Ossido nitrico
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L'ossido nitrico è un gas incolore che per molti anni è stato considerato un gas particolarmente inquinante e ritenuto uno dei fattori responsabili del fenomeno noto come buco nell'ozono.
A partire dalla fine degli anni '70 del XX secolo fu scoperto che l'ossido nitrico svolgeva nel nostro organismo un ruolo quale mediatore intracellulare; grazie a tale scoperta, Luis Ignarro, un biochimico statunitense, vinse nel 1998 il premio Nobel per la Medicina (nel 1979 Ignarro pubblicò il primo lavoro sulla capacità dell'ossido nitrico di rilassare le cellule muscolari lisce dei vasi sanguigni).
Nel nostro organismo l'ossido nitrico viene prodotto durante il processo di conversione dell'arginina in citrullina grazie all'azione delle ossido nitrico sintasi (NOS), una famiglia di enzimi (per approfondimenti sul ruolo degli enzimi nel nostro organismo si rimanda al nostro articolo Enzimi).
Nelle cellule animali si ha la produzione di tre tipi di ossido nitrico sintasi; tali enzimi generano ossido nitrico per svolgere determinate funzioni. Le tre ossido nitrico sintasi sono le seguenti:
- ossido nitrico sintasi neuronale
- ossido nitrico sintasi endoteliale
- ossido nitrico sintasi inducibile.
Le tre ossido nitrico sintasi sono enzimi particolarmente complessi e sono tutti formati da diverse subunità che hanno funzioni diverse; per la determinazione delle strutture di tali enzimi, i ricercatori li hanno scomposti nelle singole parti.
La sopravvivenza dell'ossido nitrico nell'organismo umano è particolarmente breve e si ha la sua degradazione in nitriti, nitrati, ossidrile e altri derivati del catabolismo. La presenza dell'ossido nitrico è stata rilevata nel sistema nervoso centrale, nelle cellule endoteliali dei vasi, nelle piastrine e in molte altre parti dell'organismo umano.
Uno dei fattori che inducono la sintesi di ossido nitrico è rappresentato dal cosiddetto shear stress, espressione inglese che viene talvolta tradotta come stress di parete; lo shear stress stimola l'endotelio a rilasciare sostanze come la EDRF (fattore di rilasciamento endoteliale); tali sostanze hanno spiccate proprietà anti-aterogene e svolgono anche funzioni di regolazione del tono vascolare. Nel momento in cui, per esempio, si ha un aumento eccessivo della pressione arteriosa, l'organismo reagisce attraverso la sintesi di ossido nitrico il quale, contribuendo alla vasodilatazione, svolge un ruolo anti-ipertensivo. Nel caso in cui si verifichi un'inibizione della sintesi di ossido nitrico, si ha un incremento delle resistenze periferiche e, conseguentemente, si ha un innalzamento della pressione arteriosa. Si ritiene che la sintesi di ossido nitrico sia stimolata anche da sostanze quali le citochine e la noradrenalina; le citochine sono proteine di piccole dimensioni che vengono prodotte da cellule del sistema immunitario, i macrofagi e i linfociti, e che hanno il compito di trasmettere messaggi che siano in grado di attivare funzioni quali la riproduzione e la differenziazione delle cellule; la noradrenalina è invece un ormone che viene rilasciato in modo sovrafisiologico in seguito al verificarsi di situazioni di notevole stress, sia fisico che psicologico.
Di seguito riassumiamo brevemente le principali funzioni svolte dall'ossido nitrico nell'organismo umano:
- modulazione della trasmissione nervosa e della trasmissione neuromuscolare
- rilassamento della muscolatura liscia non volontaria
- intervento diretto nella risposta immunitaria
- diminuzione dell'aggregabilità e dell'adesibilità piastriniche (effetti antitrombotici)
- stimolazione della sintesi di nuovi mitocondri (mitocondriogenesi).
Integratori a base di ossido nitrico
I prodotti a base di ossido nitrico usano il
trucco della sostanza
fondamentale. Spesso si suole puntare
sugli effetti che dovrebbero derivare dalla somministrazione per via orale
di dosi elevate di arginina (l'aminoacido precursore dell'ossido nitrico). Chi
sostiene questo tipo di integrazione ritiene che assumendo regolarmente
arginina si verificherebbe un aumento della sintesi di ossido nitrico. In
realtà è abbastanza ottimistico sperare che assumendo particolari aminoacidi
crescano i livelli di ossido nitrico; il discorso è analogo al tentativo di
far crescere i livelli di ormone della crescita assumendo determinate
combinazioni di aminoacidi. In sostanza, anche assumendo arginina (che è un
ottimo integratore, ma per altri scopi), i livelli di ossido nitrico non
aumentano granché per il semplice fatto che per la sintesi dell'ossido
nitrico sono coinvolte altre sostanze e devono esserci particolari
condizioni.Ma, a prescindere dal risultato, si deve notare l'eventuale pericolosità del processo.
Abbiamo visto che l'ossido nitrico svolge nel corpo diverse funzioni, ma non si devono dimenticare quelle negative; qui di seguito ne indichiamo due:
- l'ossido nitrico reagisce con i radicali liberi e forma i perossinitriti, che, essendo molto reattivi, convertono la tirosina delle proteine cellulari in nitrosotirossina, modificando il comportamento della proteina. Secondo gli studi di Beckman (J.S. Beckman et al., Biological Chemistry Hoppe-Seyler, 375:81-8, 1994) le proteine che hanno subito nitrazione sarebbero collegate a patologie come SLA, infarto e aterosclerosi.
- L'eccesso di ossido nitrico provoca il "nitrosative stress"
delle cellule (Stamler), cioè diventa una tossina che compete con
l'ossigeno.
Insomma a fronte di un poco probabile vantaggio, danni quasi certi…
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