Regala (o regalati) il nostro testo con le recensioni dei prodotti alimentari
Le pizze surgelate
Copyright by THEA 2005-2006
Informazioni generali
Legenda

pizza surgelataLa pizza è conosciuta nel mondo come uno dei piatti tipici italiani, anche se chi ha provato a mangiarla all'estero è rimasto sicuramente il più delle volte deluso. Il mercato delle pizze pronte surgelate è in continuo sviluppo e ormai propone quasi tutte le varianti classiche (verdure, prosciutto, ai quattro formaggi, capricciosa, con salame). Alcuni che amano dichiararsi amanti della pizza "verace" inorridiscono di fronte alla versione surgelata e consumano esclusivamente la pizza nei locali, possibilmente con forno a legna. Tuttavia si dovrebbe riflettere su come spesso tali preparazioni non siano affatto migliori dei prodotti pronti surgelati, in quanto difficilmente si può avere un controllo sugli ingredienti usati dal pizzaiolo (sono pochi quelli che espongono o dichiarano gli ingredienti e la loro provenienza); spesso tali ingredienti sono di scarsa qualità, come per esempio la "mozzarella". Sono pochissime le pizzerie che specificano chiaramente almeno:
a) il tipo e le caratteristiche del formaggio usato
b) il tipo di olio usato
c) la temperatura di cottura della pizza: cuocere un alimento a 400 °C non è poi il massimo. Nessuna pizza industriale risulta "bruciacchiata". 
Inoltre i prodotti surgelati hanno alcune caratteristiche positive, anche a scapito della qualità non ottimale, se confrontate con le migliori preparazioni artigianali.
Trasparenza su ingredienti e valori nutrizionali - Garantiscono l'elenco completo degli ingredienti e, in quasi tutte le pizze analizzate, anche l'apporto calorico.
Porzioni limitate - Considerando che il peso delle pizze surgelate è spesso inferiore a quello delle pizze consumate in pizzeria o al ristorante, la scelta del prodotto surgelato con ingredienti dichiarati e genuini può essere una valida alternativa per tenere sotto controllo le calorie pur permettendosi una pizza casalinga.  
Ovviamente ci sono anche i contro dell'industriale. Se è possibile trovare pizzerie che sfornano pizze eccellenti, nell'industriale la qualità non arriva mai al massimo perché si è troppo condizionati dalla mentalità di usare surrogati dei veri ingredienti della pizza, ovviamente per motivi economici.  
Per scegliere una buona pizza surgelata, si deve partire dalla genuinità degli ingredienti con assenza di additivi nocivi o sospetti (glutammato), margarina e grassi vegetali idrogenati; oli e grassi vegetali generici sono penalizzanti. Anche l'impiego di oli raffinati (olio di girasole o olio d'oliva raffinato) è penalizzante perché una vera pizza deve essere confezionata con olio extravergine d'oliva. Anche la sostituzione della mozzarella con altri formaggi è considerata penalizzante.
Come secondo parametro si deve considerare l'apporto calorico (inferiore a 240 kcal/100 g, considerando che la pezzatura minima è di circa 300 g, per un apporto totale attorno alle 600-700 kcal minimo).
Sulle modalità di preparazione è poi necessario seguire scrupolosamente le istruzioni e impiegare il forno tradizionale o il microonde alla corretta temperatura e potenza, tarando opportunamente i tempi di cottura e il contenitore utilizzato.

La classificazione della dieta italiana

Partendo dalle 5 stelle si trova la valutazione del prodotto.
 
Fattori che abbassano la valutazione
Calorie superiori a 240 kcal/100 g.
Assenza dell'etichetta nutrizionale.
Con oli dichiarati ma di seconda scelta.
Impiego di oli vegetali generici.
Aromi (non naturali).
Impiego di ingredienti e additivi da evitare (come grassi idrogenati, margarina, glutammato).

Il mercato

Rischio salutistico della categoria: medio.
Ultimamente il panorama delle pizze surgelate è migliorato leggermente dal punto di vista della qualità, in quanto si comincia ad apprezzare lo sforzo di alcune case di sostituire gli oli vegetali generici con grassi di qualità più elevata, anche se l'uso esclusivo di olio di oliva è ancora una rarità. In alcune proposte, accanto all'olio di oliva, viene impiegato infatti anche olio di girasole; in molti casi tuttavia permane la scelta di associare l'olio di oliva a oli vegetali non specificati. Di difficile interpretazione risultano invece i casi in cui scompare la dicitura "olio di oliva raffinato", sostituita semplicemente da "olio di oliva". In generale, quasi tutte le aziende hanno fatto la discutibile scelta di impiegare oli diversi dall'olio extravergine d'oliva, penalizzando prodotti che meriterebbero di più e che invece devono essere classificati nella classe media a tre stelle. Prestare attenzione alle dicitura "con olio extravergine d'oliva", quando poi di extravergine ce n'è pochissimo (per esempio 1-2%), in netta minoranza rispetto a olio d'oliva (non extravergine), olio di girasole od altri oli.
Alcune case, a dispetto delle dichiarazioni di genuinità, usano, purtroppo, glutammato (usare un esaltatore di sapidità per un prodotto che vuole essere genuino è quanto mai contraddittorio), altre sostituiscono la mozzarella con altri tipi di formaggio. Si trovano poi aziende che accanto a prodotti di qualità media (positiva ipocaloricità e sostituzione degli oli generici con un mix di olio di oliva e olio di girasole) propongono anche offerte di bassa qualità (utilizzano grassi vegetali idrogenati). Fin qui l'analisi di case "blasonate"; purtroppo anche le case minori non brillano per qualità: troviamo infatti alcuni prodotti che impiegano oltre alla mozzarella (in percentuale variabile a seconda dei gusti, attorno al 10%) anche una parte (circa 5%) di formaggio Edamer, olio vegetale non meglio identificato assieme a olio di oliva e non forniscono l'etichetta nutrizionale; altri impiegano oli vegetali, accanto a una minuscola quantità di olio di oliva (inferiore all'1%!).
Tra le tante proposte analizzate, solamente una di queste emerge nettamente e cioè la Pizza Margherita "Gluten Stop" della pugliese Cremeria del Lattaio (di Foggia).