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Digiuno
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Una volta il digiuno era legato soprattutto a scelte di carattere mistico-religioso; oggi è visto innanzitutto come una forma di purificazione fisica, un'eliminazione delle tossine che dovrebbero aver inquinato il nostro corpo a seguito di un regime alimentare sbagliato. A prescindere dal fatto che spesso chi parla di digiuno riesce a infilare una serie impressionante di castronerie scientifiche mentre spiega i presunti benefici dell'operazione, è possibile mostrare come il digiuno, anche saltuario, è effettivamente dannoso.
Infatti, durante una riduzione calorica, l'organismo può attuare un processo di adattamento o di accomodamento. Con l'adattamento si ha un abbassamento del metabolismo basale in modo da preservare le risorse, mentre con l'accomodamento le risorse vengono utilizzate per sopperire al mancato apporto di nutrienti. In genere l'organismo tende a utilizzare processi di adattamento che non sono distruttivi (per esempio non è intaccata la massa magra). Con il digiuno è molto probabile che intervengano processi di accomodamento, soprattutto se è protratto. Infatti la gluconeogenesi (l'impiego dei lipidi e delle proteine per ottenere il glucosio necessario per mantenere i valori glicemici nella norma; le scorte di glicogeno vengono infatti esaurite in meno di 24 ore) già dopo qualche giorno comincia a produrre effetti negativi: la massa magra viene intaccata per convertire le proteine in energia (con conseguente sovraccarico epatico) e allo stesso scopo vengono utilizzati anche i grassi (con effetto dimagrante) con conseguente accumulo di scorie chetoniche. In sostanza il digiuno anziché purificare l'organismo lo intossica!
E il digiuno di un giorno? - Anche il digiuno di un giorno non è positivo. Infatti un sedentario (per uno sportivo sarebbe dura digiunare e allenarsi, vedi esempio sottostante) che ha un fabbisogno calorico di 1.800-1.900 calorie ne spende circa 1.400 per il metabolismo basale. Ciò vuol dire che per vivere, l'organismo, digiuni o no, produce scorie, la depurazione non dipende dal digiuno, ma dalla capacità di eliminare queste scorie; se questa capacità viene meno o semplicemente diminuisce, il digiuno non può certo ripristinarla. Quindi ci si deve chiedere quando il digiuno inizia a far male, consapevoli che bene non fa mai. La risposta è nella quantità delle scorie che il processo di gluconeogenesi produce, smontando i muscoli e bruciando grassi in presenza di scarse o scarsissime riserve di carboidrati per avere l'energia necessaria. Poiché la gluconeogenesi serve per sopperire alla mancanza di energia, i danni del digiuno dipendono dall'energia spesa dal soggetto: un conto è digiunare stando a letto e un conto è digiunare facendo una vita attiva. Anche il digiuno di un giorno può far male. Un ragazzo ha digiunato per circa 36 ore a causa di una leggera sindrome influenzale che aveva colpito il tratto gastrointestinale  Rimessosi, ha pensato bene di giocare un'estenuante partita a pallone. Risultato: strappo agli adduttori. Ovviamente non esiste controprova, ma è molto probabile che il catabolismo proteico innescato dal digiuno e lo sforzo fisico abbiano causato l'infortunio.

Il digiuno secondo la medicina alternativa

digiunoSecondo alcune correnti igieniste, un digiuno avrebbe anche una funzione terapeutica e addirittura guarirebbe da molte malattie, tumori compresi, grazie a un processo di autolisi cellulare che provocherebbe un rinnovamento dei tessuti.
Questa teoria non è che l'esempio di come l'ignoranza delle basi della fisiologia umana tenda ad avvalorare teorie fantasiose, puramente filosofiche, completamente staccate dalla realtà. Inutile commentare, posso solo citare il caso di un mio compagno di squadra che, dopo aver abbracciato da anni, teorie alternative, veganesimo ecc. è stato colpito a poco più di 50 anni da un tumore all'intestino (patologia oggi curabile con un intervento convenzionale tempestivo); ha rifiutato tutte le cure e, fino all'ultimo, ha creduto che il digiuno potesse salvarlo. Onore alla coerenza, ma forse i figli e la moglie preferirebbero che fosse ancora vivo.
Pensare che il digiuno possa depurare è tipico di mentalità anoressiche che comunque ritengono che il cibo o alcuni cibi possano fare molto male. Va da sé che in un soggetto sano non si comprende perché debbano accumularsi scorie (quali? Dove? In che quantità?) che sarebbero eliminate con il digiuno. Premesso che è il digiuno che intossica l'organismo, se un soggetto sano non è in equilibrio con la propria alimentazione (cioè non riesce naturalmente a eliminare le scorie che produce) significa semplicemente che mangia male.

IL COMMENTO

PannellaUna domanda veloce a cui non ho trovato risposta spulciando nel sito.
Se per ipotesi un giorno ingurgito 3.800 calorie a un pasto luculliano da amici (va già bene perché una volta sarebbero state 6.000), il giorno dopo ho pochissima fame e me ne bastano meno di 1.000, magari anche 500.
Risultato netto: circa 4.500 calorie in due giorni quindi nella norma.
Si può dire che ho digiunato quando nella realtà non ho quasi mangiato solo per mancanza di fame? Pur sapendo che la soluzione ottimale sarebbe stare sotto le 3.000 al pasto luculliano (non più così luculliano) e limitarsi a 1.500 il giorno seguente, ho subito comunque un processo di intossicazione dovuto al digiuno, seppur parziale? Marco
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La risposta alla domanda "ho subito comunque un processo di intossicazione dovuto al digiuno, seppur parziale?" è: "sicuramente in parte sì".
Dipende da quante sono le calorie assunte il secondo giorno. Per ipotesi supponiamo 4.000 il primo giorno e 500 il secondo. Molte delle prime 4.000 saranno trasformate in grasso perché il corpo non ha più bisogno di proteine, né di carboidrati. Il secondo giorno, quando il corpo richiede i carboidrati e le proteine necessari, poiché i grassi non possono essere riconvertiti in proteine e carboidrati, ecco che dovrà usare le 500 calorie; essendo insufficienti, si riprodurranno (ovviamente parzialmente) le stesse condizioni del digiuno. Perché non si abbiano problemi, la quantità del secondo giorno deve essere tale (in macronutrienti) da soddisfare i bisogni minimi del corpo in proteine e carboidrati (ved. Le proteine e I carboidrati). In linea teorica, i carboidrati si possono prelevare dalle scorte di glicogeno (ammesso che queste non siano depauperate dall'attività sportiva), ma per le proteine il nostro corpo non ha scorte. Vorrei che comunque fosse chiaro che il problema è veramente modesto, rispetto a chi digiuna magari completamente per 48 ore!


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