Miele
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Spesso terapeuticamente sopravvalutato, attualmente non gli viene riconosciuto che un blando effetto emolliente. Il profumo, il colore e il sapore del miele cambiano in funzione dei fiori dai quali le api suggono il nettare. Il miele contiene infatti, oltre ad acqua (17%), zuccheri vari (80%, monosaccaridi, fruttosio e glucosio) e minerali (fino all'1,5%), anche residui di granuli pollinici ed essenze aromatiche dei fiori. Per un kg di miele occorre il nettare di circa due milioni di fiori. Se nella composizione il glucosio prevale sul fruttosio il miele cristallizza più rapidamente; il miele in commercio, molto filante, si ottiene con una cristallizzazione artificiale, riscaldandolo a 30 °C e mescolandolo con piccole quantità di varietà a cristallizzazione molto fine. Fra le varietà si devono ricordare il millefiori (che come dice il nome deriva da molte piante) e quelle monofloreali (castagno, acacia, eucalipto, tiglio ecc.).
Considerazioni alimentari - Come molti altri prodotti dell'apicoltura (polline e pappa reale) è stato spesso sopravvalutato sia terapeuticamente sia energeticamente. Non è vero che il miele sia una fonte privilegiata di energia (qualunque fonte di carboidrati la fornisce); anzi in genere, a causa del gusto troppo dolce, le quantità di miele assunte sono pari a quantitativi energetici veramente minimi. Sarebbe interessante che i cultori della pappa reale, del polline o del miele sapessero rispondere in maniera convincente, diretta e non vaga ("sono prodotti naturali", "danno energia" ecc.) a domande del tipo: ma perché fanno bene? A prescindere da queste constatazioni scientifiche, il miele deve comunque essere considerato un ottimo alimento che può entrare nella nostra dieta come sostitutivo dello zucchero o della marmellata, della quale è più calorico, ma meno appetibile (cioè una fetta biscottata con miele e una con marmellata spesso hanno le stesse calorie perché si usa una quantità di miele inferiore).
INFO AL. - Proteine: 0,30; grassi: 0; carboidrati per differenza: 82,40 (fibre: 0,2); ceneri: 0,2; acqua: 17,10; colesterolo: 0; sodio: 4; calorie: 304.
IL COMMENTO
Mi chiamo Gabriella; sono molto contenta della qualità delle informazioni che ricevo
sull'alimentazione; il problemino che espongo è il seguente: non sono
riuscita a trovare un articolo sul miele. Ieri, alla radio, un produttore
italiano metteva in guardia gli ascoltatori sui pericoli di presenza di
antibiotici nel miele importato, specie extra-Cee, in particolare dalla
Cina; in effetti stamattina ho visionato il miele Ambrosoli che risulta
essere una miscela di miele di provenienza extra-Cee. Vorrei avere una
delucidazione su questo tema. Non hai trovato l'articolo perché è un falso problema di difficile trattazione. Infatti:
a) è vero che nel miele possono trovarsi residui di antibiotici (di solito usati per contrastare le patologie da batteri), ma tali valori sono veramente molto bassi, decisamente inferiori ai limiti che possono creare problemi alla salute umana. Tant'è che gli stessi produttori di miele avvertono che: "La presenza di residui antibiotici nel miele non va posta, quindi, in termini di sanità pubblica. Si tratta, piuttosto, di preservare l'immagine di qualità e di salubrità del miele." (fonte: www.mieliditialia.it).
b) La precedente ammissione fa capire che il discorso "antibiotici" nel miele è un comodo modo di promuovere prodotti italiani a scapito di prodotti esteri non comunitari. Si gioca sulla paura del consumatore per diffondere dubbi e perplessità (eccessivi) sul concorrente.
c) I prodotti venduti in Italia (comunitari o meno) devono sottostare alle stesse leggi sanitarie, per cui un miele venduto in Italia deve avere una quantità di sostanze potenzialmente nocive (come gli antibiotici) inferiori a un livello fissato per legge. E tale limite è spesso 100 volte inferiore alla dose che si può assumere a vita senza avere problemi (vedasi articolo sul NOEL nel Club della dieta italiana).
d) Dal punto precedente si deduce che un miele italiano e uno cinese se sono stati controllati (e quelli delle marche più note lo sono) hanno la stessa salubrità. Se non sono stati controllati, entrambi possono essere fuori legge!
Il consiglio è cioè sempre lo stesso: orientarsi sulle marche conosciute e più prestigiose (che non hanno nessun interesse a rovinare la propria reputazione, visto che sicuramente sono soggette a controlli) o a quelle con certificazione biologica.
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