Il nostro testo con le recensioni dei prodotti alimentari
Il turismo alimentare
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Turismo alimentare è una locuzione che in modo più tradizionale potrebbe definirsi turismo enogastronomico, cioè la ricerca di interessanti soluzioni alimentari nel posto dove si soggiorna per turismo. Mentre il termine enogastronomico si rifà troppo spesso al solo gusto del prodotto, la definizione più asettica di turismo alimentare vuole puntare l'attenzione sugli aspetti salutistici dei prodotti tipici.
Non si deve infatti dare per scontato che ciò che è tipico sia salutisticamente accettabile; basti pensare ai salumi che tradizionalmente si producono con massicce dosi di conservanti, nitrati e soprattutto nitriti, molto sospetti da un punto di vista salutistico.
Lo scenario è poi complicato dal fatto che il prodotto tipico è spesso riprodotto, industrialmente o artigianalmente, con ingredienti di dubbia o scarsa qualità. A Lucca ci è capitato di trovare brigidini (specialità del posto) con coloranti, conservanti e aromi, in una bancarella che sembrava essere lontana mille miglia dai difetti della produzione su larga scala. A Fontanellato (Parma), un artigiano del posto vendeva torte con un bel cartello promozionale "le nostre torte sono leggere, solo con margarina e senza burro!". Esistono anche casi in cui si vendono marmellate a 9 euro al vasetto, vantando (senza nessuna prova) qualità eccezionali della frutta che è stata impiegata. Ormai nelle piccole rivendite che puntano al tipico, tutto è biologico. Come consiglio è opportuno fare sempre riferimento al prezzo: un prodotto che costi più del 50% di un prodotto industriale non è comunque giustificato, a meno di non possedere certificazioni chiare e inoppugnabili.
Il vero problema del settore sono i negozi che vendono una collezione dei prodotti tipici del posto, negozi che di solito sono quelli più visitati perché il turista trova "tutto". Proprio a causa della varietà, chi li gestisce si rifornisce spesso da molti fornitori e non è in grado, se non ha le corrette competenze alimentari, di proporre un valido discorso salutista. Quando si entra in un negozio di prodotti tipici è conveniente prima dare un'occhiata generale e fare una sommaria valutazione: se i primi prodotti che incontriamo non ci convincono, meglio fare shopping da un'altra parte.
Superato il primo esame, si può andare alla ricerca dei fiori all'occhiello del negozio, magari facendosi consigliare dal titolare, cui si possono fornire in cambio informazioni sulla salubrità dei prodotti, informazioni che, a sorpresa, magari non ha mai sentito o recepito completamente.
Vediamo alcune categorie commerciali (con esclusione del vino che salutisticamente non è poi il massimo).
Formaggi – In genere non ci sono sorprese perché la categoria è molto sicura. Certo, un formaggio acquistato dal produttore deve avere un gusto molto più stimolante rispetto alla stessa versione acquistata in un supermercato di città. La differenza è chiara anche a un profano.
turismo alimentareSalumeria – Qui purtroppo non c'è da stare allegri. I produttori locali non recepiscono il fatto che usare ancora conservanti è del tutto anacronistico per un prodotto che voglia dirsi eccellente. Ormai alcuni articoli (come il prosciutto crudo) o alcune aziende (come Citterio e Fiorucci per alcuni loro prodotti) ne fanno a meno.
Miele e marmellate – Come detto, dal punto di vista della salute è molto ottimistico sperare che un miele biologico di qualità eccezionale apporti all'organismo sostanze che cambino il nostro benessere. Quindi non lasciatevi influenzare dalle belle confezioni e verificate che il costo sia accettabile.
Sughi – Sono un buon banco di prova. Se con oli diversi da olio extravergine d'oliva (per esempio olio di girasole o olio d'oliva raffinato), in genere di tipico non hanno proprio nulla.
Dolci – Qui il più delle volte casca l'asino. Tralasciando i casi "immorali" di prodotti tipici fatti con grassi vegetali, margarina od oli/grassi vegetali idrogenati, anche la semplice presenza di aromi non naturali o di conservanti li rende simili a prodotti industriali.
Nel Centro-Nord d'Italia abbiamo trovato ben pochi negozi interessanti. Se è vero che si trovano negozi specializzati di ottima qualità (come Desideri a Montecatini Terme, per le locali cialde), quando si va sulla rivendita globale lo scenario è spesso deludente.
Per esempio, a Cortona abbiamo visitato decine di esercizi commerciali fotocopia l'uno dell'altro: tantissimi prodotti, la gran parte dei quali "artigianali", ma con i difetti dei prodotti industriali di media o scarsa qualità. Solo a Saint Vincent abbiamo trovato un negozio (Les saveurs d'antan, i sapori di un tempo) che, salumi a parte, ha superato l'esame nelle varie categorie.


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