Acido folico
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L'acido folico è presente nel fegato, nella carne, nel lievito di birra e in molti alimenti vegetali (asparagi, carciofi, verdure, arance e agrumi). La cottura degli alimenti ne riduce notevolmente il contenuto (circa 80%).
L'acido folico avrebbe effetti positivi nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, dei tumori, dell'Alzheimer, ma, a parte la spina bifida, il suo ruolo non è ancora stato completamente chiarito. Secondo alcuni studi, una carenza di folati può essere strettamente connessa all'ipoacusia (perdita di udito) tipica della terza età (circa un adulto su tre al di sopra dei 60 anni e la metà degli over 85).
La posizione AHA – L'American Heart Association (un organismo molto conservatore) stranamente non ritiene necessaria (anzi "non raccomanda") l'integrazione con acido folico nonostante ammetta il ruolo dell'omocisteina nella patologia cardiovascolare. Incredibilmente, visto che l'assunzione di acido folico non ha particolari controindicazioni; l'AHA si limita a sostenere che un'alimentazione corretta può risolvere il problema e che la RDA consigliata (400 mcg) è più che sufficiente.
Visto che molti alimenti sono arricchiti di acido folico e che praticamente tutti raggiungono la RDA, se bastasse questa quantità, perché si rilevano comunemente livelli di omocisteina alti in chi ha uno stile di vita errato (sovrappeso, fumo ecc.)? Secondo alcuni, è fondamentale per l'AHA mantenere un buon rapporto con le multinazionali del farmaco, continuando a promuovere la lotta al colesterolo e la conseguente vendita di statine. Infatti il costo dell'acido folico è veramente minimo e non darebbe adito a un grosso business.
La motivazione ufficiale sarebbe che "non si è ancora capito il meccanismo con cui l'omocisteina promuove l'aterosclerosi", pur sapendo che ciò avviene! Inoltre si sa per certo che bassi livelli di acido folico nel sangue sono correlati a un maggior rischio cardiovascolare.
Effetti dimostratiL'acido folico ha funzione importante nella moltiplicazione delle cellule, cioè nella sintesi degli acidi nucleici, nonché di aminoacidi; come vitamina del gruppo B interviene nella formazione dei globuli rossi (fattore antianemico) ed è importante per l'equilibrio del sistema nervoso.
L'acido folico favorisce la fertilità, aiuta sia prima sia durante la gravidanza ed è consigliato durante il periodo dell'allattamento.
L'acido folico è inoltre in grado di ridurre l'omocisteina, un aminoacido presente nel sangue e i cui alti livelli sono associati a un maggior rischio cardiovascolare.
Avvertenze
La somministrazione di acido folico va fatta con una certa cautela in soggetti affetti da anemia megaloblastica di origine non nota. La motivazione di tale cautela risiede nel fatto che l'acido folico può rendere difficoltosa la diagnosi di anemia perniciosa dal momento che può ridurre le manifestazioni ematologiche della patologia facendo progredire le complicazioni di tipo neurologico; in altre parole: mascherando la diagnosi si potrebbe arrivare a un grado elevato di danni neurologici prima di diagnosticare con certezza la vera causa dello stato anemico.
Nei soggetti trattati con farmaci antagonisti dell'acido folico è più opportuna la somministrazione di acido folinico piuttosto che quella di acido folico a elevati dosaggi.
Non è raccomandata la co-somministrazione di acido folico con fenobarbitale, fenitoina o piramidone.
È necessario controllare la risposta ematologica in caso di co-somministrazione di acido folico e cloramfenicolo.
Dose efficace
La RDA (Recommended Daily Allowance, la dose giornaliera consigliata) è di circa 400 microgrammi, anche se i più recenti studi consigliano un'assunzione di 1 mg al giorno. Se preso da solo, l'acido folico viene assorbito al 100% (da qui l'efficacia dei prodotti d'integrazione alimentare); la percentuale scende all'85% se l'acido viene preso con gli alimenti e al 50% se assunto come folati dai cibi. Anche se assunto in eccesso, l'acido folico non ha effetti collaterali.
Esistono vere e proprie anemie da mancato assorbimento dei folati, curabili con l'assunzione di acido folico in quantità molto alte (15 mg al giorno). Si tratta di un esempio in controtendenza con il naturale: ciò che viene assunto naturalmente è decisamente meno efficace dell'assunzione "sintetica".
La standardizzazione dell'azione dell'acido folico passa attraverso la definizione del DFE (dietary folate equivalent) dove 1 DFE = 1 microgrammo di folato alimentare = 0,5 microgrammi di integratore (sintetico) assunto a stomaco vuoto.
Una carenza relativa di acido folico nel sangue materno prima del concepimento e durante le prime settimane di gravidanza aumenta le probabilità di avere un figlio con un difetto di chiusura del tubo neurale. È consigliabile integrare l'alimentazione della donna con 0,5-0,8 mg al giorno almeno tre mesi prima dell'inizio di una gravidanza e nei successivi tre mesi; con tale integrazione, si riduce il rischio del 70%.
Molte fonti consigliano l'integrazione di acido folico non solo per le donne che decidono di dare inizio a una gravidanza. Il consiglio prevalente è quello di effettuare un'integrazione, per lo meno a cicli (tre all'anno), per il mantenimento generale della salute.
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