Mandarancio
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Con il termine
mandarancio si è soliti riferirsi agli ibridi tra il
mandarino e l'arancio. Tale termine non sempre viene usato propriamente.
Inizialmente lo si voleva usare per indicare il frutto che veniva denominato
come mandarino, ma, in seguito, è stato utilizzato per indicare i risultati
delle numerose ibridazioni fra mandarino e arancio amaro o dolce. Esistono molte varietà di mandarancio; alcune di esse sono più simili agli aranci, altre hanno conservato caratteristiche più vicine a quelle dei mandarini anche se, a onor del vero, le differenze non sono particolarmente significative. Generalmente le piante dei mandaranci hanno una maggiore resistenza agli agenti atmosferici rispetto a quelle degli aranci e dei mandarini. Le caratteristiche del mandarino che si è cercato di mantenere sono la buccia sottile e la facilità nella divisione degli spicchi, mentre si è preferito dare un maggiore risalto al gusto dell'arancio, più equilibrato rispetto a quello dell'altro progenitore.
La più antica varietà di mandarancio sembra essere la Citrus unshiu, ma molti autori la ritengono ancora una varietà di mandarino. Un'altra varietà nota di mandarancio è la Citrus reticulata, ma anche in questo caso vi sono interpretazioni differenti sull'origine e sulla classificazione. Del resto la classificazione degli agrumi del genere Citrus in generale e quella dei mandaranci in particolare è un argomento dibattutissimo e sempre molto controverso. La stessa clementina (Citrus clementina) è considerata da molti una varietà a sé stante mentre altri usano questo termine quale sinonimo di mandarancio.
Da preferirsi al più calorico mandarino.
Ved. anche Agrumi.
INFO AL. - Proteine: 0,85; grassi: 0,15; carboidrati per differenza: 12.02 (fibre: 1,7); ceneri: 0,40; acqua: 86,58; colesterolo: 0; sodio: 1; calorie: 47.
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