Gli oli di semi
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NOTA - In questo articolo con la dizione pratica "oli di semi" si devono intendere tutti gli oli alimentari diversi dall'olio d'oliva, anche quelli (come Olys) che proprio di semi non sono.
L'olio di semi può essere una buona scelta per innalzare il contenuto di acidi grassi essenziali (soprattutto omega 6) che non si reperiscono così facilmente da altri alimenti. Gli acidi grassi polinsaturi sono però meno stabili dei monoinsaturi e quindi la durata e la conservazione dell'olio sono più critiche.
Da sfatare alcune leggende alimentari:
- l'olio di semi è migliore dell'olio d'oliva per friggere. Non è vero, anzi, l'instabilità dei polinsaturi ne sconsiglia un uso massiccio per le fritture.
- l'olio di semi è più leggero. Non è vero, tutti gli oli apportano praticamente 900 kcal per 100 g; alcuni dati sembrano inferiori (per esempio 820 kcal) perché si riferiscono a 100 ml.
I fattori che incidono maggiormente sulla qualità di un olio di semi sono
legati principalmente ai processi di preparazione (praticamente mai tramite
spremitura meccanica, ma sempre con la raffinazione), che si riflettono
conseguentemente sulla velocità dei processi di degradazione, sulla presenza
di antiossidanti più o meno specificati e sulla quota di grassi trans. Altri
aspetti importanti da considerare riguardano il
punto di fumo, generalmente molto alto come per tutti gli oli raffinati,
e il contenuto di acidi grassi polinsaturi, che se presenti in alte
percentuali accelerano i processi di ossidazione che determinano una minore
stabilità di conservazione dell'olio. In seguito a queste considerazioni di carattere generale, l'analisi degli oli di semi più noti presenti nei supermercati italiani mostra alcuni aspetti principali:
- tutti i prodotti sono raffinati
- spesso presentano delle carenze nelle informazioni che non ne permettono una facile valutazione
- dal punto di vista degli acidi grassi i migliori sono quelli di arachide (varie marche), di riso perché contengono quantità relative maggiori di acidi grassi monoinsaturi, mentre quelli di mais, girasole e soia hanno elevate percentuali di polinsaturi.
- Una citazione a parte merita Olys (un olio di cereali e frutti) che, fra l'altro, è l'unico che contiene una piccola percentuale di omega 3.
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