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La salmonella
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Gli aspetti medici dell'infezione da salmonella sono trattati nella sezione riguardante le patologie (Salmonellosi). In questa pagina ci preme evidenziare la possibile interazione con il germe della salmonella dal punto di vista alimentare. Infatti la salmonellosi è una malattia grave solo in soggetti deboli (bambini inferiori a 5 anni e anziani sopra i 70 anni) o immunodepressi; nell'individuo comune si risolve spesso con una diarrea che scompare nell'arco delle 24 ore e della quale mai si indagano le cause. In totale in Italia si stimano 12.000-14.000 casi all'anno.
Le salmonelle resistono molto bene alle condizioni ambientali e si sviluppano fra i 7 e i 45 °C. Resistono anche negli alimenti congelati, mentre vengono distrutti dalla pastorizzazione in quanto basta un'ora a 55 °C o 15 minuti a 60 °C:
Pertanto sopravvivono a lungo negli alimenti a temperatura ambiente che non hanno subito trattamenti termici:
  • insaccati: 90-120 gg.
  • burro: 70 gg.
  • formaggi: 35-40 gg.
salmonellaAltri alimenti a rischio si devono considerare la frutta e la verdura non lavate (attenzione anche a succhi di frutta non pastorizzati), le ostriche o i mitili (perché allevati in acque contaminate da fognature). Un caso particolare è rappresentato dalle uova: per evitare la salmonella, basta cucinarle e non berle fresche (attenzione quindi alla maionese, specie se artigianale). Infatti non è sufficiente eliminare la contaminazione esterna; nonostante il produttore possa trattare i gusci con tecniche molto moderne, riducendo enormemente la diffusione della malattia dovuta alla contaminazione fecale dei gusci, si è notato un aumento delle salmonellosi da uova, probabilmente dovuto alla diffusione dell'infezione batterica nelle ovaie delle galline, che producono uova apparentemente sane, ma in realtà infette.
Il latte non presenta invece problemi perché ormai è molto raro consumarlo fresco senza nessun trattamento termico.
I consigli fondamentali sono:
  • seguire tutte le norme igieniche durante la preparazione di cibi;
  • non consumare carne, uova o pollame crudi;
  • conservare gli alimenti a rischio a 4°C.


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