Noni (noni juice)
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Periodicamente vengono alla ribalta (e la rete purtroppo contribuisce a diffondere tali ottimistiche informazioni) sostanze miracolose, supportate da ricerche altrettanto miracolose. In genere si tratta di ritrovati esotici che richiamano lontanamente la stregoneria, cioè i rimedi dell'uomo della medicina.
Vediamo di capire dove sta il trucco. Gli stessi ragionamenti sono applicabili anche ad altri rimedi. La storia si ripete sempre!
1) È il succo di una pianta polinesiana (Morinda citrifolia), da secoli usato dagli indigeni. Sarebbe eccezionale. Ma come mai questi popoli hanno una vita media decisamente inferiore a quella delle popolazioni occidentali? Con una battuta, il rimedio è eccezionale solo per chi lo vende.
2) L'introduzione nel mondo occidentale risale agli anni '80. Perché viene commercializzato solo dopo 20 anni, se gli effetti erano così eclatanti e così visibili? Perché non lo erano e solo la necessità di trovare qualcosa di nuovo lo ha riproposto al pubblico. Chi deve lanciare un integratore cosa fa?
- Cerchiamo una "novità", le altre sono già bruciate.
- Perché non usiamo il noni?
- Vai con il noni!
4) Si citano spesso le ricerche. Ora dovete sapere che le ricerche sono pubblicate su riviste scientifiche internazionali; esistono banche dati di queste pubblicazioni, per esempio PUBMED. Se per esempio in PUBMED non c'è il termine pincopallo (occorre introdurre i termini in inglese o, nel caso di rimedi fitoterapici, anche in latino), vuol dire che non è stato pubblicato nulla sulle riviste scientifiche ufficiali. Se ci sono meno di 100 ricerche si deve ricordare che la ricerca non è scienza.
Proviamo (ricerca effettuata a fine 2008) con ginseng, otteniamo
3.365 ricerche. Poi ovviamente non è detto che tutte queste ricerche siano
importanti o che concludano positivamente sulla sostanza: bisogna leggerle,
ma almeno ci sono.Proviamo con creatine (il termine inglese per creatina); troviamo ben 41.160 ricerche!
Proviamo con noni, troviamo 44 ricerche, se ne aggiungono 16 se usiamo anche Morinda citrifolia. Se confrontiamo le 2.107 ricerche sul ginseng e le 60 ricerche sul noni troviamo più o meno la stessa situazione: applicazione del principio attivo in campi molto, molto ristretti, su animali ecc. ecc. Infatti il ginseng non sconfigge il cancro, non ci rende più forti o più resistenti (la moda è ormai passata) ecc. Ciò non significa che il noni o il ginseng non siano degni di studio, ma che è molto ottimistico sperare di aver trovato la panacea di tutti i mali. Capendo qualche cosa di più della loro azione, magari si scopriranno veri farmaci molto potenti.
Proviamo con Herbalife (che fra l'altro vanta di avare annoverato un premio Nobel fra i suoi ricercatori): 13 ricerche che discutono sugli effetti negativi (epatotossicità, danno al cuore ecc.) dell'integratore.
5) I commerciali invece partono in quarta e danno per scontato che sia tutto oro ciò che luccica. Vengono citate ricerche mai pubblicate su riviste mediche come quella di Solomon (ricordo che anche gli scienziati illustri a volte si lasciano sedurre da campagne promozionali, come Luc Montagnier con la papaya); si tratterebbe di uno screening su oltre 8.000 soggetti. La ricerca ha valore nullo perché è stata condotta semplicemente secondo il modello dell'intervista (Morinda citrifolia (Noni): a literature review and recent advances in Noni research. Wang MY, West BJ, Jensen CJ, Nowicki D, Su C, Palu AK, Anderson G., Acta Pharmacol Sin. 2002 Dec;23(12):1127-41.): hai preso il noni? Ti senti meglio? Sì, eccellente, il noni funziona. Non c'è nessun controllo critico sulla pressione psicologica dell'intervistatore sul paziente. I dati poi sono francamente "risibili" perché parlano di miglioramento e non di guarigione. Ovvio che se insisto, riesco comunque a strappare un sì alla ripetuta domanda: "ma non si sente un po' meglio??" o un no a "ma sta proprio male come prima?". Chi mi impedisce di annoverare fra i sì qualunque esitazione? Cosa serve la medicina visto che il noni curerebbe tutto, dalla depressione al cancro, passando per diabete e ipertensione?
6) Molte sostanze sono degne di essere studiate, ma da qui a ottenere un farmaco efficiente ce ne corre. L'uso poi di integratori è spesso ottimistico. Si pensi che in molte ricerche per ottenere un qualche risultato si usano dosi 10 o 50 volte superiori a quelle contenute negli integratori, dosi che costerebbero quindi una fortuna (decine di volte il costo dell'integratore che già costa parecchio!). Questo punto è alla base del paragrafo che segue.
Principio delle multinazionali
Condizione necessaria (ma non sufficiente) affinché un principio attivo sia valido è che sia venduto da una multinazionale
È incredibile come molte persone siano attirate dalla ricerca di un integratore che sia la panacea di tutti i mali (scorciatoia?). Ho già spiegato come dietro questo atteggiamento non esista uno spirito scientifico, ma soprattutto un'assenza di spirito critico che fa prendere per eccezionali informazioni che invece non sono che il tentativo di proporre qualcosa di commerciale con la "scusa" di aiutare chi ne ha bisogno, cioè il malato.Basta usare il cervello, avere capito le leggi del mondo e usare il famoso ragionamento del Ma se. Infatti queste righe potrebbero comparire nella rubrica Ma se, ma le ho riunite sotto la denominazione di principio delle multinazionali. Vediamo di cosa si tratta.
- Tutti sanno che le multinazionali del farmaco sono orientate al business.
- Tutti sanno che le multinazionali del farmaco sono potentissime.
- Ma se il rimedio X funziona perché lo lascerebbero nelle mani di un insieme di piccole aziende?
Alcuni danno la seguente spiegazione: perché non venderebbero più i farmaci tradizionali che funzionicchiano.
Ma se il rimedio X funziona, nel giro di pochi mesi il passaparola fra i pazienti distruggerebbe ogni farmaco precedente. Volete che chi soffra di cancro o di depressione e guarisca grazie al rimedio X non diffonda la notizia ad almeno 10 malati? Non occorre essere geni della matematica per capire che la diffusione a macchia d'olio interesserebbe milioni di persone in pochi mesi.
Altri non s'arrendono e sostengono che le multinazionali non possono brevettare sostanze naturali da cui non ricaverebbero profitti. La multinazionale non brevetta una sostanza naturale: la usa e brevetta il nome! Vedasi l'esempio dell'acido acetilsalicilico con il quale la Bayer ha fatto una fortuna con il marchio Aspirina.
Da notare che molti multinazionali controllano aziende minori che promuovono le sostanze dubbie: in tal modo prendono il mercato dei creduloni, ma con non sporcano il loro nome!
IL COMMENTO
L'emblicaBuon giorno,
ha visto oggi la trasmissione "Salute", in onda verso le 13.30 su Raidue? Parlava di emblica, o fiore della vita, come "potente antiossidante" della medicina ayurvedica. In internet pare ne parlino bene, anche troppo. È possibile avere un suo parere?
Ci arrivano tante mail come questa che chiedono "informazioni sicure" su prodotti (spesso di origine vegetale/naturale, perché se fossero di natura artificiale/chimica spaventerebbero troppo il potenziale consumatore) che promettono MIRACOLI. Leggete attentamente il commento che segue.
Ieri mi hanno mandato una mail dove mi si chiedeva notizie di studi indipendenti (cioè non del produttore) su un prodotto che "previene i tumori, migliora le difese immunitarie, diminuisce il colesterolo e il diabete". Sempre sullo stesso prodotto, in rete si legge che è un'alga dalle proprietà miracolose tanto che, nell'isola giapponese dove si trova, la gente non muore di cancro.
Una delle caratteristiche che contraddistingue la persona di buon senso (sprecare il termine "razionale" è un controsenso) è che scarta subito ogni situazione che viene demolita da un Ma se, cioè da un ragionamento che, dando per vera la situazione, trova una conseguenza che nella realtà non si verifica.
Per aiutare chi non ci arriva, nel sito ho esplicitato l'uso del Ma se nel caso degli integratori miracolosi (principio delle multinazionali): se un integratore fosse veramente miracoloso, le case farmaceutiche multinazionali attentissime al business, l'avrebbero fatto proprio e lo proporrebbero sul mercato, la comunità scientifica internazionale lo approverebbe, chi lo ha scoperto vincerebbe il Nobel ecc. Se ciò non avviene e l'integratore è proposto da persone o aziende di secondo piano, utilizzando la grande enfasi tipica di chi vuole convincere gli eschimesi a comprare il ghiaccio, state sicuri: non funziona.
Capisco che la gente poco razionale (il poco è un eufemismo, probabilmente si potrebbe parlare di razionalità negativa) creda a tutto, ma la cosa che mi sorprende maggiormente è che ci siano persone scettiche che "comunque" vogliono approfondire la questione, affascinate dalla domanda "e se poi fosse vero?". Come giudichereste una persona che mi scrivesse "caro Albanesi, a me sembra una bufala, ma un mio conoscente mi ha detto che ha un sistema che nel giro di sei volte ti fa centrare il sei al Superenalotto. Me lo vende per 1.000 euro. Come posso approfondire la questione per vedere se dice la verità?"?
Queste persone sono borderline, sul ciglio del baratro; una volta avanti con gli anni diventeranno le classiche vittime delle truffe agli anziani.
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