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Fosfolipidi
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I fosfolipidi sono grassi in cui una o più molecole di acidi grassi sono legate a un gruppo fosforico o a una base azotata. Vengono sintetizzati all'interno delle cellule (quelle epatiche in particolare) e sono fondamentali costituenti della membrana cellulare: il gruppo fosforico dei fosfolipidi costituisce la parte idrofila della molecola, mentre la parte lipidica è idrofoba.
Grazie a questa doppia caratteristica i fosfolipidi possono perciò interagire con l'acqua e con i lipidi, controllando il flusso delle sostanze attraverso la membrana.
I fosfolipidi sono importanti nei processi di coagulazione del sangue, nella risposta infiammatoria, nella costituzione della guaina mielinica e della bile.
Un'altra importante funzione ricoperta dai fosfolipidi è quella di contribuire a rendere idrosolubili le lipoproteine (sostanze composte da trigliceridi, fosfolipidi, colesterolo, proteine e vitamine liposolubili) permettendo la loro veicolazione dal torrente sanguigno fino alle cellule incaricate della loro metabolizzazione.
I fosfolipidi sono dotati di proprietà emulsionante (tengono insieme lipidi e acqua), sfruttata a livello industriale (settori alimentare, cosmetico e salutistico).
Tra i fosfolipidi più noti possiamo ricordare la fosfatidilcolina, la fosfatidiletanolamina, il fosfatidilinositolo, la sfingomielina e la fosfatidilserina che trattiamo brevemente di seguito.
fosfolipidiLa fosfatidilserina è sicuramente, tra i fosfolipidi, la sostanza più nota a chi usa integratori. A essa fondamentalmente si attribuiscono due importanti funzioni:
a) aumentare la memoria e l'attenzione (in alcuni studi su anziani sembra che abbia migliorato anche l'umore, ma ciò può essere conseguenza di un miglioramento della memoria e dell'attenzione);
b) contrastare l'azione catabolica del cortisolo.
Sul primo punto occorre essere molto chiari: tutte le ricerche parlano di soggetti decisamente anziani (la ricerca più giovane che ho trovato usava un gruppo di soggetti di 64 anni d'età) e con gravi problemi; è ottimistico sperare che un soggetto normale tragga beneficio dall'assunzione di fosfatidilserina. Sono molto critico sui presunti effetti degli "integratori cerebrali". Da maestro di scacchi frequento ambienti dove, se un integratore cerebrale funzionasse (aumento della memoria, della lucidità e attività cerebrale o altro), tutti lo userebbero. Attualmente non esistono sostanze in grado di migliorare l'attività cerebrale in modo significativo senza effetti collaterali.
Sul secondo punto il mondo del body building si è gettato a pesce, utilizzando ricerche molto leggere, spesso mai confermate. Il meccanismo è sempre lo stesso: si usa un linguaggio pseudoscientifico suffragato da qualche ricerca non confermata (magari di dieci e passa anni fa) per sostenere tesi che logicamente non stanno in piedi (si veda il paradosso del ragazzo). Inoltre dobbiamo ricordare che il catabolismo è un normale processo del nostro organismo. Tentare di inibirlo o ridurlo a tutti i costi significa spesso andare incontro ad altri problemi perché per esempio il cortisolo gioca un ruolo importante come antinfiammatorio.


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