Biscotti
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Il
biscotto ha un'origine non chiara; la prima traccia si
trova nel
De Agricoltura di M. P. Catone (II a.C.), dove vengono descritti i
suavillum a base di farina di grano, formaggio, uova, miele e semi di
papavero. Altre testimonianze vengono riportate a distanza di secoli, a
prova del fatto che il biscotto era più considerato uno sfizio che un vero e
proprio prodotto alimentare, riservato solo alle classi sociali più
abbienti. Nel 1368 alla corte di Galeazzo Visconti (in occasione del
matrimonio della figlia Violante) vengono servite le pinoccate, mentre nel
1513, alla fine del banchetto di ricevimento della sua famiglia (i Medici),
Leone X fa servire biscotti e vin di Cipro.Con il diffondersi della navigazione di lungo corso, nacque l'esigenza di cibi a lunga conservazione. Il pane di pasta dura, tagliato a rettangolo e bucherellato, veniva fatto seccare per eliminare ogni traccia d'acqua: il pane era quindi cotto due volte (bis-cotto). Questo alimento niente ha però a che fare con i veri biscotti perché fra gli ingredienti mancavano sia lo zucchero sia il burro.
Occorre attendere l'avvento della barbabietola da zucchero per avere una diffusione popolare del biscotto come lo intendiamo noi oggi. Il vero salto di qualità si ha però con la rivoluzione industriale del XIX sec. che consente l'uso delle prime macchine, come i forni a rotativa. È proprio nella patria della rivoluzione industriale, la Gran Bretagna, che nascono le prime grandi industrie di biscotti, come la Huntley&Palmer.
Oggi esistono tantissimi tipi di biscotti e anche la qualità ha un intervallo molto ampio. Non basta rifarsi a una determinata marca perché molti produttori hanno linee diverse, il cui valore nutrizionale può differire sensibilmente. L'esclusione dello zucchero o dei grassi non presuppone una riduzione dell'apporto calorico, che va quindi controllato caso per caso. Ovvio poi il controllo degli ingredienti che devono essere di qualità. Devono essere assolutamente scartati i biscotti contenenti grassi vegetali idrogenati o margarina e valutati attentamente quelli in cui compare la dizione grassi/oli vegetali.
I biscotti sono un alimento "pericoloso" per un regime alimentare controllato perché la loro appetibilità e l'alto apporto energetico fanno sì che sia molto facile consumarne qualche porzione arrivando anche con un semplice spuntino a 300-400 calorie. Praticamente in commercio esistono pochissime varietà di biscotti al di sotto delle 400 calorie per 100 g (anche quelli senza zucchero o senza grassi). I biscotti sono un alimento da assumere preferibilmente solo a colazione. Provate a pesare 200 g di biscotti (800 calorie) e, vedendone la quantità, ne capirete il pericolo dietetico.
INFO AL. (generici) - Proteine: 8; grassi: 15,40; carboidrati per differenza: 63,30 (fibre: 2,1); ceneri: 4; acqua: 9,20; colesterolo: 2; sodio: 1.276; calorie: 428.
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