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La teoria del Gioco della vita
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Il Gioco della vita si basa sulla definizione delle personalità del Well-being. In genere ognuno di noi ha una personalità dominante (in realtà il soggetto è una somma pesata delle varie personalità) e scopo del gioco è rivelarla. La personalità dominante è fondamentale nel condizionare la nostra vita e conoscerne i limiti vuol dire predisporsi a migliorare.
È dunque chiara l'esortazione a non barare che trovate nella pagina del gioco: l'obbiettivo del gioco non è di vincere qualcosa arrivando in fondo, quanto quello di capire meglio la propria personalità. Se si bara, si perde ogni scientificità.

Le domande più comuni

il gioco della vitaQual è la differenza con i test dei giornali femminili?
La stessa che passa fra un modello alimentare serio e l'ennesima dieta in una paginetta del giornale considerato: il tempo speso per studiare, sintetizzare, elaborare. I test dei giornali femminili sarebbero serissimi se solo fossero stilati con maggiore complessità e senza la paura di perdere audience (le risposte sono sempre "addolcite", a differenza di quelle del gioco della vita); nel gioco della vita si deve rispondere a 200 domande, non a dieci. Del resto anche psicologi e psichiatri ufficiali sono in grado (o pensano di esserlo) di delineare la personalità di un soggetto dopo un colloquio di un'oretta e per rispondere a tutti i livelli del gioco della vita ci vuole molto più di un'ora. Si pensi alla prova di Rorschach. Il soggetto deve fornire un'interpretazione a dieci macchie di inchiostro: nonostante la sua semplicità è una tecnica psicodiagnostica con dignità scientifica perché in essa sono stati convogliati anni di ricerche e di studi.
 
Perché si usa l'espressione personalità critiche?
Se si ha una personalità critica, la propria visione del mondo ci espone ai tanti problemi della vita: se si è fortunati sono piccoli problemi, se si è sfortunati sono disastrosi. La "brutalità" del termine è voluta. È qualcosa che resta dentro comunque. Se una persona è ritenuta "critica" nella personalità dei violenti, forse la prossima volta eviterà di dare un inutile scapaccione al figlio. Se una persona è ritenuta "critica" nella personalità dei romantici, forse la prossima volta eviterà di impelagarsi in una relazione tormentata, tipica di un feuilleton ottocentesco. Se una persona è ritenuta "critica" nella personalità degli irrazionali, forse, prima di farsi fregare dai tanti truffatori che ci sono in giro, ci penserà su due volte.
 
Che cosa provoca il superamento della soglia di pericolo a un determinato livello?
A un determinato livello ognuna delle possibili risposte ha un peso diverso e per essere giudicati "critici" occorre un punteggio così alto che devono essere considerate decisamente negative almeno cinque risposte. Questo è un "plus" del gioco. Se uno è giudicato un romantico è molto difficile che non lo sia.
 
Che riscontri ha con una normale valutazione psicologica?
Abbiamo sperimentato il test con circa 400 soggetti, esaminati prima con un colloquio che tendeva a classificarli in una delle personalità proposte. Il margine di errore del gioco (errore relativamente al colloquio, ma chi può dire con certezza che il colloquio fosse più preciso del test?) è stato inferiore al 4%.

Perché alcune domande sono ripetute all'interno del gioco?
Per verificare il livello di affidabilità di chi gioca (se le risposte sono completamente diverse, si può supporre che il giocatore risponda a caso) e il suo grado di coerenza (se le risposte sono leggermente diverse).

Le statistiche del Gioco della vita a un anno dal via della seconda versione (da leggere solo dopoa ver finito il Gioco!). 

IL COMMENTO

Il Gioco della vita
 
la volpe e l'uvaSara ci ha scritto una garbatissima missiva che ci dà lo spunto per scrivere una risposta standard che serva a tutti coloro che contestano senza costrutto il "Gioco della vita":
 
Caro Sig. Albanesi,
Non so se è questo l'indirizzo giusto per dirLe che il Suo test è una vera e propria ca…ata1.
Si trovi qlc2 di meglio da fare! Buona giornata. Sara.

 
Cara Sara, scommetto che non hai superato il gioco in una delle prime fasi. Se nella vita non hai problemi e tutto scorre sempre liscio (sì, si può non avere problemi), allora non hai bisogno del Gioco della vita; se invece hai i problemi di tutti, ogni tanto insoddisfazione, stanchezza, sentimenti negativi, insuccessi, ansia, depressione ecc. allora, dammi retta, la tua mail non vale un fico secco e faresti meglio, anziché insultare, a chiederti come mai ci sono persone che vivono senza nessun piccolo (o grande) problema quotidiano. Chiederselo è il primo passo per spazzarli via dalla propria vita.
 
Note della redazione:
(1) ca...ata: elegante e raffinata abbreviazione che sostituisce il termine, invero più volgare, "cazzata".
(2) qlc: tipica contrazione usata nelle chat o negli sms in sostituzione di diversi termini: qualcosa, qualcuno, qualche ecc. ecc.
 
Una volpe affamata vide dei grappoli d’uva che pendevano da un pergolato, e tentò di afferrarli. Ma non ci riuscì. "Robaccia acerba!" disse allora tra sé e sé; e se ne andò. Così, anche fra gli uomini, c’è chi, non riuscendo per incapacità a raggiungere il suo intento, ne dà la colpa alle circostanze.
(Esopo, XXXII; Fedro, IV, 3.).

Non sbilanciamoci!

Salve, come suggerito nell'introduzione al Gioco della vita, vi indico alcune risposte che avrei voluto dare, ma che non erano disponibili:
34: Qual è il compito degli organi religiosi?
Fungere da guida e supporto per gli aderenti a una data religione
35: Chi in una barzelletta deride Dio:
(in presenza di un credente) dimostra scarso rispetto per chi crede
97: Nella vita hai delle "certezze"?
Su che cosa? (Domanda troppo vaga)


Le risposte da te proposte sono ragionevoli, ma non sono nello spirito del gioco e tendono ad "aggirare" una presa di posizione.
Fungere da guida e supporto per gli aderenti a una data religione è equivalente a Indicare le leggi per non offendere Dio.
Il tuo è un modo più esteso per indicare lo stesso concetto, ma è anche meno coinvolgente. Con la tua risposa diventano compatibili religioni differenti, cosa che razionalmente non è possibile.
La risposta (in presenza di un credente) dimostra scarso rispetto per chi crede esprime un fatto che è secondario. Si tratta invece di capire se aderisci o meno alla 4: Non commette reato, è un suo diritto. Scarso rispetto è un modo di non prendere posizione. Che si fa? Lo si punisce oppure vale la 4?
Certezze su che cosa? (Domanda troppo vaga). La vaghezza è voluta. Che bisogno c'è di specificare il campo d'applicazione? Se se ne hanno, si risponde .
Nota come le tre risposte proposte siano sempre un tentativo di prendere una posizione più soft o di non sbilanciarsi.