Le bibite
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Informazioni
generali
Legenda
Le
bevande estive (che si differenziano dai succhi di frutta e
dagli integratori) vengono giudicate negativamente dalla dieta italiana per
la presenza di:
Trucco num. 1 – Poiché gli ingredienti sono in ordine di quantità, la persona disattenta potrebbe ritenere che la bevanda A (ingredienti: acqua, zucchero, succo di arancia) sia peggiore della bevanda B (ingredienti: acqua, succo di arancia, zucchero) e invece … dovrebbe continuare a leggere! Infatti nel secondo caso dopo zucchero compare sciroppo di glucosio. Capito il trucco? Per far comparire il succo d'arancia in seconda posizione si suddividono i carboidrati aggiunti in zucchero e sciroppo di glucosio in modo che ognuno di essi sia inferiore al 12% del succo di arancia.
Il problema delle calorie non si aggira completamente con il consumo di bevande light (0,2 kcal per 100 ml, praticamente apporto nullo) o cosiddette ipocaloriche (sono da poco in commercio prodotti attorno alle 5 kcal ogni 100 ml) perché in molti casi, come vedremo nei singoli prodotti, la presenza di edulcoranti nocivi in forti quantità e l'abbondare di coloranti e conservanti ne fanno comunque prodotti di bassa qualità; in altri termini, la dicitura light non deve ingannare il consumatore, che dovrebbe valutare attentamente gli ingredienti. Andrebbero escluse le bevande che usano:
L'uso del trucco num. 2 è particolarmente sgradito quando per motivi commerciali al supermercato non si trova che la confezione di plastica (come ci è successo per la Guizza senza zucchero aggiunto e per l'Orangina, entrambe della San Benedetto)
Nel nostro esame ci riferiamo alla versione in lattina quando sono presenti le due possibilità.
Trucco num. 3 - Anche bevande ipocaloriche che usano dolcificanti, spesso eccedono con il gusto dolce, da una parte per attrarre il consumatore, dall'altra per far consumare comunque una quantità maggiore di bevanda. Educare il consumatore a bevande troppo dolci è una pessima abitudine nutrizionistica.
Considerato che il dolcificante è una strategia di disintossicazione dal gusto del dolce, è deludente notare come molte bevande con dolcificante sono più dolci di quelle con lo zucchero!
Trucco num. 4 - L'impiego di aromi artificiali è abbastanza classico per dare sapore a una bevanda che senza risulterebbe poco appetibile.
Fattori che abbassano la valutazione
Aromi (non
naturali).
Coloranti e/o
conservanti o altri additivi ammessi dalla dieta italiana.
Calorie fra 40
e 50 kcal/100 g.

Calorie superiori a 50 kcal/100 g.

Impiego di dolcificanti.



Impiego di additivi nocivi.
NOTA - Nel caso di liquidi sarebbe più corretto parlare di calorie per 100 ml, ma poiché si è soliti riferirsi ai grammi e praticamente il dato non cambia (visto che il peso specifico è praticamente 1), si possono considerare le due terminologie (100 ml o 100 g) come equivalenti.
Il panorama delle bevande è nutrizionalmente molto povero. Prevale quasi sempre il concetto poco salutistico di proporre una bevanda "dolce" (con zucchero o dolcificante), anziché una veramente dissetante. Inoltre i coloranti sospetti la fanno da padroni, soprattutto nelle confezioni in bottiglia. Il panorama delle aziende è poco significativo. Anche aziende storiche non presentano il minimo interesse a sviluppare un discorso che vada al di là del semplice gusto. Sono pochissime le proposte genuine e ipocaloriche, in cui generalmente non è presente zucchero e sono dolcificate con edulcoranti oppure usano zucchero ed edulcoranti assieme.
Sconcertante il fatto che note multinazionali del settore facciano prodotti di scarso spessore, in alcune versioni sono assenti le indicazioni nutrizionali e addirittura peggiori sono le versioni light: certi prodotti contengono infatti sodio benzoato e ciclamato di sodio. Le case italiane si oppongono allo strapotere delle case estere con prodotti che sono poco più che acqua zuccherata, spessissimo senza indicazioni nutrizionali, cercando successi più con la pubblicità e con nomi storici che con l'innalzamento della qualità del prodotto.
Alcune case puntano sull'idea rinfrescante del tè, ma poi indulgono sempre a una bevanda troppo calorica o comunque troppo dolce.
A dispetto del nome, nutrizionalmente non "brilla" la categoria delle acque brillanti, una cosa da ricordare quando chiedete una generica acqua brillante: l'apporto calorico è circa doppio, superiore a quello di molte aranciate "dolci".
Esistono poi alcune proposte che puntano a nascondere il contenuto calorico dietro a presunte proprietà energizzanti, mai comunque superiori a una tazza di caffè.
Non tutto comunque è da buttare, non mancano infatti i prodotti interessanti, con dolcificante, senza conservanti/coloranti sospetti, anche se sono penalizzati dal gusto eccessivamente dolce.
Per avere una bevanda VIP.
Legenda
Le
bevande estive (che si differenziano dai succhi di frutta e
dagli integratori) vengono giudicate negativamente dalla dieta italiana per
la presenza di: - zucchero aggiunto
- conservanti
- coloranti.
Trucco num. 1 – Poiché gli ingredienti sono in ordine di quantità, la persona disattenta potrebbe ritenere che la bevanda A (ingredienti: acqua, zucchero, succo di arancia) sia peggiore della bevanda B (ingredienti: acqua, succo di arancia, zucchero) e invece … dovrebbe continuare a leggere! Infatti nel secondo caso dopo zucchero compare sciroppo di glucosio. Capito il trucco? Per far comparire il succo d'arancia in seconda posizione si suddividono i carboidrati aggiunti in zucchero e sciroppo di glucosio in modo che ognuno di essi sia inferiore al 12% del succo di arancia.
Il problema delle calorie non si aggira completamente con il consumo di bevande light (0,2 kcal per 100 ml, praticamente apporto nullo) o cosiddette ipocaloriche (sono da poco in commercio prodotti attorno alle 5 kcal ogni 100 ml) perché in molti casi, come vedremo nei singoli prodotti, la presenza di edulcoranti nocivi in forti quantità e l'abbondare di coloranti e conservanti ne fanno comunque prodotti di bassa qualità; in altri termini, la dicitura light non deve ingannare il consumatore, che dovrebbe valutare attentamente gli ingredienti. Andrebbero escluse le bevande che usano:
- edulcoranti – ciclamati (E952 ed E953)
- conservanti - derivati dell'acido benzoico (sodio benzoato o altri, identificati anche dalle sigle da E210 a E219)
- correttori di acidità – derivati dell'acido ortofosforico (identificati dalle sigle da E338 a E341) che sottraggono inutilmente calcio all'organismo
- coloranti – a parte il caramello (E150), altri coloranti tendono comunque a ingannare il consumatore (che bella aranciata rossa!); alcuni sono anche sospetti.
L'uso del trucco num. 2 è particolarmente sgradito quando per motivi commerciali al supermercato non si trova che la confezione di plastica (come ci è successo per la Guizza senza zucchero aggiunto e per l'Orangina, entrambe della San Benedetto)
Nel nostro esame ci riferiamo alla versione in lattina quando sono presenti le due possibilità.
Trucco num. 3 - Anche bevande ipocaloriche che usano dolcificanti, spesso eccedono con il gusto dolce, da una parte per attrarre il consumatore, dall'altra per far consumare comunque una quantità maggiore di bevanda. Educare il consumatore a bevande troppo dolci è una pessima abitudine nutrizionistica.
Considerato che il dolcificante è una strategia di disintossicazione dal gusto del dolce, è deludente notare come molte bevande con dolcificante sono più dolci di quelle con lo zucchero!
Trucco num. 4 - L'impiego di aromi artificiali è abbastanza classico per dare sapore a una bevanda che senza risulterebbe poco appetibile.
La classificazione della dieta italiana
Partendo dalle 5 stelle si trova la valutazione del prodotto.Fattori che abbassano la valutazione
NOTA - Nel caso di liquidi sarebbe più corretto parlare di calorie per 100 ml, ma poiché si è soliti riferirsi ai grammi e praticamente il dato non cambia (visto che il peso specifico è praticamente 1), si possono considerare le due terminologie (100 ml o 100 g) come equivalenti.
Il mercato
Rischio salutistico della categoria: medio.Il panorama delle bevande è nutrizionalmente molto povero. Prevale quasi sempre il concetto poco salutistico di proporre una bevanda "dolce" (con zucchero o dolcificante), anziché una veramente dissetante. Inoltre i coloranti sospetti la fanno da padroni, soprattutto nelle confezioni in bottiglia. Il panorama delle aziende è poco significativo. Anche aziende storiche non presentano il minimo interesse a sviluppare un discorso che vada al di là del semplice gusto. Sono pochissime le proposte genuine e ipocaloriche, in cui generalmente non è presente zucchero e sono dolcificate con edulcoranti oppure usano zucchero ed edulcoranti assieme.
Sconcertante il fatto che note multinazionali del settore facciano prodotti di scarso spessore, in alcune versioni sono assenti le indicazioni nutrizionali e addirittura peggiori sono le versioni light: certi prodotti contengono infatti sodio benzoato e ciclamato di sodio. Le case italiane si oppongono allo strapotere delle case estere con prodotti che sono poco più che acqua zuccherata, spessissimo senza indicazioni nutrizionali, cercando successi più con la pubblicità e con nomi storici che con l'innalzamento della qualità del prodotto.
Alcune case puntano sull'idea rinfrescante del tè, ma poi indulgono sempre a una bevanda troppo calorica o comunque troppo dolce.
A dispetto del nome, nutrizionalmente non "brilla" la categoria delle acque brillanti, una cosa da ricordare quando chiedete una generica acqua brillante: l'apporto calorico è circa doppio, superiore a quello di molte aranciate "dolci".
Esistono poi alcune proposte che puntano a nascondere il contenuto calorico dietro a presunte proprietà energizzanti, mai comunque superiori a una tazza di caffè.
Non tutto comunque è da buttare, non mancano infatti i prodotti interessanti, con dolcificante, senza conservanti/coloranti sospetti, anche se sono penalizzati dal gusto eccessivamente dolce.
Per avere una bevanda VIP.
