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Il burro d'arachidi
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Il burro d'arachidi è ottenuto dalle noccioline americane (arachidi) ed è molto comune nell'alimentazione statunitense (sembra sia stato inventato da un farmacista di St. Louis, George A. Bayle jr., nel 1890). A fine secolo (1895) i fratelli Kellogg presentarono un brevetto per la preparazione del burro d'arachidi e da allora il nuovo alimento incominciò a spopolare. Furono migliorate le tecniche, soprattutto per evitare che l'olio si separasse dalla crema (procedimento di Rosefield, 1922). Nel 1932 Rosefield produsse il celeberrimo Skippy, ancora oggi vendutissimo, contrastato da altri prodotti di grande marche, come Jif della Procter&Gamble.
La composizione del burro d'arachidi dipende dal processo di produzione nonché da arricchimenti vari (sale, minerali, vitamine ecc.) o impoverimenti (grassi) e si deve perciò ritenere un alimento variabile. La composizione classica indica:

INFO AL. - Carboidrati: 9,2; proteine: 25,1; grassi: 50,5; acqua: 1,8; calorie: 588.

Le fibre e le ceneri alimentari superano spesso il 10% del prodotto.
Le informazioni nutrizionali sono spesso poi confuse dal fatto che ci si riferisce al cucchiaio anziché a 100 g. Per esempio i dati di Skippy si riferiscono alla porzione di 32 g.
I grassi contenuti nel burro d'arachidi sono (per 100 g): 10,3 g di saturi a catena lunga, 23,7 g di monoinsaturi e 13,9 g di polinsaturi, quasi tutti rappresentati dall'acido linoleico. Da un punto di vista nutrizionale importante il contributo di niacina (vitamina B3, 13 mg per 100 g), di folati (74 microgrammi) e di vitamina E (9 mg): l'alto contenuto calorico e la relativamente piccola quantità che se ne assume rendono comunque questi dati poco interessanti nell'economia globale dell'alimentazione del soggetto. Le non molte ricerche che promuovono il burro d'arachidi in realtà promuovono l'uso generale di vegetali poveri in grassi saturi (noci, nocciole, arachidi ecc.), anche perché è ottimistico sperare che un solo alimento, per di più ipercalorico, possa avere proprietà farmacologiche notevoli.
burro di arachidiIl vero problema del burro d'arachidi è rappresentato dalla presenza di grassi trans dovuta ai processi di lavorazione e alla necessità di mantenere morbido e di conservare a lungo il burro d'arachidi. La nuova legge che dal primo gennaio 2006 negli USA obbligherà a indicare la quota di grassi trans permetterà al consumatore di scegliere quei prodotti che hanno una quota nulla di grassi trans (per legge se la quota è inferiore a 0,5 g per 100 g si può indicare 0). È vero che esistono già burri d'arachidi biologici privi di trans (usano spesso olio di palma biologico per ammorbidire il prodotto), ma il loro costo è decisamente proibitivo rispetto agli eventuali benefici che possono apportare al nostro modello alimentare.
Serve? Globalmente la presenza di molte proteine, di acidi grassi monoinsaturi e di una buona quota di acido linoleico (per chi non lo assume da altre fonti) può essere interessante, ma sicuramente non è controbilanciata dall'ipercaloricità del prodotto. Inoltre è fondamentale considerare che si deve assumere insieme al burro d'arachidi una certa quantità di carboidrati per rendere equilibrato il proprio pasto. Supponendo di assumere 30 g di burro di arachidi e 100 kcal di frutta si arriva a un'assunzione di 27,7 g di carboidrati, 7,5 g di proteine e 15,1 g di grassi (di cui 7,1 di monoinsaturi) per un totale di circa 280 kcal. Con 50 g di crema Novi (circa le stesse calorie; il paragone può essere condotto con la celeberrima Nutella, la cui qualità è sicuramente superiore a quella di molti burri d'arachidi idrogenati) si hanno 6 g di proteine, 21,3 di carboidrati e 17,8 di grassi (ci cui 13,5 di monoinsaturi). Fra nocciole e arachidi, senza essere nazionalisti, forse è più facile alimentarsi con la crema di nocciole.


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