Le vere tabelle nutrizionali
Aragosta
Copyright by THEA 2009
L'aragosta si può considerare una delle regine della tavola. Dal punto di vista culinario un'aragosta non vale l'altra, poiché è fondamentale il mare in cui è stata pescata che ne caratterizza il sapore*. Le aragoste migliori sono quelle che vivono in mari ricchi di plancton e di alghe, un'alimentazione che porta a una polpa tenera e delicata del crostaceo (per esempio le migliori aragoste del Mediterraneo si pescano nei mari del Nord della Sardegna).
Viene commercializzata sia viva che congelata, ma, com'è noto, i migliori risultati si ottengono quando la si cucina intera, previa risciacquatura sotto acqua corrente, mettendola ancora viva in una pentola con acqua bollente. A seconda delle dimensioni, il tempo di bollitura varia dai 10 ai 15 minuti circa.
Ha una carne delicatissima e dolce che può venire consumata in vari modi: bollita o al naturale, preferibilmente condita con succo di limone e/o con aceto.
Può essere utilizzata come antipasto o nei primi piatti insieme alla pasta o al riso e anche come secondo piatto, bollita e condita con maionese.
Generalmente vengono preferiti gli esemplari femmine in quanto la loro carne è caratterizzata da una maggiore compattezza. La tradizione è ricca di ricette che consentono di cucinare anche le aragoste non più freschissime (quelle invendute, le uniche una volta accessibili ai contadini e agli stessi pescatori , di solito accompagnandole con ortaggi poveri come le patate.
È infine da segnalare che le carni dell'aragosta sono ricche di sodio e sono perciò sconsigliate a chi segue diete povere di sale.
Ved. anche Crostacei.
 
aragostaINFO AL. - Proteine: 20,60; grassi: 1,51; carboidrati per differenza: 2,43 (fibre: 0); ceneri: 1,39; acqua: 74,07; colesterolo: 70; sodio: 177; calorie: 112.

* Note scientifiche -  L'aragosta (palinurus elephas o palinurus vulgaris o palinurus quadricornis) è un crostaceo della famiglia delle Palinuridae e dell'ordine dei Decapodi (i decapodi sono le specie dotate di 5 paia di arti).
Le aragoste hanno un corpo particolarmente robusto caratterizzato dalla presenza di due lunghe antenne, ripiegate all'indietro, che hanno funzioni sensoriali e di difesa. Gli occhi sono posizionati in cima a due peduncoli mobili. Il cefalotorace, ovvero la parte anteriore, è caratterizzato dalla presenza di 13 paia di appendici; l'addome, ovvero la parte posteriore, è suddiviso in 6 segmenti. Le aragoste, diversamente da altri crostacei, sono prive di rostro e di chele. Hanno una coda che ricorda la forma di un ventaglio. La lunghezza di un'aragosta varia generalmente dai 20 ai 40 cm anche se è possibile trovare esemplari che raggiungono i 50 cm circa e che arrivano a pesare anche 8 kg.
La colorazione è generalmente rosso-brunastra o viola-brunastra, ma possono esserci variazioni notevoli. È una specie demersale, è cioè una specie che vive prevalentemente in prossimità dei fondali rocciosi o ghiaiosi, a profondità che vanno da 20 a 200 m circa. Si alimenta con plancton, alghe, crostacei, pesci ecc. Il periodo di riproduzione è la fine dell'estate; dopo la nascita, che avviene in inverno, le larve raggiungono subito i fondali.
L'aragosta è un crostaceo ampiamente diffuso; è infatti possibile trovarla in tutto il Mediterraneo (fatta eccezione per il bacino sud-orientale) e anche nell'Atlantico orientale, dalla Norvegia al Marocco. Nei mari italiani è molto diffusa, specialmente in quelli della Sardegna.
Nel Mediterraneo è possibile trovare altre due specie molto simili al palinurus vulgaris e cioè il palinurus mauritanicus, la cui colorazione tende più al rosastro e vive in fondali più profondi, e il palinurus regius, la cui colorazione tende più al verdastro.
La pesca delle aragoste avviene tramite reti da posta, tremagli e nasse.


Consiglia l'articolo su Google, clicca   Se vuoi condividerlo su Twitter, clicca