Le fette biscottate
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Legenda
Le fette biscottate sono un prodotto consumato quasi esclusivamente nella prima colazione o a merenda, accompagnate da marmellata o creme spalmabili. Hanno sostituito il pane delle colazioni più tradizionali, anche se dal punto di vista alimentare sono notevolmente più caloriche del pane comune. Infatti il processo di tostatura fa evaporare molta acqua rispetto al pane e, a parità di peso, la fetta biscottata dà un apporto energetico maggiore. Inoltre, la percentuale di grassi è più alta rispetto al pane per facilitare il processo di tostatura e ottenere fette dorate e croccanti. Tale processo diminuisce anche la percentuale di vitamine del gruppo B presenti nei prodotti da forno a base di farina.
Tuttavia, a fronte di questi svantaggi nei confronti del pane, la scelta del consumo di fette biscottate è dettata da criteri di convenienza e praticità: le fette si conservano croccanti, è facile calcolarne l'apporto calorico (sulla maggior parte delle confezioni è riportato anche l'apporto per ogni fetta) e sono molto appetibili.
Nel valutare la scelta delle fette biscottate, la dieta italiana concentra l'attenzione sugli aspetti seguenti.
La genuinità degli ingredienti – Nella quasi totalità dei prodotti recensiti e presenti sul mercato, gli oli impiegati per "legare" la farina sono oli vegetali generici, per niente specificati. In generale, l'omissione del tipo di oli utilizzati non è una mancanza grave, tuttavia, dal momento che gli ingredienti per le fette biscottate sono pochi e che i grassi utilizzati sono potenzialmente l'unico punto critico, questo aspetto influisce notevolmente sui criteri di giudizio. Per la tipologia dell'alimento, non sono necessari conservanti, coloranti o altri ingredienti che possano essere nocivi. Anche l'uso di grassi idrogenati non è molto comune, perché a differenza dei biscotti, è sufficiente il semplice olio per legare gli ingredienti di base e ottenere un prodotto appetibile e durevole nel tempo. Esplicitare gli oli utilizzati è quindi l'unico aspetto rilevante sulla genuinità del prodotto.
L'apporto calorico e la sazietà – Una fetta biscottata
standard, ovvero senza aggiunte di particolari ingredienti (cacao, frutta
secca…) fornisce circa 29-30 kcal a fetta. Questo dato, anche se è utile per
il conteggio delle calorie, è poco significativo: andrebbe considerato
l'apporto per 100 g, in quanto i prodotti meno calorici, a parità di calorie
per fetta, saranno più sazianti (le fette sono più grandi e pesano di più).
Un altro aspetto che riguarda la sazietà è legato alle caratteristiche
qualitative del prodotto: fette biscottate che si sbriciolano o che sono
troppo compatte sono penalizzanti sotto il profilo del gusto e
dell'appetibilità: in una classe di prodotti in cui la varietà è poco
evidente, prediligere particolari legati al gusto, al profumo e alla
conservazione di fette friabili al punto giusto consente di ottimizzare la
scelta. Una fetta ipocalorica dovrebbe essere inferiore alle 380 kcal per
100 g se di tipo "duro" e alle 300 se di tipo morbido (pane dolce a
fette). Altre aggiunte – Per cercare di diversificare un prodotto e renderlo distintivo, alcune case propongono varianti poco significative: l'aggiunta di altri ingredienti rispetto a quelli base (frutta, cacao, caffè) fa lievitare l'apporto calorico fino a superare tranquillamente le 400 kcal/100 g: infatti, oltre all'apporto degli ingredienti aggiunti, a volte per legarli nell'impasto si utilizza una quantità maggiore di grassi o si aggiunge anche il burro.
Altre aggiunte poco significative sono le vitamine e/o i sali minerali: l'apporto è ridotto perché possa costituire una vera integrazione. Unica eccezione è il ferro, che in alcuni casi è aggiunto in percentuali rilevanti (fino a 7 mg per 100 g di prodotto, ovvero poco più di 12 fette biscottate): dal momento però che l'integrazione di ferro deve essere attentamente considerata, conviene non sopravvalutare questi alimenti "arricchiti". Altri aspetti sono l'utilizzo di farina integrale e prodotti di origine biologica o l'esclusione di organismi geneticamente modificati: si tratta di aspetti secondari meno significativi rispetto ai primi due punti elencati (esplicitazione degli oli utilizzati e apporto calorico) che si orientano a un mercato che ha fatto di precise scelte nutrizionali dogmi che non trovano un riscontro sicuro di qualità, scientificamente parlando. Pertanto questi aspetti non sono considerati un plus, a meno che non esaltino un prodotto già di per sé ottimo. In altri termini, è inutile scrivere "senza OGM" se poi il prodotto contiene oli di dubbia provenienza.
La classificazione della dieta italiana
Partendo dalle 5 stelle si trova la valutazione del prodotto.Fattori che abbassano la valutazione
Fattori che alzano la valutazione
Il mercato
Rischio salutistico della categoria: medio-alto.Il panorama delle fette biscottate, alla luce dei criteri di scelta, è abbastanza sconfortante: quasi tutti i produttori non esplicitano gli oli vegetali utilizzati. Accanto a proposte interessanti (utilizzo di ingredienti genuini, fibre aggiunte di qualità superiore rispetto alla crusca presente in altre proposte integrali), ve ne sono altre da scartare completamente a causa dell'utilizzo di margarina! Vi sono poi ottimi prodotti con ingredienti di primissima scelta (uova, burro, miele), penalizzati purtroppo da un eccessivo apporto calorico totale.
Alcune aziende prevedono tra gli ingredienti sempre oli vegetali generici, e quindi questo aspetto le penalizza nella segnalazione dei prodotti (ricadono tutti nella categoria a due stelle), anche se alcuni marchi si distinguono per aspetti meno essenziali (uso di prodotti biologici, farine integrali o ridotto apporto di zucchero). Poche le proposte commerciali che dichiarano esplicitamente gli oli vegetali usati, quasi sempre di seconda scelta (cioè oli raffinati come il normale olio di oliva non extravergine): prodotti buoni (tre stelle), ma non VIP.
Da segnalare infine alcune proposte al limite fra pane dolce e fetta biscottata che possono essere interessanti sostituzioni di prodotti classici di inferiore qualità. Si deve considerare che le fette biscottate "morbide" sono meno sazianti di quelle classiche "dure", per cui a parità di apporto calorico e di qualità queste ultime sono preferibili.
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