Dimagrisci e rinasci: il metodo Albanesi
Le barrette sostitutive del pasto
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Legenda

Una delle novità degli ultimi anni sul mercato è la comparsa delle barrette sostitutive del pasto, ovvero prodotti fruibili con la facilità di una merendina ma, a differenza di quest'ultima, in grado di sostituire un pasto completo in quanto prevedono ingredienti bilanciati (nel senso di un'efficace ripartizione delle calorie tra i tre macronutrienti, proteine, carboidrati e grassi), spesso integrati con vitamine e minerali. Inizialmente le barrette sostitutive del pasto sono state pensate per le diete dimagranti in quanto il conteggio delle calorie è preciso e, grazie alla formula bilanciata, danno un senso di sazietà in grado di combattere la fame che spesso attanaglia chi segue una dieta non corretta o approssimativa. In realtà, l'uso delle barrette sostitutive del pasto può essere utile anche a chi segue un regime alimentare controllato, non necessariamente dimagrante (ovvero di mantenimento). Per esempio, può essere comodo utilizzarle in ufficio, invece di un pasto consumato alla mensa o al bar, necessariamente privo di controllo sull'apporto energetico e sugli ingredienti utilizzati. Analogamente sono utili in viaggio oppure per compensare un pasto ipercalorico (la classica uscita al ristorante). Occorre ricordare che la quasi totalità delle barrette va consumate accompagnate da una bevanda (preferibilmente non zuccherata, nel caso occorre conteggiare anche le calorie della bevanda!) per amplificare il senso di sazietà e resistere agli stimoli della fame.
 
NOTA 1 - Come vedrete nella valutazione, spesso una stessa casa propone prodotti molto buoni e altri assolutamente da evitare. Quindi non fidatevi del nome e leggete l'etichetta!
 
NOTA 2 - La recensione riguarda marche a distribuzione nazionale. Localmente è possibile trovare altri prodotti, quasi sempre di scarsa qualità. Di seguito un'analisi (eseguita in Toscana da Carla Boldi) di barrette "minori". Come si vede, solo due sono da consigliare.
 

Nome kcal Proteine Grassi Carboidrati Difetti
Topix 354 25,5 11,5 44,5 Olio vegetale
Isostad 485 4,5 17,5 88,9 Olio vegetale
Mioplex prot. 345 25 11,1 37,5 Olio vegetale idrogenato
Nutrizona 348 26,6 11,6 26,6  
Simpli-protein 338 50 6,7 18 Olio vegetale
Vita Zone 361 28,5 9,5 40,5  
Booster Gensan 422 5 18 60 Olio vegetale.
 
barretteAbbiamo inserito anche Isostad e Boster Gensan perché si tratta di uno strano esempio di barrette che non sono né sostitutive del pasto (poche proteine), né energetiche (troppi grassi: a fini energetici, il corpo di grassi ne ha a bizzeffe). 
Per una scelta corretta della barretta sostitutiva occorre tenere presente alcune considerazioni fondamentali.
  • Ingredienti - Dal momento che le barrette sono il più delle volte utilizzate con continuità, sia nei regimi dimagranti sia come sostituto di pasti nell'attività lavorativa, gli ingredienti devono essere il più possibile genuini ed escludere quindi sostanze come margarina o grassi idrogenati oppure coloranti e conservanti sospetti. In quest'ottica, ingredienti dubbi, ovvero oli o grassi vegetali generici non specificati, sono penalizzanti. Da penalizzare anche quelle che fanno uso di aromi non naturali.
  • Indice di sazietà e appetibilità - Valutando le varie offerte sul mercato, conviene fare alcune prove e verificare il grado di appetibilità e di sazietà che è estremamente variabile all'interno di questa classe. Un suggerimento valido è poi quello di consumare le barrette lontane dalla data di scadenza, in quanto la qualità di questi prodotti è particolarmente sensibile alle corrette modalità di conservazione. Il prodotto quasi scaduto in genere ha perso acqua e diventa molto poco appetibile, duro e secco.
  • Ripartizione dei macronutrienti - Questo punto è fondamentale per l'efficacia dell'impiego delle barrette sostitutive dei pasti. In particolare, la quantità di proteine è l'elemento discriminante, in quanto è più difficile in una barretta aumentare il contenuto proteico (essenzialmente tramite latte, uova o proteine del latte aggiunte). Dal momento che in un pasto, anche seguendo una dieta "tradizionale", tale percentuale non dovrebbe scendere al di sotto del 10-12%, una barretta che preveda un apporto inferiore non può assolutamente essere utile per sostituire un pasto. In commercio si trovano anche barrette energetiche (sono barrette glicidiche, ovvero mettono a disposizione più o meno immediatamente energia, quasi esclusivamente zuccheri) e quindi è importante non confonderle con quelle utili a sostituire i pasti. Se così si facesse, i risultati sarebbero fallimentari perché sarebbe un pasto completamente sbilanciato a favore di carboidrati e le barrette, metabolizzate e bruciate in fretta, innescherebbero un meccanismo di innalzamento dello stimolo della fame già dopo poche decine di minuti, con il risultato esattamente contrario a quello che si vorrebbe ottenere in un regime dimagrante. Le barrette con una ripartizione di macronutrienti non ottimale, più sbilanciate verso un apporto glicidico, possono servire come integrazione sportiva per aumentare l'apporto calorico dopo l'allenamento (un pesante allenamento, non una corsettina di 30-40'!). Esistono in commercio anche le offerte che si ispirano alla dieta a Zona di Barry Sears, con una ripartizione 40-30-30. Purtroppo pochissime si attengono alle indicazioni della dieta a zona, spesso limitandosi alla famosa formula, ottenuta però con pessimi ingredienti.
  • Apporto calorico - Non è un elemento discriminante perché si tratta di un un alimento modulare (si possono consumare una, due o tre barrette a seconda di quante calorie si attribuiscono al pasto sostitutivo). Tuttavia occorre fare attenzione ai conteggi: alcune confezione riportano solo l'apporto calorico per barretta e non per 100 g, quindi confrontando proposte diverse si deve controllare che l'apporto energetico sia espresso per la stessa quantità di alimento.

La classificazione della dieta italiana

Partendo dalle 5 stelle si trova la valutazione del prodotto.
 
Fattori che abbassano la valutazione
Aromi (non naturali).
Oli o grassi vegetali dichiarati, ma di seconda scelta (sesamo, girasole ecc.).
Prodotti con un contenuto di proteine fra 10 e 15 g per 100 g di prodotto.
Prodotti con un contenuto di proteine inferiori a 10 g per 100 g di prodotto.
Oli o grassi vegetali non dichiarati ma non idrogenati.
Margarina o grassi vegetali idrogenati. Additivi sospetti.

Il mercato

Rischio salutistica della categoria: medio.
Molte aziende sono ancorate a una visione puramente numerica della barretta: calorie e ripartizione dei macronutrienti, con scarsa attenzione alla qualità. Può pertanto accadere che la stessa azienda proponga barrette ottime (al cioccolato fondente, ai fiocchi tostati e arancia e ai cereali con gocce di cioccolato) e altre discutibili (al cioccolato con grassi vegetali e al cioccolato al latte e caramello con addirittura grassi idrogenati).
Esistono sia barrette formulate sulla Zona (che esclude l'impiego di grassi dubbi) sia prodotti tradizionali che talvolta, purtroppo, contengono oli vegetali non specificati. Alcune aziende addirittura considerano normale l'impiego di olio vegetale idrogenato mentre altre hanno cercato di inserirsi nel mercato delle barrette con prodotti decisamente glicidici (oltre il 70% di carboidrati e un tasso di proteine inferiore al 10%), utilizzando il trucco di poche calorie (85) con porzioni limitatissime di prodotti che apportano comunque circa 400 kcal/100 g senza contare il fatto che vari tipi di barrette contengono oli/grassi vegetali idrogenati e alcune anche gli additivi sospetti E320 ed E321 (butilidrossianisolo e butilidrossitoluolo).
È piuttosto facile trovare barrette a tre stelle (Enervit, Pesoforma, Ultimate), ma che non arrivano alla valutazione VIP per la presenza di aromi e per la contemporanea presenza di oli di seconda scelta, un peccato veniale che però non si può trascurare.


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