Frutti di mare
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I
frutti di mare identificano solo alcuni tipi di prodotti del mare:
molluschi senza conchiglia (calamari, seppie, polpi), molluschi con
conchiglia in un solo pezzo (lumache di mare, patelle) o in due pezzi
(cozze, ostriche). Come i crostacei, anche i frutti di mare hanno un costo
elevato ed elevate percentuali di scarto e possono presentare fenomeni di
allergia alimentare. La loro carne contiene quantità discrete di proteine
(12% circa), e buone dosi di sali minerali e vitamina A e B. Il contenuto di
colesterolo è elevato e bisogna aggiungere che questi alimenti spesso
vengono preparati con salse e sughi molto elaborati e ricchissimi di
condimenti.Cotti o crudi? – Nonostante la tendenza di chi vive lungo le coste a consumare frutti di mare crudi sia un'abitudine alimentare con radici lontane nel tempo, oggi va sicuramente abbandonata, a causa dei rischi legati all'inquinamento delle acque marine. I frutti di mare infatti filtrano con il loro organismo diversi litri d'acqua marina al giorno, con il risultato di accumulare potenzialmente notevoli quantità di agenti patogeni. Un'altra avvertenza: secondo la legislazione vigente i molluschi vanno venduti ancora vivi, cosa che può essere controllata immergendoli in acqua fredda. I molluschi che restano aperti senza reazione devono essere scartati. Un controllo ulteriore si farà dopo l'apertura forzata delle valve: non devono essere presenti odori di decomposizione o di ammoniaca, indici di alterazione delle carni. Infine, dopo la cottura è opportuno scartare i molluschi che non si sono aperti.
Calamaro
Cozza
Ostrica
Polpo
Seppia
Vongola
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