La qualità del burro
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Le tipologie di burro
Burro classico – È il burro normale e contiene mediamente l’82-85%per cento di grassi; il resto è acqua. Notate la differenza fra panna (emulsione di grasso in acqua) e burro (emulsione di acqua in grasso).
Burro chiarificato - Ha un tenore di lipidi maggiore del 99%. Questo tipo di burro può essere venduto anche al dettaglio. Ha un punto di fumo molto più alto e quindi può essere usato per friggere. Il burro normale si può chiarificare, eliminando l'acqua e innalzando il suo punto di fumo (che arriva fino a 200 °C e quindi può essere usato per friggere). Per chiarificarlo basta metterlo in un pentolino e farlo sciogliere a bagnomaria per circa 15 minuti, senza farlo bollire. Si formano degli agglomerati di materia bianca (in gran parte caseina) che vanno eliminati filtrando il tutto con un colino a trama fitta. Il burro raffreddato si conserva poi in frigorifero.
Burro disidratato – Detto anche olio di burro. Si ottiene per fusione del burro seguita da una centrifugazione per eliminare l'acqua. Si conserva per parecchi mesi, ma per durate superiori all'anno è consigliabile conservarlo a temperature vicine allo zero. È usato in pasticceria o nella produzione di gelati.
Burro a ridotto tenore di grasso – Burro in cui la percentuale di grasso scende al 60-62% e al 39-41% nel burro "leggero a basso tenore di grasso".
Burro a ridotto contenuto di colesterolo - In questo prodotto il contenuto in colesterolo è ridotto mediamente del 75-80%.
Burro vegetale – Non dovrebbe nemmeno comparire in questo
elenco, ma lo inseriamo per avvertire il consumatore della scarsa qualità
del prodotto. Il burro vegetale è ottenuto chimicamente utilizzando processi
di frazionamento che portano al grasso vegetale (o, peggio, di idrogenazione
che lo rendono di fatto una margarina). Salutisticamente è peggiore del
burro normale.
Riferendoci al solo burro classico, la qualità dipende dalla materia prima impiegata: il burro migliore è quello ricavato solo dalle creme migliori dal punto di vista igienico e organolettico, tanto che la legge prevede per questo burro la denominazione burro di qualità. La centrifugazione è un trattamento rapido che permette di ottenere una crema dolce che viene fatta poi maturare addizionandola di fermenti lattici (conferiscono al burro l'aroma finale); con l'affioramento si lascia invece riposare il latte per dodici ore e la panna ricavata è più aromatica e acida e non viene addizionata di fermenti poiché questi si sviluppano naturalmente durante il periodo di riposo del latte.
Da queste brevi note si comprende come dal punto di vista salutistico non ci siano differenze fra un burro di ottima qualità e un burro di qualità normale: ce ne possono essere dal punto di vista organolettico.
Un burro di buona qualità è lucido, omogeneo e compatto, senza goccioline d'acqua al taglio, il colore è bianco-giallognolo, variabile a seconda del periodo di produzione in base al foraggio delle vacche (bianco d'inverno e più giallo in estate), l'odore e il sapore sono lievi e delicati.
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