La nocività dei cibi
Copyright by THEA 2006
Non è però chiaro cosa accade quando si superano tali dosi. Più in generale, data una sostanza alimentare (cioè contenuta negli alimenti), cosa accade quando si assume una dose eccessiva se si pensa che comunque possa essere in qualche modo nociva per l'uomo?
La riflessione sulla domanda porta naturalmente a definire due classi di sostanze.
Le sostanze continue
Sono sostanze in cui il danno è proporzionale alla quantità a partire da una dose base. La dose base può dipendere da soggetto a soggetto, ma in genere è abbastanza stabile nella popolazione.L'esempio classico è l'alcol. I danni che provoca si hanno quando l'organismo non riesce a gestire l'alcol, quindi sotto una certa dose i danni si possono ritenere nulli, sopra la dose base praticamente salgono linearmente con la dose. Si può discutere sulla dose base, ma tutti sono concordi su questa interpretazione.
Le sostanze discontinue
Sono sostanze che provocano alterazioni nell'organismo (probabilmente per
una certa predisposizione del soggetto) di tipo discreto: l'alterazione
esiste o non esiste. Si pensi alle sostanze che si ritengono cancerogene.Sopra la dose massima tollerabile si pensa si possano avere mutazioni che portano in certi soggetti allo sviluppo del cancro. Nella popolazione tale condizione si esprime come la probabilità di contrarre cancro. Così se si fumano due sigarette al giorno si ha una probabilità X per anno di contrarre cancro al polmone, se se ne fumano 40 una probabilità Y con Y decisamente maggiore di X.
Stessa situazione relativamente alle sostanze che provocano allergie oppure (per quel che se ne sa) gli OGM per i quali non è mai stato provato un danno di tipo continuo, ma si ipotizza (da parte di chi li condanna) un danno discreto.
Conclusioni
Come si può dedurre dalle precedenti descrizioni:- assumere sostanze nocive di tipo continuo produce sicuramente un danno;
- assumere sostanze nocive di tipo discreto aumenta la probabilità del danno.
Consiglia l'articolo su Google, clicca
