Come giudichiamo i prodotti
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Questa legenda viene utilizzata per valutare i prodotti
recensiti nel
Club della dieta italiana. Da leggere attentamente il contributo
sugli
additivi.




)
– Prodotti con un altissimo profilo alimentare
OTTIMI (


)
– Prodotti con un eccellente profilo alimentare, possono essere
soggettivamente preferiti a quelli della prima categoria per motivi
organolettici o economici.
Le prime due categorie indicano i prodotti VIP del mercato.
BUONI (

)
– Sono da considerarsi normali, compatibili con una sana alimentazione.
INSUFFICIENTI (
)
– Sono criticabili dal punto di vista nutrizionale; ammissibili
nell'alimentazione solo in mancanza di alternative e se giustificati da
condizioni di alta appetibilità o di alta sazietà.
DA EVITARE (
)
– Il nome della categoria dice già tutto.
I criteri - Per ogni categoria vengono forniti dei criteri che tolgono (difetti) o aggiungono (pregi) stelle a partire dalle cinque di partenza. Quindi per esempio il superamento di certi livelli calorici può togliere 2 stelle e, se il prodotto non ha altri difetti, viene valutato a (5-3) due stelle.
Lo scopo - È quello di aiutare la coscienza alimentare di chi ci segue. I criteri sono chiari ed evitano di dare indicazioni troppo precise su questo o quel prodotto (vengono sempre citati i prodotti VIP, vi preghiamo di segnalarcene altri…) perché l'obbiettivo è di far sì che i nostri amici sappiano da sé, in base ai nostri criteri, selezionare prodotti almeno a tre stelle (buoni) su cui basare la propria alimentazione.
Assenza delle indicazioni nutrizionali - Ovviamente per poter valutare un prodotto devono essere elencati gli ingredienti e gli additivi utilizzati. Spesso però vige la cattiva abitudine di non indicare nulla né sul contenuto calorico né sulla composizione dei macronutrienti.
Per la dieta italiana occorre distinguere tre condizioni:
Additivi
Amidi modificati
Dolcificanti
Gli oli e i grassi chiaramente specificati sono considerati di prima scelta se non sono sottoposti a procedimenti chimici (come la raffinazione); sono cioè prodotti veramente genuini e si devono considerate tali per esempio l'olio d'oliva extravergine, il burro, lo strutto ecc.
Un prodotto che usa oli di seconda scelta (oli raffinati) può essere accettabile, ma non può essere considerato fra le categorie superiori, in genere al massimo può ambire a tre stelle.
Valutazione dei prodotti
ECCELLENTI (OTTIMI (
Le prime due categorie indicano i prodotti VIP del mercato.
BUONI (
INSUFFICIENTI (
DA EVITARE (
I criteri - Per ogni categoria vengono forniti dei criteri che tolgono (difetti) o aggiungono (pregi) stelle a partire dalle cinque di partenza. Quindi per esempio il superamento di certi livelli calorici può togliere 2 stelle e, se il prodotto non ha altri difetti, viene valutato a (5-3) due stelle.
Lo scopo - È quello di aiutare la coscienza alimentare di chi ci segue. I criteri sono chiari ed evitano di dare indicazioni troppo precise su questo o quel prodotto (vengono sempre citati i prodotti VIP, vi preghiamo di segnalarcene altri…) perché l'obbiettivo è di far sì che i nostri amici sappiano da sé, in base ai nostri criteri, selezionare prodotti almeno a tre stelle (buoni) su cui basare la propria alimentazione.
Assenza delle indicazioni nutrizionali - Ovviamente per poter valutare un prodotto devono essere elencati gli ingredienti e gli additivi utilizzati. Spesso però vige la cattiva abitudine di non indicare nulla né sul contenuto calorico né sulla composizione dei macronutrienti.
Per la dieta italiana occorre distinguere tre condizioni:
- il prodotto è un cibo stabile dal punto di vista nutrizionale: un biscotto realisticamente può variare le proprie calorie da 400 a 500 e nella stragrande maggioranza dei casi da 420 a 460 (se non prevalgono ingredienti grassi come il burro); tali prodotti possono avere comunque un'ottima valutazione, riferendosi alle caratteristiche generali della categoria cui appartengono.
- il prodotto è un cibo molto variabile: esempi classici sono le marmellate o i surgelati, dove in assenza di informazioni precise l'errore può essere anche del 100%; in tal caso i prodotti vengono classificati nelle categorie inferiori, se non altro perché il produttore non supporta la coscienza alimentare di chi vuol sapere cosa mangia.
- il prodotto appartiene a una categoria molto variabile, ma a una sottocategoria stabile. L'esempio classico è quello dei formaggi, di per sé estremamente variabili. Se però consideriamo le mozzarelle possiamo ragionare in termini sufficientemente ristretti sulla sottocategoria "mozzarelle"; se invece consideriamo un formaggio che non appartiene chiaramente a una delle sottocategorie più note, l'assenza di indicazioni precise ci mette in difficoltà. Di volta in volta l'assenza di indicazioni nutrizionali può essere penalizzante o meno.
Additivi
Amidi modificati
Dolcificanti
Gli oli e i grassi chiaramente specificati sono considerati di prima scelta se non sono sottoposti a procedimenti chimici (come la raffinazione); sono cioè prodotti veramente genuini e si devono considerate tali per esempio l'olio d'oliva extravergine, il burro, lo strutto ecc.
Un prodotto che usa oli di seconda scelta (oli raffinati) può essere accettabile, ma non può essere considerato fra le categorie superiori, in genere al massimo può ambire a tre stelle.
