Streghe e alimentazione
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Fra il 1550 e il 1650 in svariate località dell'Europa si ebbe il culmine dei processi di stregoneria (furono diverse centinaia) tant'è che è difficile credere che il solo fanatismo religioso fosse alla base di tali assurdi eventi. Il processo in sé non è che la manifestazione più drammatica dell'errore di interpretazione (errore di partigianeria): non sapendo che pesci pigliare di fronte a una persona "indemoniata", si dava una spiegazione mistica perché si era stupidamente certi che fosse quella reale. Un utile esempio su come sia spesso superficiale e semplicistico gridare al miracolo o al demonio.
Se in molti processi c'entrò il fanatismo, in altri sicuramente c'entrò l'ignoranza. Vediamo come stanno veramente le cose studiando una delle cause del problema, l'ergotismo.
La segale - In particolari condizioni climatiche, la segale può essere attaccata dalla Claviceps purpurea i cui sclerozi contengono alcaloidi a effetto allucinogeno (derivati dell'acido lisergico; in particolare, studi di sintesi che partivano dall’ergotamina, uno dei composti principali, portarono nel 1943 Albert Hofmann e collaboratori alla scoperta dell’LSD e delle sue proprietà psicoattive). Alcuni di questi alcaloidi (ergina ed ergonovina) hanno soprattutto effetti psicotici, altri producono una patologia più devastante, basata sull'effetto vasocostrittore. Non sono a tutt'oggi completamente note le varie azioni farmacologiche delle tantissime sostanze coinvolte.
Le streghe - L'ovvio risultato del consumo di segale contaminata è un'apparenza da indemoniato o, più modernamente, da allucinato. Poiché la contaminazione è tipica dei climi freddi e umidi, ecco spiegati i numerosi casi di streghe nel nord della Francia, della Svizzera e della Germania. Fu solo cento anni dopo i processi (e le relative condanne!) che medici inglesi scoprirono la relazione fra streghe e segale contaminata, partendo dalla constatazione che l'Irlanda (dove l'alimentazione era a base di orzo piuttosto che di segale) era immune dal fenomeno della stregoneria.
Alcuni storici si spingono a ipotizzare che il clima di terrore della rivoluzione francese (fine del XVIII sec.) possa essere dovuto all'eccessivo consumo di segale di cattiva qualità.
Mortalità infantile - La segale non è però responsabile
solo dei processi di stregoneria. Sempre nel XVII sec. in Inghilterra si
notò uno strano fenomeno: la mortalità neonatale aumentava quando aumentava
il prezzo del frumento. Le madri sostituivano il pane di frumento con quello
di segale, gli alcaloidi contenuti nella segale contaminata passavano nel
latte e causavano un'alta mortalità dei neonati. In Francia la cosa era già
nota agli inizi del XVII sec. tant'è che veniva consigliato l'uso del pane
bianco (francese). Fuoco di Sant'Antonio - L'ultimo effetto della segale contaminata è il cosiddetto fuoco di Sant'Antonio (la denominazione è spesso usata anche per l'herpes zoster, visto il sintomo comune, il bruciore), dovuto all'effetto vasocostrittore dell'ergotina. Il nome della malattia (detta anche fuoco sacro o malattia degli ardenti) deriva dal sintomo principale (il bruciore). Il primo caso descritto è del 943 (Limoges), ma dal Medioevo fino al XVIII sec. si ebbero vere e proprie pestilenze (tra l'altro si pensava che la malattia potesse essere contagiosa). Chi consuma dosi massicce di cereale contaminato può essere soggetto a convulsioni, dolori lancinanti alle estremità, lesioni cutanee, febbre alta, senso di bruciore insopportabili; nei casi più gravi è necessaria l'amputazione degli arti (nell'immagine all'inizio dell'articolo, il quadro di P. Bruegel il Vecchio, I mendicanti, che descrive la tragica condizione di uomini colpiti da fuoco di Sant'Antonio e a cui sono state amputate le gambe) e sopravviene la morte.
Alla fine di questo elenco di curiosità alimentari è doveroso evidenziare come non sia l'alimento in sé il responsabile della patologia, quanto la sua contaminazione. Un po' quello che sta accadendo ora con le aflatossine. È pertanto semplicistico e sbagliato demonizzare intere classi di alimenti senza aver compreso perché fanno male, senza aver compreso cioè le vere cause dei problemi.
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