Baccalà
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Baccalà
e stoccafisso rappresentano due diversi modi di conservare
il merluzzo. Questi alimenti sono stati introdotti in Italia al tempo delle
Repubbliche Marinare, grazie alle rotte commerciali con le coste del Mare
del Nord. Il nome baccalà pare derivi dal fiammingo kabeljaw
(bastone di pesce). La conservazione del pesce fu introdotta probabilmente
nel 1400 dai pescatori baschi. Poiché la pesca avveniva molto lontano dalle
coste, dovettero trovare il modo di conservare il pesce per un tempo
sufficiente da garantirne poi la vendita. In seguito la tecnica della
conservazione del pesce si diffuse nelle zone dell'Europa del nord. Il
metodo della conservazione mediante essiccazione (con cui si ottiene lo
stoccafisso) è più antico della conservazione sotto sale (che produce il
baccalà).Il baccalà è merluzzo conservato e si differenzia dallo stoccafisso per il metodo utilizzato nella conservazione: per preparare il baccalà, il merluzzo viene decapitato, aperto e poi disteso all'interno di barilotti, sotto sale, mentre lo stoccafisso viene essiccato all'aria.
Il baccalà nell'alimentazione - Il baccalà deve essere ammollato in acqua prima della cottura. Prima si toglie il grosso del sale dal pesce, quindi lo si lascia almeno per un giorno in un recipiente sotto l'acqua corrente. Questo pesce contiene una quantità di proteine superiore a quella della carne bovina e pochi grassi, tuttavia quasi tutte le ricette con cui viene preparato prevedono l'utilizzo di condimenti grassi.
INFO AL. (essiccato e salato) - Proteine: 62,82; grassi: 2,37; carboidrati per differenza: 0 (fibre: 0); ceneri: 18,67; acqua: 16,14; colesterolo: 152; sodio: 7.027; calorie: 290.
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