infatti nel nuoto l'acquaticità può favorire molto e si possono percorrere lunghe distanze semplicemente grazie alla "tecnica"; nel ciclismo, il sostegno nel mezzo può essere comunque determinante. Va comunque da sé che un buon nuotatore o un buon ciclista (cioè soggetti con buone prestazioni agonistiche) non hanno difficoltà a superare il test nella sua forma originaria.

COMMENTI E MAIL

Vivo nell'acqua, moribondo sull'asfalto 
 
nuotareHo aggiunto una nota alla fine del test del moribondo dove spiego perché non sia possibile implementare un test dello stesso tipo per il nuoto o per il ciclismo. Nonostante la precisazione, in un lungo scambio di mail, Maurizio ha cercato di spiegarmi perché lui, abile nuotatore, ma incapace di superare il test, non si consideri "moribondo". Riporto solo i passi più importanti.
 
Ai massimi livelli il rapporto di distanza percorsa tra un corridore e un nuotatore nello stesso spazio temporale è di 4,3:1, quindi se parliamo di km orari possiamo dire che laddove il corridore percorre 4,3 km il nuotatore ne percorre 1. Parlando di massimi livelli va da sé che ogni considerazione sulla tecnica viene azzerata, in entrambi i casi i soggetti necessitano di una tecnica che rasenta la perfezione. Tornando al mio caso, poiché nuoto per un'ora alla velocità di 3,7 km/h, posso affermare che la mia, per quanto modesta prestazione (non faccio competizioni) equivale a quella di un altrettanto modesto corridore da 15,9 km/h ma è ben al di sopra dei 10 km/h che il moribondo non raggiunge. Per concludere, basandomi sullo stesso parametro ritengo che se ci sono non moribondi da 10 km/h, ne esistono altri da 2,3 km percorsi in acqua.
 
L'analisi di Maurizio ha un grave errore di fondo. Infatti la frase "va da sé che ogni considerazione sulla tecnica viene azzerata" non è vera.
La tecnica nel nuoto è tutto, tant'è che molte persone non sanno nuotare. Nella corsa incide marginalmente. Gli studi dimostrano che anche migliorando l'efficienza di un runner da 1,2 (corre malissimo, pessima efficienza) a 0,8 (corre benissimo) il tempo sui 10000 m migliorerebbe di 1'12", percentualmente un'inezia. Infatti noi, quando parliamo del test del moribondo, non ci riferiamo a valori mondiali, ma parliamo di gente comunissima per la quale un minuto in più o in meno poco conta. Nella corsa nessuno può usare la tecnica per superare il test del moribondo, "barando" (cioè senza efficienza fisica); nel nuoto invece accade proprio questo. Per esempio una persona in forte sovrappeso, sfruttando la sua acquaticità, può comunque ottenere risultati interessanti. Riflettendo sull'esempio di Maurizio (sono dati approssimativi, tanto per fissare le idee): runner da 15,9 km (non ce ne sono molti fra gli amatori): Fisico 15 km + Tecnica 0,9 km; nuotatore da 3,7 km che non passa il moribondo: Fisico 2 km + Tecnica 1,7 km.
 
Ok, provo un altro punto di vista. Personalmente mi alleno 3 volte a settimana per circa un'ora (faccio pallanuoto a livello amatoriale) ed è improbabile che io possa aumentare apprezzabilmente la mia velocità, quando qualche anno fa per caso mi sono cimentato in gare di mezzo fondo del campionato italiano dilettantistico su circa 100 partecipanti il 60/70% mi stava dietro... tutta gente che bene o male si allenava dalle due alle quattro volte a settimana (è improbabile pensare di fare una gara di qualche km in acqua senza allenamento), non credo che si trattasse di una selezione di moribondi.  Nella corsa il motivo per cui non passo il test è semplicissimo: non mi alleno per la corsa (non l'ho mai fatto in vita mia). Quindi alla fine dei conti, sopratutto dai 40 anni in su, non ci sono test che tengono senza allenamento. È per questo che proponevo delle soglie prestazionali "minime" anche per nuoto e bici.
 
Logicamente il discorso non regge. Se tu batti A e A non è un moribondo concludi che tu non sei un moribondo. Ma questa conclusione è possibile perché dai già per scontato (e così facendo non lo dimostri!) che il nuoto serva per dimostrare che una persona non è moribonda. Sostituisci nuoto con "poker" e vedrai che il tuo ragionamento fila lo stesso.
Usando il tuo stesso ragionamento posso dirti: tu che sei moribondo (non superi il test) batti A che non è moribondo, ergo il nuoto non serve per dimostrare l'efficienza fisica.
Quello che ti sfugge è che noi vogliamo utilizzare un test che dia l'efficienza salutistica del soggetto, non tanto una sua certa competitività in questo o quello sport. Se c'è efficienza salutistica si modificano certi parametri:
(1) cresce il colesterolo HDL, aumenta la dimensione dei globuli rossi (MCV), diminuisce la pressione arteriosa, diminuisce la glicemia ecc.
>non mi alleno per la corsa (non l'ho mai fatto in vita mia)...
Per superare il test del moribondo basta un allenamento minimo (un paio di mesi 3 volte alla settimana se il soggetto non è in sovrappeso, punto fondamentale!!!) che è anche quello che alza l'efficienza salutistica del soggetto. Se una persona fa sollevamento pesi e ha un fisico "bestiale" può farmi le tue stesse obiezioni, ma dal punto di vista salutistico il suo fare sport non serve a nulla perché non è verificata la (1).
>Quindi alla fine dei conti, sopratutto dai 40 anni in su, non ci sono test che tengono senza allenamento.
Non si parla di allenamento alla corsa, ma di allenamento aerobico in generale, quello che modifica i parametri secondo (1). La corsa non è che un mezzo. Ce ne sono anche altri (ciclismo, sci di fondo ecc.). Fatto un allenamento aerobico qualsiasi, il test lo superi.
 
Test del moribondo superato!
 
Ebbene sì … Test del Moribondo superato! Lo considero un primo risultato perché all'inizio non credevo propriamente in due fattori: che fosse così duro da raggiungere, che ce l'avrei fatta.
Vi scrivo questa mia esperienza, perché spero di essere di stimolo ad altri, senza presunzioni di voler arrivare chissà dove, se non di continuare a trovare divertimento e piacere nella corsa.
Premetto di essere sicuramente "fortunato": ho 49 anni, non avevo mai corso, ma vengo da un passato di dilettante pallavolista in età giovanile e di allenatore di pallavolo (diciamo di medio livello) fino ai 40 anni; dopodiché definirmi "sedentario" lo considero un complimento. A settembre 2004 pesavo 74 Kg su una altezza di 180 cm e mi sentivo "arrabbiato" con me stesso perché non accettavo di vivere senza praticare "del movimento" e abbandonare la pallavolo, costretto dal lavoro e da situazioni certamente discutibili; non riuscivo proprio a digerirlo. Ho iniziato con corsi di nuoto, mi piaceva molto, ma qui qualche problema respiratorio legato ad allergie di tipo asmatico mi ha bloccato; odio la bicicletta perché non capisco perché "dovermi portare dietro quel peso", anche se ammiro molto chi la pratica; amo lo sci di fondo e lo pratico ... d'inverno. Negli anni ho spesso pensato alla corsa, mi ha sempre affascinato l'atletica in generale, ma mi è sempre mancato lo stimolo e forse il metodo. A settembre mi sono per caso imbattuto in un libro Correre per Vivere meglio presso la biblioteca vicino a casa mia ... ed ho iniziato con i 10 livelli: i "gialli" abbastanza facili, i "rossi" mi sembravano invalicabili, ai primi "neri", 25' consecutivi, mi chiedevo: "come riuscirò mai a raggiungere un'ora di corsa?".
E ho continuato con una media di 4-5 allenamenti settimanali. Sull'alimentazione sono stato abbastanza rigoroso, ... tanto che oggi a distanza di 6 mesi (settembre – febbraio) il mio peso si è ridotto a 65 Kg (e ho perso massa grassa: "la pancetta"), si è stabilizzato, e soprattutto "mi sento bene". Domenica scorsa ho corso 10 Km su strada in 58' a una velocità che sicuramente non mi soddisfa ancora e che potrò sicuramente migliorare; per me questo risultato ha oggi un significato particolare: "correre mi piace sempre più" e spero di farlo ancora a lungo, se sarò soprattutto attento a eventuali problemi "fisici" e senza pormi particolari obiettivi di distanze per ora non alla mia portata. Grazie Lorenzo.